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Qualche mese fa mi dissero “Il divorzio tra Guzzanti Paolo ed il Cavaliere avverrà a breve. Sarà sanguinoso”. Ai tempi pensavo che ai due sarebbe stata necessaria l’assistenza di un avvocato matrimonialista per colpa di un terzo che, tempo fa, turbò le nozze: Vasili Mitrokhin. Nulla di più sbagliato. Il divorzio c’è stato per colpa di un terzo, è vero, ma il nome è Vladimir “Stalin” Putin. Sfasciafamiglie, questi russi.

Al vicedirettore del Giornale non sono piaciute le pacchiane gag del Cavaliere che ammira il pilasto del KGB. Ed effettivamente io andrei poco fiero di essere amico di Putin (per favore non mi riempite di piombo nel mio ascensore per aver scritto questo!). Ritengo che se noi Italiani brava gente, ma di sinistra, sospettiamo ed odiamo il Cavaliere per le ipotesi di corruzione, falso in bilancio, etc etc dovremmo schifare Putin perché, su di lui, aleggiano ben più pesanti sospetti. A confronto Silvio è un santo subito! Ed è proprio per questo, secondo me, che il nostro premier ammira il loro premier. Perché rappresenta un ottimo modello di autoritarismo.

A questo punto Guzzanti sbrocca: non si può lodare Putin sempre e comunque. E secondo me sbrocca a ragione. È una stronzata che “in fin dei conti si deve capire la non perfetta democrazia Russa, sapete com’è… vengono da secoli di totalitarismo”. Basta fare una travagliana ricerca per estendere questo discorso all’Iraq o all’Afghanistan; paesi per i quali Silvio ha già sancito la perfetta democratizzazione come corollario degli sforzi suoi e di George Dabliu Bush. Ma quei paesi non vivevano, forse, da secoli nel totalitarismo? Se no che cazzo li abbiamo bombardati a fare? Per risollevare la Lockheed Martin?

Certo che Berlusconi fosse lontano dall’essere uno stinco di santo era cosa lampante già da quando il soggetto aveva i capelli naturali. Magari Guzzanti avrebbe potuto sospettare già da prima? Diciamo dagli anni 80? Però meglio tardi che mai.

Torniamo alla vicenda. Guzzanti scrive una lettera al Giornale e, contemporaneamente, la manda alle agenzie principali. Ovviamente la lettera viene pubblicata e si scatena una piccola rissa virtuale. C’è chi sostiene che “Guzzanti fa bene”, “Guzzanti fa male”, “Guzzanti fa bene pur facendo male”. Segue un’altra lettera ed una risposta della redazione (Guzzanti asserisce che la G sta per l’iniziale del direttore) che più che altro è, a mia opinione, un preavviso di licenziamento. Il casus belli. “G” rimprovera a Guzzanti che viene pagato da un editore per scrivere traendo spunti da una linea editoriale, o in altre parole dice all’infedele di non elogiare il nemico. O di non cazziare l’amico. Poi puntualizza che Guzzanti ha scritto “o” anziché “ho”. E a questo punto mi domando: ma perché non legge tutti gli articoli in cui figura una odiosa “E’” anziché una “È”?

Caro Guzzanti: probabilmente lei cadrà sotto il fuoco amico. Anzi, ne sono certo. Ma almeno lo farà a testa alta.

Ennesima telefonata intercettata dalla solita toga rossa.

Berlusconi - Pronto?

Guzzanti – Uè Silvio, sono Paolo.

Berlusconi – Ah, Paolo.. fratello mio: hai cambiato voce? Senti nel pezzo di domani dovresti mettere, se non è già in stampa, un titolo che fa più o meno “Berlusconi: il leone delle libertà” …

Guzzanti – Silvio, frena… sono Paolo, Paolo Guzzanti.

Berlusconi - Ah, Paolo.. scusa per un attimo [incomprensibile]

Guzzanti - Non ti preoccupare, comunque se vuoi il pezzo del leone lo scrivo io

Berlusconi - Sisisi, comunque dimmi tutto carissimo…

Guzzanti - Ti ricordi che ti avevo promesso di portar voti?

Berlusconi - Eh!

Guzzanti - Ho messo a punto la mia macchina elettorale.

Berlusconi - Eh!

Guzzanti - Ho fatto un sondaggio sul mio blog e …

Berlusconi - Dove? Sul blogché?

Guzzanti - Su internet.

Berlusconi - Ah!

Guzzanti - Ahm.. ed ho fatto un sondaggio…ehm… per vedere quanti sono con me… Cioè con noi, capisci?

Berlusconi - Eh, quanti sono?

Guzzanti - Sono 90!

Berlusconi - Mhh, mbe, 90 mila non son tanti.. Però… però le ultime le abbiamo perse per 25 mila… Ok si può fare.

Guzzanti - No, guarda… Intendevo proprio 90

Tu-tu-tu-tu-tu

Berlusconi - Eh!

Guzzanti - Silvio, che succede? È caduta la linea? Avevi Saccà in attesa?

Berlusconi - Guzzanti, cribbio di un cribbio. I tuoi 90 voti sai dove te li ficchi?

Guzzanti - Ma Silvio, ma aspetta… Cioè si può migliorare.

Berlusconi - Silvio un cazzo! Sei più inaffidabile di una mia promessa elettorale.

Guzzanti - Siamo pochi ma buoni, le librerie… i caffè della rivoluzione, la politica che inizia dai bar?

Berlusconi - Rivoluzione? Ma va da via el cul te e la rivoluzione! [incomprensibile] cribbio [incomprensibile]. Sei così…Tu sei … come debbo definire uno che chiama un partito politico Rivoluzione che fa rima con Russa?

Guzzanti - Ma no, ma che hai capito. È proprio qui il gioco. Rivoluzione Italiana proprio per una sorta di antinomia, politica se vogliamo, con quella Russa. E poi siamo un movimento mica un partito.

Berlusconi - Appunti, movimentatevi ed andate a fanculo.

Guzzanti - Ma, aspetta. On s’engage

Berlusconi - Ma vaffanculo.

Tu – Tu – Tu

Immediato il post del Senatore Guzzanti: “Ho parlato con Berlusconi che ci da pieno, totale, fraterno appoggio lodando la nostra iniziativa. La Rivoluzione Italiana presto falcerà la malerba che infesta la politica italiana. Amici rivoluzionari: on s’engage et apres on voit“. Seguono 90 commenti di persone estasiate.