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C’è da fidarsi?

ANSA: Berlusconi ha intenzione di comprare il vaticano. “Ho sempre sognato un futuro ecclesiastico per i miei figli”.

Io sono contrario ad ogni forma di fascismo. Mi irrita pensare che ci sono delle limitazioni ad ogni forma di libertà personale. Comprese quelle religiose. E quello che i cinesi operano è fascismo.

Riassumo: boicottare? Si.

“In verità io non ho mai stracciato il programma della Sinistra, ci mancherebbe altro.”

Silvio BerlusconiPrimo Piano. 14-03-2008 

Un dubbio mi attanaglia: ma negli Stati Uniti esiste la Sinistra? Esiste l’equivalente a stelle e strisce di Diliberto?

E poi, come diavolo può il Texas, paese di Walker Texas Ranger colorarsi di “rosso”, anzi di democratico? E poi ancora ma è vero che la differenza tra i repubblicani ed i democratici sta nel fatto che i primi fanno la guerra e basta mentre gli altri fanno la guerra con l’avallo dell’ONU?

Altra cosa: quale cavolo di differenza passa tra socialismo e comunismo dal punto di vista della politica internazionale.

Opps: non era solo un dubbio.

Non amo particolarmente fare il copia ed incolla ma è successa una cosa strana nella blogosfera. Sabina Guzzanti ha preso posizione sulla vicenda Mitrokhin dicendo che:

 ho studiato un po’ la faccenda abbastanza da dire che quello che scrive orlando son pure minchiate. ho pure intervistato gordievki bukosky e altri che danno ragione a mio padre. lui sta scrivendo un libro che dovrebbe chiarire molte cose su una vicenda così complicata e pericolosa che non me la sono sentita di andare avanti. le spie non sono il mio campo e non saprei come procedere senza farmi strumentalizzare da tutti quelli che incontro. di cert le cose non stanno affatto così come le hanno riferite e la commissione mitrokin non ha niente a che fare con telecom serbia. le indagini che hanno fatto comunque portano a considerazioni molto interessanti su diversi misteri italiani

su questa vicenda credo che Marco sia semplicemente non molto informato e d’altra parte non è il genere di inchieste di cui è esperto. credo che si sia un po’ limitato a ripetere quello che hanno scritto gli altri. Glie l’ho detto naturalmente che non ero d’accordo con il suo corsivo e in particolare che trovavo profondamente ingiusto associare l’investigazione della Mitrokin che per altro è presa piuttosto sul serio all’estero, a quella di telecom serbia che era di tutt’altra natura. Quindi su questo punto io e Marco semplicemente non siamo d’accordo.

Per chi non lo sapesse Sandro Orlando ha scritto un libro intitolato “La repubblica dei Ricatti” nel quale (sebbene non l’ho ancora letto) pare voler affermare delle precise accuse nei confronti di alcune commissioni parlamentari.

La presa di posizione di Sabina mi ha spiazzato. Quando Paolo Guzzanti diceva che “i miei figli, nonostante siano di sinistra,   la pensano esattamente come me” avrei scommesso che fosse una cazzata detta così per guadagnare prestigio di fronte ai frequentatori del blog. Invece Sabina dice che, sic et simpliciter!, Sandro scrive minchiate. Anche su Marco Travaglio dice che è disinformato o non molto informato. Che poi è lo stesso. Però ripete due volte che la questione Mitrokhin è differente dalla questione Telekom, che è di diversa natura.

Io ho sempre pensato che la distanza di Sabina, che è molto in vista grazie al suo blog, fosse stata una distanza “di contenuto” e non semplicemente ideologica. Tutto si può dire meno che sia intelligente per cui mantenendosi distante – pensavo io – ci vuol fare capire che il padre, in qualche modo, dice puttanate.

Ieri, però, questa presa di distanza si è frantumata con delle parole che difficilmente possono essere strumentalizzate e che, secondo me, non lasciano spazi a seconde interpretazioni: l’affare Mitrokhin è un gran brutto affare. Fatto di persone morte e, forse, chissà quali altri segreti. Segreti che sono difficili da interpretare. Segreti mortali.

Da questa storia, da tutta questa storia, ho compreso una cosa: che la verità non esiste in forma tangibile. Non appare mai di un colore, rosso o nero. E che chi si arroga il diritto di avere la verità, sia rossa sia nera, non è altro che un illuso. Ho già detto privatamente al senatore Guzzanti che mi scusavo per delle mie conclusioni affrettate, pur continuando a mantenere un corposo scetticismo nei fondi di questa vicenda. Devo ringraziare Enrix, con il quale manco farlo apposta non condivido nemmeno un briciolo di politica, per avermi in qualche modo canzonato e costretto a guardare in faccia le cose come stanno: la verità non ha colore.

Lo faccio pubblicamente, perché come tutti voi sanno, questo blog non deriva da un nickname. Non penso di tornare su questa vicenda perché mi sono accorto che i mezzi in mio possesso (internet, giornali, libri e TV) non sono oggettivamente sufficienti per capire meglio. Parlo l’inglese, ma non il russo.

I salotti della politica echeggiano di discorsi incomprensibili a noi comuni mortali. Si mormora di tante cose, di tutto e di niente. Ma due parole si distinguono bene, un sostantivo ed un aggettivo: legge elettorale.

Ora, per chi non lo sapesse, la legge elettorale è quella cosa mediante la quale si tramutano i voti degli elettori in legittimazione a governare. I voti possono essere legittimi, rubati o comprati. Gli elettori votano, i politici governano, lo dico giusto per essere sufficientemente qualunquista.

L’attuale legge elettorale è parente stretta dei wurstel, ed è stata approvata dopo un fine e leale confronto tra le parti politiche. Confronto che si è sviluppato a colpi di “figlio di puttana”, “fatti chiavare” e via dicendo. D’altronde è una legge porcata, che volevate di più?

Ma il problema di questo attuale sistema elettorale non è tanto l’aggettivo con la quale si conosce ma il motivo per la quale è stata fatta. Si vocifera, infatti, che ai tempi della sua discussione ci fosse un re tanto cattivo quanto calvo. Era re Silvius da Arcore, sanguinario despota milanese che si nutriva di frequenze televisive (analogiche e digitali, eh!).  Questo re fu avvisato dai suoi triumviri (una società di sondaggi americana) che alle prossime elezioni l’elettorato l’avrebbe punito. Mandandolo con un calcio in culo a casa. Re Silvius non avrebbe avuto più giullari che giocavano in diretta tv con delle bandierine azzurre e rosse da collocare nelle regioni di una cartina geografica.

Che fare?

Una fornitura extra di cicuta era difficile da far entrare in parlamento. Certo, era sempre possibile fare bere qualche quintale di succo di cicuta a Giuliano Ferrara, farlo esplodere in parlamento ed il gioco era fatto. Ma il papa non avrebbe gradito e così si legiferò a colpi di spranga. “Visto che il nemico vince – pensarono – facciamo terra bruciata intorno a lui”. Fu scelta la persona migliore per fare terra bruciata: il vichingo Calderolis. Dopo intensi giorni partorì quella legge elettorale che noi posteri sappiamo bene come è stata nominata. Dallo stesso Calderolis.

Mediante questa legge si diceva al nemico: “Tu vinci, sei legittimato a governare ma non potrai tecnicamente governare perché ti mancheranno gli strumenti”. Un po’ come Dio che disse allegoricamente alle donne “voi sarete madrei ma partorirete con dolore”.

Dopo venti mesi di agonia il nemico è, effettivamente, spirato. Silvius aveva ragione. Ed adesso il problema è tenersi questa legge elettorale oppure no?

Un giovane dell’ Impero, tal Veltronis, vorrebbe rifarla. In qualche modo rimettere in sesto il senato Romano e legiferare per una nuova legge. Giusto direte voi, così si fa un favore al popolo Italiano.

Col cazzo!

Il bello Veltronis, forse ancora più bello di Rutellis ma su questo le fonti sono incerte, tende a temporeggiare non per responsabilità nei confronti dell’ Italia ma per quel subdolo senso di inciucio che è tanto caro alla destra ed alla sinistra. In due mesi si ha un tempo sufficiente per creare dei nuovi equilibri, che si basano sulle concessioni e sulle richiesta da e verso re Silvius. Al bel Veltronis non importa un fico secco della propria area politica. Lui metterebbe il premio di maggiornaza anche al senato. Il premio di maggiornaza!, ovvero una strana clausola contrattuale per la quale chi vince nel casinò politico automaticamente fa jackpot e si porta a casa le puntate del banco, quanto ha in tasca il crupier, e i soldi ficcati tra le tette delle ballerine seminude.

Aspettare due o tre mesi darebbe tanti vantaggi a re Silvius. Avrebbe il tempo di riorganizzare il proprio partito del popolo di Berlusconi  e mettere in riga quello che diceva che si era giunti alle comiche. Potrebbe fare un patto con quello che ce l’ha sempre duro, che poi è lo zio del porcello, e mettere qualche simpatizzante dell’ultradestra in mezzo. Metti anche che è possibile tirar fuori qualche scandaluccio che coinvolge Prodi, il KGB ed improbabili testimoni che  di mestiere fanno il conte e sei apposto.

Meglio un giorno da Prodi che cento da Berlusconi.

Prodi Over

«Berlusconi è una di quelle malattie che si curano con il vaccino». Aveva ragione Montanelli. Ma non ci aveva avvisati del richiamo.

Mubble, mubble! Mastella ha castrato il governo. Con un preciso, e tempistico, calcio negli attributi ha concluso l’esperienza politica di Romano Prodi, ha premuto “off” sul telecomando del suo governo, in assoluto più minacciato di crisi. Si prospettano le elezioni anticipate, ed io debbo spolverare il mio tesserino elettorale. Ma c’è un problema: chi voto? Facciamo un riepilogo:

Iniziamo a destra.

Alleanza Nazionale, Lega Nord, Radicali, UDC. Nemmeno per sogno. Rimango sempre di sinistra.

Forza Italia. Non posso: nessuna condanna penale. Nemmeno civile. Non faccio neppure la cresta al resto, quando vado a fare la spesa per altri.

Mi rimangono i partiti di sinitra.

Margherita: Non se ne parla. Troppo cattolici per i miei gusti. Troppo radical-papali anche se vorrei vedere se Rutelli si tromba la Palombelli soltanto per procreare e rigorosamente nella posizione del missionario.

DS: Più che democratici di sinistra sono dei deviati di sinistra. Habemus bancam!

Verdi: M’hanno già fottuto una volta.

Rifondazione Comunista: ipocrisia allo stato puro.

Comunisti Italiani: peccato che non siamo più nel ’900. E nemmeno in Russia.

Mi resterebbero alcuni partituccioli, come quello dei pensionati. Ma visto che ho 24 anni mi troverei un po’ in difficoltà quando, parlando ad amici, dovrei affermare che «La necessità di preservare la terza età, dove sia io sia tu siamo già approdati da un pezzo, e fondamentale. Vogliamo più bocce per tutti e un’esenzione per il viagra». Oppure il no-euro, ma visto che è la moneta ufficiale di mezzo mondo non avrei argomenti.

Chi voto?