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A quanto pare ci propongono l’inferiorità della razza rumena sul piatto. Bene, se è questo ciò che ci servono ne vorrei parlare.
Per qualche strano nazionalismo di sinistra l’efferato omicidio compiuto dal ventiquattrenne romeno scavalca qualsiasi omicidio del quartiere proprio dietro casa. Forse è un bene perché alla fine ci eravamo stufati dei soliti tre o quattro casi che ciclicamente passano a “porta a porta”. Capita che un rumeno, apparentemente, sevizia ed uccide una donna per cui in meno di 72 ore si riuniscono i nostri Ministri e decretano che 5000 rumeni per la cromatografica teoria del self binds self debbano tornare nella loro nazione. Poco importa se la Romania è o non è nell’ Europa, questi 5000 ci debbono tornare. Così, per vendetta. Proprio come i nazisti fecero nelle Fosse Ardeatine. Ora se la ragione non mi tradisce o questi 5000 sono criminali o potenziali tali e, di conseguenza, l’intero apparato giudiziario a partire dal prefetto per terminare al vigile di quartiere ha sbagliato a lasciare tali criminali liberi di agire, o non ha avuto i mezzi per impedire qualsiasi crimine oppure è un estremo atto di salvare la faccia. Non c’è una quarta via e per questo motivo trovo a dir poco odiosi i tentativi di salvataggio in extremis che la nostra classe politica ci sta proponendo. Trovo che la signora, in questo modo, viene violata due volte. Perché non c’è parte politica che possa mediare su una propria disfatta.
La questione però, almeno a mio modo di vedere, è molto complessa e potrebbe sfociare in elementi di puro razzismo. La domanda è chiara: sono i romeni animali? La risposta è, evidentemente, no. Proprio come noi siciliani non siamo tutti mafiosi ma solo la gran maggior parte, ed i genovesi non sono tutti spilorci. Ma su una questione non si può sindacare: i modi di pensare sono differenti. E non trovo come è possibile scandalizzarsi di fronte ad una semplice affermazione: vivono in modo diverso da come viviamo noi. Vivono in modo diverso ma non sono diversi a priori. Spesso non hanno i mezzi, vengono in Italia nella speranza di poter vivere ma finiscono a delinquere, a vendere la propria dignità in strada. E non ditemi che le prostitute svolgono un lavoro degno, per favore! Proprio come noi siciliani sfociamo nella mafia chiunque non ha da che sfamarsi sopravvive per semplice istinto. O per lo meno cerca di farlo. L’affermazione che l’estraneo è animale e non può essere integrato secondo me lascia il tempo che trova, non vorrei che nessuno arrivasse ai livelli del premio Nobel che, dopo averlo rubato il Nobel grazie alla famosa doppia elica, ha dato i classici esempi della demenza senile.
Il problema è un altro: come possono due culture interagire tra loro? Per meglio dire: come possono interagire tra loro se, in teoria, la cultura più agiata non riesce ad agiare quella più sfortunata? A questo punto sorge il paradosso razzista: noi non possiamo integrare nessuno se prima non siamo in grado di fornire a queste persone il modello della nostra civiltà. Avete presente la fecondazione? Se l’ovulo non è compatibile con lo spermatozoo questo come lo feconda?
A me fa paura pensare che tra i 5000 romeni espatriati ci possa essere anche una sola brava persona.