Archive for the ‘Satira’ Category
Afa. Un filo di vento raffredda le foglie dei, pochi, alberi che accompagnano gli infiniti viali che spezzano le frastagliate linee dei palazzi. Un silenzio surreale abbraccia la città interrotto soltanto dalle sirene di due o tre volanti che, a tutta velocità, si dirigono verso il Tribunale.
Qualcuno sa già ed aspetta, magari spera di poter essere inquadrato, anche per un solo attimo. L’intervista, la richiesta dell’opinione, per il signor nessuno, rappresenta l’arrivo all’apice della vita.
Il massiccio cancello si apre, le macchine rallentano. Le sirene si spengono ma continuano a sentirsi le ventole che cercano di placare la fatica compiuta da quei poderosi turbodiesel. Un cordone di polizia forma una strada virtuale, si tengono per i polsi a fermare quei curiosi che sbirciano dal finestrino.
È lì, chino. Lo riconoscono. Qualcuno urla “pezzo di merda”, altri “manettaro del cazzo”. Ma quelle anime, seppur così sprezzanti del losco figuro che si ripara nella berlina, sono nulla rispetto al plotone di fuoco dei giornalisti che, con i loro flash, le loro macchine fotografiche e le loro telecamere immortalano il viso di quel giornalista, loro collega, finalmente morso dal serpente del contrappasso.
È Marco Travaglio, il “vice” del Fatto Quotidiano.
Passano pochi attimi e viene raggiunto, in un lungo corridoio, dai suoi legali. Uno di essi, esile di corporatura, ma con voce ferma e decisa, china lo sguardo e chiede se quelle cose sono proprio necessarie.
- Ahò, risponde un agente che tiene l’imminente imputato stretto al gomito, le manette so’ er minimo per gentaglia come questa.
L’avvocato zittisce. Sa che nella gabbia gliele toglieranno e mancano soltanto pochi passi.
Il giudice ed il Pubblico Ministero, sono già lì ad aspettarlo.
- Generalità?
- Mi chiamo Marco Travaglio e sono nato a …
- Che professione fa?
- Giornalista professionista, lavoro per il Fatto Quo…
- Basta la prego. Lo interrompe bruscamente il pubblico ministero. Come fa a definirsi tale?
- Sa perché è qui? Chiede il giudice?
- Certo.
- Ha intenzione di rispondere alle domande?
- Certo.
- Penso, che in via del tutto eccezionale, la Presidenza voglia riconoscere che non c’è alcun bisogno di volgere le domande al dott. Travaglio che è inchiodato da una prova incensurabile. Per ciò che concerne il fatto (sghignazza) il Travaglio è palesemente colpevole di aver indossato delle mutande durante la registrazione del “Passaparola”.
- Erano dei pantaloncini.
- STIA ZITTO, CRISTO! Urlarono giudice e Pubblico Ministero.
- Dicevo, indossava mutande truffando, ex articolo 640 codice penale, i suoi spettatori che, invece, lo vedevano indossare una elegante polo.
- Cosa ha da dire, a riguardo?
- Ma saranno cazzi miei cosa indosso a casa mia?
- Per questo insulto subirà un separato processo. Sottolineò il Presidente.
- Ricordo inoltre alla corte che già un precedente, per ciò che concerne il diritto, può essere applicato al fatto in questione. Citerò la decisione del supremo telegiornale “Studio Aperto”, che con sentenza definitiva bollò come disgustoso il calzino turchese di Mesiano.
Il presidente chiese al “piemme” se un organo giudicante si era già pronunciato, in merito all’apparizione del Travaglio ed egli, puntualmente, sottolineò che:
- Gentile Presidente, “Il giornale” di Feltri …
- Casomai di Sallusti.
- Ma non c’è un poliziotto reduce dal G8 di Genova per contenere l’imputato?, chiese un nervoso Presidente.
- dicevo, il giornale di Feltri ha già scritto un articolo dal titolo “La scossa del Piemonte lascia Marco Travaglio in braghe di tela”, è agli atti, signor Presidente.
- Benissimo, io ho già deciso ma siccome oggi sono generoso lascerò alla difesa dieci secondi contati.
Era il momento decisivo. Un avvocato guardò Travaglio negli occhi, si girò verso il microfono e pronunciò le seguenti parole: Presidente, riteniamo che il tribunale competente non sia questo bensì quello di Forum.
Panico.
Domani, su rete 4, sapremo com’è finita.
Robertina, la ragazza che tutti noi conosciame per essere sempre gentile e disponibile, la ragazza che adoro per il suo modo rispettoso di trattare le persone guardava il mio cellulare. Ed io osservavo lei che, con gli occhi spalancati, ne scrutava ogni piccolo dettaglio. Ogni riflesso, la grandezza del display, la lucentezza delle immagini, il design gradevole e moderno.
“È fatta – pensavo io – le piace”.
Ipotizzavo, nella mia mente, che mi chiedesse come si installano le applicazioni, quanto durava la batteria se staccavo il WiFi, se il GPS fosse effettivamente preciso. Lasciando andare la mia fantasia pensavo, addirittura, che mi potesse fare “la” domanda regina, quella che è alla base di tutti i discorsi, la pietra filosofale di colui che possiede un telefonino di nuova generazione. Ritenevo, con l’azzardo di chi sta vivendo un momento chiave, che potesse girarsi di scatto, guardarmi negli occhi, e chiedere se avesse più app l’android market o l’apple store.
Invece no. Stava zitta a guardare.
Poi ha preso un paio di forbici e mi ha detto “se facesssi a pezzi il filo del caricabatterie?”. Un ghigno di soddisfazione illuminò il suo viso. Accanto a lei un coltello, di quello che si usa per tagliare la carne. Mi guardava, ed io guardavo lei. “Se è vero che il display è vetro non si spaventerà certo di questa punta. Oppure, oppure… Se faccio cadere il caricabatterie su questo display, non si dovrebbe rompere. Proviamo?”.
Poi, ma magari sono coincidenze, ho notato una cosa. Ultimamente mi da dei colpi secchi a livello del taschino della giacca dove, stranamente, tengo il telefono. Non so perché, con quello vecchio non l’ha mai fatto. Non mi ha mai detto, in mezzo alla strada, “ti vuoi muovere”, con un tono simile a quello di Pucci di Colorado Café. Certo, lei aveva fretta di andare a casa ed io ero immobile in mezzo ad un incrocio a cercare di agganciare un cazzo di satellite, ma questi sono dettagli.
Ora io non capisco se ci sia astio nei confronti dell’amo, del mio telefonino, dicevo. Forse tutto si poteva risolvere se le avessi presentato questo oggetto, figlio della più fine tecnologia disponibile in altro modo. La storia è questa. Appuntamento di fronte ad una banca, nel centro di Messina. Per me, che sono capace di perdermi nel mio paese fatto da quattro vie che si incrociano come nello schema del “tris”, era una missione impossibile. Lei era rassegnata ad aspettarmi per un po’ di tempo, in misura necessaria a farmi trovare un vigile non impegnato a bere il caffé al bar per otto ore di fila. Siamo sempre a Messina, eh! Invece no, a voce chiedo la destinazione, aggancio al satellite, e pof! Arrivato in men che non si dica. Mi ha pure suggerito dove parcheggiare. Lei, con vivo stupore, mi chiede come sono arrivato a destinazione. Magari avrà pure messo in cantiere l’ipotesi di una mia relazione clandestina. Con una che sta proprio sopra la banca. O di fronte, per dire. Ed io, con orgoglio, le faccio vedere il gioiellino.
Uscendolo dal taschino della giacca.
Silenzio. Dopo pochi passi: “Tu sei scemo di tuo, se non sforzi il cervello e ti affidi ad un cellulare, quel neurone che ti ritrovi si atrofizza.”
Non ho capito, ancora adesso, a cosa si riferisse. Per quale motivo dovrei rincogliormi? CMQ adss nn c penso. Vado a grdmi il grande fratello, ke trpp figo!!!!!!!!!!!!! VVUMDB.
(da non intendersi al massimo della serietà!)
Sono le due di mattino. Tre caffè presi manco fossero stati prescritti dal medico. Ho finito con quei funghi del cavolo e non ho sonno. Vi racconto un po’ dei fatti miei. Se non vi interessa cambiate canale
(funghi del cavolo, una strana associazione simbiontica)
Nella mia vita lavorativa mi diletto con l’informatica. I millemila lettori di questo blog (due o tre in tutto, se considero anche Alessandro Paguro) conoscono certamente la mia “passione” per l’informatica. (La laurea in biologia è un diversivo, ovviamente. Qualcosa per tenermi impegnato). Oltretutto come il caro e vecchio Salvo F mi diceva, proprio l’altro ieri su FB, avere come lavoro la tua passione è il massimo della vita. È vero, a me piace risolvere problemi informatici. Perché se un bimbominchia ti si para davanti e ti chiede perché youporn non si avvia più, e ti paga pure, puoi perdere dieci minuti del tuo tempo. Se un tizio sulla mezza età ti cerca perché il computer non si collega al router (dal quale passerà il flusso di dati di youporn), questo ti pagherà per andare a casa dove tu gli suggerisci di accendere pure il router oltre al computer.
Però non è tutto rose e fiori. Spesso i computer contengono segreti che, inavvertitamente, scopro. Il 99% dell’assistenza al primo collegamento che faccio viene introdotta con un “il tecnico m’ha lasciato il modem, ma come si collega?”; la conversazione, subito dopo la celestiale apparizione dell’homepage di Google, continua con “ecco. ora… come si conoscono ì fimmini?”.
Capita anche che vado a riparare PC, nella maggior parte dei casi è l’alimentatore andato. La domanda che faccio è “lo usa molto il computer?” e la risposta è sempre “si si, scrivo lettere con wodd, poi lo uso per la banca”. La costante, in questi casi, è data dalla sudicia tastiera degna del mio miglior professore di microbiologia, e dal mouse dalla patina schifobiotica cresciuta a mo’ di tappeto. Una spiegazione per questi fenomeni biologici ce l’ho ma, anche in questo caso, tocca il discorso youporn.
Poi passiamo al lavoro di consulente, quello ci metto (seriamente!) l’anima. Credo fortissimamente nella new-economy, nel senso che secondo me il futuro è internet ed il suo scambio di dati. Faccio un esempio. Se consideriamo il DNA, quella strana doppia elica ripetuta miliardi e miliardi di volte nelle nostre cellule, alla pari di una mera informazione possiamo comprendere perché la riproduzione sessuata ha avuto così tanto successo in natura: si scambiano informazioni (genetiche) da più fonti (gameti). Ho una serie di siti che mi danno tantissime soddisfazioni e mi piacerebbe che anche altre persone potessero sfruttare quest’opportunità. Però tutti (fino ad ieri pomeriggio) mi chiedono: se faccio un sito guadagno da subito? Non funziona propriamente così, il primo ed il secondo anno, di norma, sono sempre perdite. Perché devi oliare il meccanismo, devi capire il mercato. Io ti posso aiutare, caro “cliente”, ma tu devi collaborare!
Cavolo, io agnostico che credo nei Contenuti. Alla fine anche questo post è un “contenuto” ed ha un suo “stile”. Un po’ reale, molto satirico. Insomma è un contenuto da blog, esagerato nelle descrizioni ma che ricalca una piccola realtà.
Il nostro Belpaese stupisce i leader mondiali, Obama in testa, con una serie di effetti speciali direttamente dal luogo del terremoto. Dopo la pedana che simula un evento sismico una serie di gradite sorprese intratterranno Obama, la Merkel e gli altri dei quali mi sfuggono i nomi. Ah, si: il francese marito di Carlà Brunì e quello cinese.
Stupro.
Per non mettere da parte gli altri, reali, problemi dell’Italia verrà organizzata una simulazione di stupro alla quale parteciperanno indifferentemente maschi e femmine. Secondo alcune indiscrezioni lo stupratore sarà necessariamente rumeno per rimanere quanto più fedeli possibili alla realtà. Indiscrezioni trapelate dal comitato organizzatore, invece, rivelano che sarà lo stesso Berlusconi a fare la figura del virile uomo violentatore.
Si spiegherebbe la tonnellata di viagra scaricata nei pressi delle zone accidentate.
Esplosione di cisterna GPL.
I capigoverno verranno fatti accomodare in una stazione allestita vicino al campo profughi nella quale verrà pompato del gas GPL. Data l’eccezionalità del caso, e l’impossibilità di trasporto visto che tutte le cisterne sono – stranamente – in manutenzione, si produrra il gas da un peto di Giuliano Ferrara. Pare che apparirà Berlusconi con un finto accendino gridando “Cucù”.
Cani killer.
Con la scusa di fare un giro per I dintorni abruzzesi i delegati del G8 verranno abbandonati in un’area circoscritta nella quale verranno liberati centinaia di cani. Poche unità secondo la questura. Ammessa soltanto una troupe di Studio Aperto che darà in serata l’incredibile servizio. Secondo fonti non confermate Berlusconi potrebbe dire che i cani sono in realtà dei sovversivi comunisti.
Ronde killer.
I politici visiteranno Milano ma, essendo praticamente tutti stranieri, verranno notati subito dalle Ronde che al grido unisono “Padroni a Casa nostra” li bastoneranno a dovere. Berlusconi non dirà un cazzo ma interverrà Gasparri dicendo “Comunque è una buona legge. Ed eluana poteva essere salvata”.
Guerra termonucleare.
Fuori programma. Berlusconi racconterà ad Obama quella barzelletta “Di un negro, un ebreo ed un cinese”. Dopo avergli importunato Michelle.
Fa discutere il nuovo DdL approvato già nella Camera riguardante le intercettazioni. Ecco le principali novità:
Diritto di rettifica. La rettifica ad una notizia deve essere pubblicata nei minimi tempi necessari ma non sarà possibile, né da parte del giornalista né da parte della redazione, commentare in calce. Ad esempio:
In merito alla lettera della Sig.Lario apparsa sul vostro schifoso giornale in data di ieri voglio precisare di non essere mai stato sposato in vita mia. Lo giuro sula testa di Bondi. Pereperepé, gnagnagnagna!
Carcere per i giornalisti. Chiunque pubblichi notizie “trafugate” prima delle indagini preliminari o, comunque, notizie coperte da segreto di stato andrà in gattabuia senza passare dal via. La pena, tuttavia, è oblabile; il ricavato sarà utilizzato per riacquistare Kakà.
Evidenti indizi di reato. Gli indizi per poter intercettare un individuo dovranno essere evidenti. Ad esempio il presunto criminale dovrà essere beccato con le mani nella marmellata. Un rapinatore pertanto dovrà dapprima compiere una rapina e poi essere intercettato proprio come un omicida deve per forza di cose uccidere prima di poter essere intercettato. Per i reati di mafia e terrorismo, invece, basta un sufficiente indizio di reato. La prima volta che una valutazione soltanto sufficiente porta a qualcosa di buono.
Limite di intercettazioni. Non si potrà intercettare per più di 60 giorni di fila.
Quanto ne abbiamo oggi?
Oggi è il 1 gennaio?
Ok, allora ammazziamo Mario rossi il 5 Aprile, avoglia a tempo ‘mbare
E dove gli facciamo l’agguato?
Te lo dico per telefono il 4 Aprile. Baciamo le mani.
Divieto di pubblicazione delle intercettazioni. Le intercettazioni devono essere pubblicate soltanto un attimo dopo delle indagini preliminari. Che piacciano molto i preliminari ai nostri legislatori?
Caro Obama,
inizio col chiederti se sei parente di Obaoba Martin, quel negro che giocava per quella squadretta al Milan avversaria. So che questa missiva ti arriverà ben dopo la mia ultima dichiarazione, quella dove ti definivo abbronzato ma, come ben saprai, la stampa filocomunista del mio regim… del mio paese interpreta sempre male. Meno male che nel mio sito posso spiegare meglio senza quell’alito veterocomunista che è emesso dai direttori dei giornali a me avversi. Voglio darti dei consigli! Perché tu sei giovincello e correresti il rischio di diventare nero dall’arrabbiatura quando i senatori repubblicani ti inizieranno a mettere i bastoni tra le ruote.
But plis visit itali, we have sisid, cauntry e tante belle cose.
Silvio Berlusconi
Dedico questo post all’amica Maria.
Tipico andamento di una puntata di Dr. House.
- Un tizio, all’improvviso, stramazza a terra. Viene portato al più vicino ospetale il princeprown glashgow ranger hospital.
- Il pronto soccorso rileva che ha parametri anormali. Lo staff contatta House che, però, non vuole essere disturbato perché sta guardando una telenovela. L’australiano pone ad House un aspetto clinico strano: ha la pressione a 60mmHg ma urina in continuazione.
- House si incuriosisce e lo accetta.
- La Cuddy fa la prima diagnosi: Lupus.
- House s’incazza: non è lupus. E osserva le tette della Cuddy.
- Cameron dice che può essere lupus o Bechet, Foreman dice che può essere lupus o leucemia, l’australiano guarda le tette di Cameron o della Cuddy. Distrattamente, dopo due secondi, dirà Aneurisma Neoformativo embolico della sfingoide latero-basale pericorporica. Non ha idea di quello che cazzo ha detto ma si è fatto figo.
- House fa una diagnosi. Nonostante al 99.9999999999999% si può trattare di Lupus House se ne sbatte e inizia una cura, generalmente con steroidi.
- Il paziente entra in coma.
- House ammette che ha sbagliato diagnosi e ne formula un’altra. La Cuddy minaccia di tagliare il Vicodin con il confetto Falqui se House s’azzarda a curarlo per la seconda diagnosi.
- House convince Foreman e l’australiano ad introdursi a casa del paziente che è sempre disabitata così può portare le prove. Proprio vero che la solitudine fa ammalare.
- Quando il duetto ha trovato una muffa e l’ha analizzata semplicemente odorandola, House ha già formulato una terza diagnosi. S’è ricordato che una particolare RNA-polimerasi eucariotica, in un caso su un milione di miliardi, può essere inibita da una molecola prodotta dalla muffa che ipotizza trovarsi a casa del malato. In più il malato ha tradito la fidanzata e s’è beccato una patologia che ha abbassato le difese.
- Intermezzo: House va al pronto soccorso perché è di turno. Trova una ragazza che ha dimenticato un ortaggio nella sua vagina. House prescrive l’amuchina.
- La chiamata del duetto che informa il ritrovamento della muffa arriva in ritardo. House ha già curato il paziente con una terapia che risulta fatale nel caso in cui il medico dovesse sbagliarsi. Ma House non ha paura della probabilità.
- La scena si conclude con il malato che dice ad House che lui è un bastardo perché ha paura di affezionarsi ai malati e che tende ad isolarsi e drogarsi perché ha paura del mondo.
- House suona il piano.
Ammetto la mia ignoranza in materia politica ma debbo dire che la storia del governo ombra è una figata pazzesca! In pratica uno schieramento politico perde alla grande le elezioni, democraticamente va al governo l’altro schieramento(*) (ed il primo, quello che ha perso, che fa? Simula un governo.
Fantastico! Sono generalmente contrario a simulare gli orgasmi, i falli in area di rigore e perfino i reati ma simulare un governo è a dir poco geniale. Mi ricorda tanto la mia infanzia quando simulavo di essere astronauta, di farmi prima o poi una delle sorelle occhi di gatto. Si si, l’infanzia. Un governo ombra è un po’ come un bambino che si incazza come una bestia perché i genitori non concedono l’acquisto del giocattolo e questo, nella cameretta, sbuffando immagina di averlo e si addormenta.
Si dice che la fantasia aiuta a crescere. Chissà se tutte queste simulazioni possano far crescere la sinistra?
(*) Con tutti i mali che ne derivano.
Con l’insediamento di Silvio Berlusconi a Palazzo Chigi, Palazzo Madama, Palazzo Grazioli e perfino all’Hilton Hotel si prospettano nuovi scenari per la politica estera di questo paese.
“La prima cosa da fare – dice il Cavaliere – è quella di mettere fine al conflitto culturale tra il Tibet e la Cina. Proporrò nelle prossime riunioni del Consiglio dei Ministri di installare delle antenne mediaset in modo tale da mostrare tette e culi tanto ai Tibetani quanto ai Cinesi. Così saranno impegnati a fare altro anziché darsele di santa ragione”. Proposta approvata con largo consenso dal PdL, dure le critiche di Via del Policlinico poiché nella sede di Rifondazione Mediaset non si riceve bene.
Un altro passo da compiere sarà quello di cementare la storica amicizia che lega l’Italia a Washington, ma George Dabliu Bush frena l’amico Silvio dicendo che, al momento, non ci sono guerre in programma per cui gli Italiani non servono ad una cippa. Proposta choc di Sandro Bondi: “Con l’aiuto delle neonasciture centrali atomiche italiane bisogna fare una bomba atomica ed installarla a bella vista sulla casa di Ahmadinejad”. Per questo ipotizzabile casus belli aspre critiche di Rifondazione secondo la quale le centrali atomiche non devono essere costruite nella già provata Campania ma inserite, in un contesto armonico ed ecologico, tra Arcole e Cologno Monzese.
In merito ad un programma di riqualificazione culturale e storico-politico Berlusconi propone il rientro delle opere che negli anni sono state sottratte dal nostro paese per essere riposte in altre Nazioni. “Ci sono – secondo il Premier – beni di inestimabile valore, di certo Made in Italy, che sono alla corte di Paesi che immeritatamente se li godono. Prendiamo, ad esempio, la Francia: chiederemo a Sarkozy di riconsegnarci Carla Bruni.”. Durissima Rifondazione che, con una nota del nuovo segretario ed editore di “Liberazione” Montezemolo, fa sapere che “Segolene Royal è molto più gnocca”.
ANSA: Berlusconi ha intenzione di comprare il vaticano. “Ho sempre sognato un futuro ecclesiastico per i miei figli”.