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	<title>Fablog &#187; settoplastica</title>
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		<title>Rinosettoplastica funzionale</title>
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		<pubDate>Tue, 26 May 2009 22:11:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fabrizio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Personale]]></category>
		<category><![CDATA[anestesia totale]]></category>
		<category><![CDATA[rinosettoplastica]]></category>
		<category><![CDATA[setto nasale]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Domenica scorsa ho avuto il mio primo pre-ricovero, lunedì a cavallo tra il mattino ed il pomeriggio la mia prima operazione; non mi ero mai addormentato contro la mia volontà! Ho dovuto subire l&#8217;intervento correttivo del setto nasale, altrimenti conosciuto come rinosettoplastica funzionale e devo dire che ne è davvero valsa la pena. Già, perché negli ultimi mesi facevo molta fatica perfino a mangiare: dal mio naso passava un lumicino di aria. Lo sport (anche la semplice corsetta) è stato off-limits e, ovviamente, la notte non riuscivo a riposare neppure per un secondo grazie alle apnee. Perché? A causa di una deviazione molto marcata del setto nasale e dalla totale assenza delle fosse nasali. Ma andiamo con ordine, vi voglio raccontare perché è un bene farsi operare.</p>
<h2>Ragioni&#8230;</h2>
<p>Nessuno si sottopone ad una operazione con il solo scopo di passare una settimana in ospedale. Nel mio caso l&#8217;intervento è stato necessario per una serie di buoni motivi:</p>
<ol>
<li>Il perenne raffreddore</li>
<li>I continui mal di testa</li>
<li>Le minacce di Roberta la quale faceva presente che non mi avrebbe sposato se non prima risolvevo il russare.</li>
<li>Le apnee notturne.</li>
<li>Mi svegliavo stanchissimo e tendevo a dormire più del previsto, pur rimanendo profondamente spossato.</li>
<li>Muco, muco e muco.</li>
</ol>
<p>Questi malesseri si sono accentuati negli ultimi mesi anche se il raffreddore e lo svegliarsi già stanco sono due cose che ricordo da sempre far parte della mia vita. Giusto per dare una idea vi dico che, nella settimana prima del ricovero, capitava che, con un boccone, o mi affogavo o dovevo spalancare la bocca per avere un po&#8217; di aria da inviare ai polmini. Insomma, con buona pace degli animi mi dovevo operare. Io pensavo che mi fossero rimaste le adenoidi, anche perché può capitare, e proprio con questa sicumera mi sono presentato a visita all&#8217;ospedale di Milazzo. Già al primo controllo la diagnosi fu differente: setto nasale deviato.</p>
<h2>Le indagini prima del ricovero</h2>
<p>La gentile dottoressa mi illustrò già dal primo esame il tipo di intervento e mi chiese se avessi avuto intenzione di operarmi. Ovviamente la risposta fu positiva. Vi dico che non c&#8217;è molto da perder tempo, si tratta di fare un emocromo completo e l&#8217;analisi delle urine, una visita cardiologica ed una lastra ai polmoni. Nel mio caso, purtroppo, un valore sballato di una analisi mi ha fatto perdere ben quattro mesi di tempo!!! Per mia fortuna si trattava di una patologia comune (non alla mia età) e non particolarmente fastidiosa.</p>
<p>Fatto ciò si fissa un appuntamento per una visita anestesiologica nella quale si fa un quadro orientato alle possibili complicazioni (rarissime) dell&#8217;anestesia.</p>
<p>Ovviamente questo vale per il reparto Otorino di Milazzo, magari in altri posti ci sono delle differenze anche marcate. Altrettanto ovviamente non è la parte burocratica a spaventare ma quella &#8220;chirurgica&#8221;</p>
<h2>Il prericovero</h2>
<p>Sono arrivato in ospedale domenica, alle ore 17:30. In camera ero da solo (ancora per poco) e ho sistemato le mie poche cose: un set di tovaglie, magliette, mutande, calze, indumenti vari ed i fazzoletti. Subito dopo una gentile infermiera mi dice che mi posso già mettere in pigiama, ovviamente eludo questo consiglio in quanto rimango al tavolo della stanza a scervellarmi tra formule e reazioni chimiche. La prima notte dorme tranquilla, perfino il famoso cibo dell&#8217;ospedale è più che mangiabile.</p>
<h2>L&#8217;intervento</h2>
<p>Dirò la verità: non ero affatto teso per l&#8217;intervento e non sono stato nervoso per nemmeno due secondi. La mattina avevo deciso di alzarmi alle otto ma visto che l&#8217;intervento era programmato per le undici sono rimasto a letto fino alle nove e trenta. Mi dava un po&#8217; fastidio il fatto che dalla mezzanotte ero a digiuno, anche di acqua ma è importantissimo rispettare questa regola. Prima di me c&#8217;era il mio compagno di stanza; ah già: all&#8217;inizio ero da solo ma ho avuto la visita di un altro ragazzo che è scappato da una stanza che condivideva con un &#8220;rompicoglioni&#8221;.  Erano le 11:30 circa e mi chiamano dalla sala operatoria; lascio il cellulare a Roberta e vado con le mie gambe nel blocco operatorio. Mi son sempre chiesto &#8220;se sto bene perché mi dovrebbero portare in barella?&#8221; ed effettivamente&#8230; Li c&#8217;è un altro mondo; mentre ero seduto ad aspettare che mi mettessero quel buffo camice verde pensavo che quel luogo era un formicaio. Persone che freneticamente si muovevano, prendevano soluzione fisiologiche, ipotoniche, ipertoniche, farmaci. Io ero l&#8217;unico a stare fermo in quel groviglio di fili tracciati da persone che, chissà, salvavano la vita ad altre persone.</p>
<p>Dopo un po&#8217; una signora mi dice di accomodorami su una lettiga. Aspetto altri dieci minuti. Ritorna la persona di prima e mi ficca nel braccio la farfalla; fa un po&#8217; male e si scusa. Aspetto.</p>
<p>Ad un certo punto una signora, che capisco essere l&#8217;aiuto dell&#8217;anestesista, mi chiede se sono pronto. Credo che avrà ripetuto quel copione migliaia di volte perché lo dice con un tono quasi allegro, come a volermi rassicurare. Rispondo che sono prontissimo. Mi portano con la barella ed io vedo quel reparto nuovissimo, con colori forti. Quattro o cinque curve e mi fermano. Mi chiedono se risco a spostarmi in un altra barella (peso sempre 80Kg!!!) e rispondo che non c&#8217;è problema. Mi sistemano e mi mettono un tubicino nella farfalla. Alla mia destra c&#8217;era una figura che ho visto soltanto nel momento in cui ha messo il tubo di gomma nella già nominata farfalla. Una infermiera mi scopre il petto e mi mette gli elettrodi, poi lo sfingomanometro. Sento il mio cuore pulsare con il &#8220;beep&#8221; della macchina, volevo calcolare i battiti per minuto ma ad un certo punto tutto si sfoca. Non ero preparato, pensavo ci volesse qualche altro minuto invece il mix dell&#8217;anestesia era già nel mio corpo.</p>
<p>È un istante, pochi millisecondi, particolare. Sentivo il corpo che si rilassava, la coscienza che scemava ma cercavo di oppormi senza riuscirci. Poi il buio.</p>
<p>L&#8217;intervento è durato meno di un&#8217;ora. Sono stato operato dal dott. Milone; di lui si dice che è un ottimo professionista. È vero, ma io aggiungo che una persona integerrima. In questo intervento con un paio di tagli si è &#8220;raddrizzato&#8221; il setto nasale deviato. Nel mio caso sono state anche ricostruite le fosse nasali che, a quanto pare, non avevo per un problema traumatico infantile. Chi mi ha dato una pallonata?</p>
<p>Subito dopo l&#8217;operazione, per richiudere il tutto, vengono messi alcuni punti (specialmente alla base del naso) e, internamente, tra il naso ed il labbro. Questi punti vanno via da soli ma, ovviamente, non devono essere toccati oppure forzati. Scordatevi, dunque, smorfie o simili.</p>
<h2>Il risveglio</h2>
<p>Non è stato molto piacevole svegliarsi. Ho sentito freddo e per qualche minuto non ho capito proprio nulla; ho chiesto a mio padre &#8220;dove sono?&#8221;, e per un istante non mi ricordavo neppure chi fossi. Dopo pochi giri di lancetta grande passa tutto, ad eccezione del mal di testa. Per questo mi aspetta una puntura di un antidolorifico che, effettivamente, fa il proprio dovere. Uno dei medici presenti mi dirà che sono una roccia perché non ho accusato nessun problema collaterale all&#8217;intervento; il mio compagno di stanza, invece, ha vomitato di continuo per diversi minuti, un&#8217;altra persona ha pure vomitato il sangue ingerito. Io invece no, mangio la granita gentilmente portata dall&#8217;amore mio. Dopo poco meno di due ore ero già a passeggio per il corridoio anche se non mi sentivo molto stabile sulle mie zampe.</p>
<p>Forse sono stato un po&#8217; &#8220;graziato&#8221; dal temuto risveglio post-anestesia. Ho letto che è molto comunine non sentirsi al massimo della forma. È altrettanto normale schiamazzare, urlare, cantare, essere violenti o, all&#8217;opposto, sembrare spenti.</p>
<h2>La prima notte</h2>
<p>La prima notte non è stata difficile. Ho dormito poco e con frequenti risvegli ma tutto sommato ho riposato. Il naso &#8220;pizzica&#8221; e sanguina. A tal proposito è importante non lasciare i tamponi liberi ma utilizzare dei &#8220;cerotti&#8221; fatti generalmente di garza che si fissano al naso. Già, il naso: è ovviamente off-limits per qualsiasi intervento deciso, scordatevi di premerlo o di toccarlo con forza. Il massimo che si può fare è pulire, con molta cautela, il bordo delle narici evitando però alcol. Ho consumato tanti fazzoletti che sono molto utili per pulire i frequenti sanguinamenti che &#8220;vanno oltre&#8221; la capacità del tampone.</p>
<h2>Il primo giorno</h2>
<p>Martedì. Il secondo giorno è stato tranquillo, compatibilmente con la situazione. La mattina ho fatto colazione tra mille peripezie perché i punti di sutura dati esattamente sotto il labbro facevano un po&#8217; male e non mi permettevano di aprire bene la bocca. Penso, tuttavia, che con un po&#8217; di buona volontà è possibile mangiare e bere; da escludere le bevande con la cannuccia, almeno nel mio caso.</p>
<p>Già dal primo giorno mi è stato possibile muovermi liberamente per l&#8217;ospedale; scendere di tre piani per comprare qualche porcheria alle macchinette e risalire. Il tutto dalle scale di servizio.</p>
<p>Durante tutto il giorno dai tamponi è colato sangue misto ad una specie di gelatina color chiaro. È normale poiché questa sostanza impedisce che il tampone si attacchi direttamente alla carne viva. È altrettanto normale sentire piccoli pizzichi o pruriti vari.</p>
<h2>La seconda notte</h2>
<p>La seconda notte è stata da incubo. I punti dati all&#8217;interno hanno iniziato a bruciare e non avevo modo per placare il dolore. Questo però è molto soggettivo; penso che un buon antidolorifico possa migliorare di molto la situazione ma io ho preferito non prendere nulla.</p>
<h2>Il secondo giorno</h2>
<p>Mercoledì. Mi sono sentito una pezza a causa della notte trascorsa. Nulla di ché, soltanto un po&#8217; stanco. Il fastidio è sempre immutato e, forse, il naso inizia a soffrire per colpa dei tamponi. Sia chiaro, è un dolore molto ma molto blando; un po&#8217; come un piccolo pizzicotto. La stanchezza e la continuità però possono farlo risultare molto fastidioso. Ho però mangiato lentamente. Ah, scordatevi di sentire sapori od odori: vi basta vedere il cibo.</p>
<h2>La terza notte</h2>
<p>Avevo detto all&#8217;infermiera che se avessi avuto dolore mi sarei drogato ma, per fortuna, non ho avuto molti disturbi. Mi sono svegliato qualche volta perché, girandomi nel letto, ho toccato con il naso il cuscino.</p>
<h2>Il terzo giorno: togliere i tamponi</h2>
<p>Mi ero un po&#8217; rotto le scatole dei tamponi. Diciamo che negli ultimi mesi il mio naso era fuori uso, per cui non sentivo molto la differenza. Il problema era che erano fastidiosi perché mi sembrava che la base del naso fosse infiammata. Togliere i tamponi, tuttavia, è stata una procedura veloce ed indolore al contrario di quanto ho sentito dire. Il primo tampone è andato via in pochi secondi; dal naso non è uscita neppure una goccia di sangue anche se credo di averne ingerito un po&#8217;. È una sensazione molto strana, quasi innaturale ma di certo non dolorosa (ecco perché i tamponi mandano via quella gelatina chiara!). Il secondo tampone è stato tolto in meno tempo.</p>
<p>Un caldo consiglio che mi sento di darvi, qualora doveste essere operati come me, è quello di avere sempre una buona dose di fazzoletti con i quali potervi pulire eventuali piccole perdite di sangue misto a muco e a gelatina. Non è un granché romantico ma abituatevi al fatto che per qualche giorno perderete un liquido rosso a strie gialle-verdi!</p>
<h2>La quarta notte</h2>
<p>Dopo una partita a carte ho dormito per non so quante ore. Ho sporcato, purtroppo, il cuscino di sangue. Pazienza!</p>
<h2>Il quarto giorno: pulizie di primavera</h2>
<p>Ancora non respiravo dal naso, anche perché le gentili infermiere  ce lo riempivano di crema antibiotica (clormafenicolo?). Il mio &#8220;coinquilino&#8221;, però respirava. In saletta medica mi hanno infilato una specie di aspirapolvere da naso con il quale è andato via un po&#8217; di roba. Diciamo che ho fatto la figura del cretino perché ho sentito il naso libero e mi sono messo a respirare.</p>
<p>Una volta: &#8220;ammazza quanta aria&#8221;</p>
<p>Due volte: &#8220;oh!, funziona&#8221;</p>
<p>Tre volte: &#8220;ariiiaaaaa&#8221;</p>
<p>Quattro volte: &#8220;a pieni polmoni&#8221;</p>
<p>Cinque volte: &#8220;mi gira la testa&#8221;.</p>
<p>Mi sono dovuto sdraiare sul lettino per quanto avevo respirato. Non scherzo: ho respirato dal naso per la prima volta dopo ventisei anni. Prima erano soltanto piccoli surrogati! Mi è sembrato molto strano avere a disposizione tanta aria: sembrava una tempesta che si incanalava nei polmoni!</p>
<h2>I giorni dopo</h2>
<p>Dopo essere stato dimesso sono rimasto per qualche giorno rincretinito. È ovvio che anche se stavo bene avevo sempre subito un intervento per cui non potevo in alcun modo:</p>
<ol>
<li>Toccarmi il naso. Purtroppo nel naso dopo la settoplastica rimangono piccole croste che non devono essere in alcun modo toccate. Questo perché applicando una pressione sul naso si potrebbe in qualche modo deviare (nuovamente!) ed inoltre potrebbero saltare i punti. Le croste sono fastidiose ma di certo potete acquistare una crema antibiotica (se non ve l&#8217;hanno già prescritta) in farmacia che ha il compito di umidificare la zona ed evitare infezioni.</li>
<li>Stare al sole. La dilatazione dovuta al calore potrebbe provocare sanguinamenti.</li>
<li>Fare kick-boxing. In genere un piccolo colpetto al naso potrebbe essere avvertito più o meno come un colpo di crick tra i denti.</li>
<li>Affaticarmi. Mi sono sentito un po&#8217; stanco, e lo sono tuttora dopo circa dieci giorni dall&#8217;intervento.</li>
</ol>
<h2>Conclusioni</h2>
<p>Ho scritto il post più lungo di tutta la mia carriera di blogger. Questo perché non pensavo che un intervento così banale potesse migliorarmi la vita in modo così marcato. Ah, un&#8217;altra cosa che  voglio dirla con un pizzico di orgoglio siculo: il reparto otorino di Milazzo funziona alla perfezione e penso che, per una buona volta, non abbiamo nulla da invidiare alla sanità del &#8220;Nord&#8221;. Voglio ripetere che l&#8217;intervento è soltanti <em>fastidioso</em> e non <em>doloroso</em> e lo dico io che ho una soglia del dolore estremamente bassa.</p>
<p>Spero che questi benefici mi possano restare a lungo. E che possano &#8220;servire&#8221; oltre che a me a Roberta, ovvero all&#8217;amore della mia vita, che, in questo modo, non dovrà sentire russare un trombone durante il riposo notturno.</p>
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