Politica


Una mattina mi son svegliato,
o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!
Una mattina mi son svegliato
e ho trovato l’invasor.

Già, l’invasor. Oramai l’invasore ha il connotato politico. L’invasore è colui che, quasi senza contraddittorio, ti chiede un offerta in cambio della tua attività di lavoro.

O partigiano, portami via,
o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!
O partigiano, portami via,
ché mi sento di morir.

Portami via, partigiano. Portami via.

E se io muoio da partigiano,
o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!
E se io muoio da partigiano,
tu mi devi seppellir.

Seppelliscimi, partigiano. Ma scrivi sulla mia lapide perché son morto.

E seppellire lassù in montagna,
o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!
E seppellire lassù in montagna
sotto l’ombra di un bel fior.

Un bel fiore in montagna. L’ombra piccina basterà.

E le genti che passeranno
o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!
E le genti che passeranno
Mi diranno «Che bel fior!»

Si partigiano. Perché se non spieghi cos’è quel fiore allora tutto sarà perduto.

«È questo il fiore del partigiano»,
o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!
«È questo il fiore del partigiano
morto per la libertà!» »

Libertà.

Con l’insediamento di Silvio Berlusconi a Palazzo Chigi, Palazzo Madama, Palazzo Grazioli e perfino all’Hilton Hotel si prospettano nuovi scenari per la politica estera di questo paese.

“La prima cosa da fare - dice il Cavaliere - è quella di mettere fine al conflitto culturale tra il Tibet e la Cina. Proporrò nelle prossime riunioni del Consiglio dei Ministri di installare delle antenne mediaset in modo tale da mostrare tette e culi tanto ai Tibetani quanto ai Cinesi. Così saranno impegnati a fare altro anziché darsele di santa ragione”. Proposta approvata con largo consenso dal PdL, dure le critiche di Via del Policlinico poiché nella sede di Rifondazione Mediaset non si riceve bene.

Un altro passo da compiere sarà quello di cementare la storica amicizia che lega l’Italia a Washington, ma George Dabliu Bush frena l’amico Silvio dicendo che, al momento, non ci sono guerre in programma per cui gli Italiani non servono ad una cippa. Proposta choc di Sandro Bondi: “Con l’aiuto delle neonasciture centrali atomiche italiane bisogna fare una bomba atomica ed installarla a bella vista sulla casa di Ahmadinejad”. Per questo ipotizzabile casus belli aspre critiche di Rifondazione secondo la quale le centrali atomiche non devono essere costruite nella già provata Campania ma inserite, in un contesto armonico ed ecologico, tra Arcole e Cologno Monzese.

In merito ad un programma di riqualificazione culturale e storico-politico Berlusconi propone il rientro delle opere che negli anni sono state sottratte dal nostro paese per essere riposte in altre Nazioni. “Ci sono - secondo il Premier - beni di inestimabile valore, di certo Made in Italy, che sono alla corte di Paesi che immeritatamente se li godono. Prendiamo, ad esempio, la Francia: chiederemo a Sarkozy di riconsegnarci Carla Bruni.”. Durissima Rifondazione che, con una nota del nuovo segretario ed editore di “Liberazione” Montezemolo, fa sapere che “Segolene Royal è molto più gnocca”.

Sono appena tornato da Milano, una città che secondo me sta affondando nella tristezza. Ho avuto modo di osservare le strade dai tram e dagli autobus ed mi è stato possibile “intercettare” le conversazioni di passanti o vicini di posto nei mezzi pubblici. Mi aspettavo, dopo il netto exploit della Lega Nord, di trovare un centro ed una periferia letteralmente tappezzata di manifesti elettorali con sopra stampato Bossi ma, invece, ho visto soltanto manifesti del PdL (tanti) e del PD (pochi). La lega, fatto salvo qualche raro pellerossa, pareva non avere spazio in capitolo per ciò che concerne questa tornata elettorale. Intanto è risultata la vincitrice a tutti gli effetti.

Perché la lega ha determinato la vittoria di Berlusconi? Perché è un movimento capace di intercettare il pensiero del ceto medio, medio basso. Tanto della “plebe” quanto della piccola borghesia. La lega riesce a parlare con la pancia del proprio elettorato e lo fa con veemenza, usando modi e pratiche dirette. Per quello che dice Bossi la lega potrebbe apparire perfettamente come un partito di estrema Destra ma, in realtà, sembra un qualcosa che è estranea alla politica. “Conflitto di interessi? Non è roba nostra, a noi interessano i soldi e la prosperità del Nord”. Ed è per questo motivo che, mentre la sinistra sta a litigare su chi è il leader in assoluto tra Stalin, Che Guevara e Fidel Castro, la lega convince il piccolo artigiano del fatto che è in pericolo. La lega rappresenta la vera e propria risposta alla Casta, è l’antipolitica.

La disfatta è totale. Catastrofica. In un paio di ore è stata sancita la fine della Sinistra storica. Non esiste più quell’ala politica che da sempre ha avuto a cuore la questione degli operai. È morta la balia delle fasce deboli che, paradossalmente, sono ancora più deboli nel 2008 rispetto al secolo scorso. Vero che non tutta la sinistra è nobile, anzi, ma un bravo biologo sa che l’ecosistema è tanto più ricco quanto più specie lo popolano.

Nuovamente abbiamo consegnato l’Italia, il paese dove nasce l’arte e la tecnologia, a Silvio Berlusconi. Non penso che sia la morte della democrazia perché quando il nemico sale sul trono è sempre una prova di grande democrazia. Lungi da me credere che le elezioni siano state viziate, nel senso tecnico del termine tralasciando quello “morale”, non voglio cercare scuse che limano la disfatta. Il cavaliere è il nuovo Presidente del Consiglio e, secondo me, ci rimarrà per molto tempo. Ed è questo punto che mi preoccupa. Il tempo che Berlusconi ha per sfasciare definitivamente il paese. Il mio paese.

A meno di implosioni interne, che comunque sono remote, Berlusconi farà dei desideri leghisti una priorità. Avremmo perciò il federalismo fiscale e, con ogni probabilità, assaggeremo i frutti di questa via politica in brevissimo tempo. La Lega è un alleato forte, ma non leale. Se Berlusconi vuole tenere a sé la poltrona la deve assecondare. Meno forte è AN che, al momento, appare nello stadio di maturazione. Senza il Premier Fini non è nessuno per cui i vari Gasparri dovranno essere leali alla Coalizione. Per questa miscela il cemento è a presa rapida ed a lunga durata.

Il problema di fondo è, però, Berlusconi. Adesso che in parlamento non ci sono più falci e martello, cosa che penso nessuno avrebbe mai previsto, e che il PD è praticamente in ginocchio il Cavaliere ha campo libero
per attuare la sua “idea” di governo Italiano.

Io mi domando come sia possibile credere a Berlusconi. Mi domando come sia possibile porre un minimo di fiducia ad una persona che è manifesta a farsi esclusivamente gli affari propri, usando le camere come meri strumenti di applicazione delle proprie leggi. Questa domanda, unita alla comprensione della forza del Cavaliere, mi preoccupa. Le recenti santificazioni del Mangano, passato da mafioso ad eroe, parevano essere un invito di voto e già questo potrebbe mettere sull’attenti una persona comune. Ma lasciando stare intrigati sentieri basta sentire una qualsiasi intervista per comprendere cosa voglia dire Berlusconi. Un’ora fa l’ho ascoltato a studio aperto e ho faticato a trovare una sensatezza nelle sue parole. Mischiava populismo (”Risolvo la questione rifiuti a napoli”) ad egocentrismo usando aggettivi ed portandoli a sé: un grande presidente, a livello mondiale, vuole cenare con me nei prossimi giorni, sono tanti i presidenti che si sono congratulati con me. Ha perfino elogiato il “Forza Russia” dell’amico Putin sorvolando sulle questioni di politica estera dell’alleato col cosacco.

Berlusconi sfascerà l’Italia. Lo farà da dentro.

C’è da fidarsi?

ANSA: Berlusconi ha intenzione di comprare il vaticano. “Ho sempre sognato un futuro ecclesiastico per i miei figli”.

Io sono contrario ad ogni forma di fascismo. Mi irrita pensare che ci sono delle limitazioni ad ogni forma di libertà personale. Comprese quelle religiose. E quello che i cinesi operano è fascismo.

Riassumo: boicottare? Si.

“In verità io non ho mai stracciato il programma della Sinistra, ci mancherebbe altro.”

Silvio Berlusconi - Primo Piano. 14-03-2008 

Un dubbio mi attanaglia: ma negli Stati Uniti esiste la Sinistra? Esiste l’equivalente a stelle e strisce di Diliberto?

E poi, come diavolo può il Texas, paese di Walker Texas Ranger colorarsi di “rosso”, anzi di democratico? E poi ancora ma è vero che la differenza tra i repubblicani ed i democratici sta nel fatto che i primi fanno la guerra e basta mentre gli altri fanno la guerra con l’avallo dell’ONU?

Altra cosa: quale cavolo di differenza passa tra socialismo e comunismo dal punto di vista della politica internazionale.

Opps: non era solo un dubbio.

Non amo particolarmente fare il copia ed incolla ma è successa una cosa strana nella blogosfera. Sabina Guzzanti ha preso posizione sulla vicenda Mitrokhin dicendo che:

 ho studiato un po’ la faccenda abbastanza da dire che quello che scrive orlando son pure minchiate. ho pure intervistato gordievki bukosky e altri che danno ragione a mio padre. lui sta scrivendo un libro che dovrebbe chiarire molte cose su una vicenda così complicata e pericolosa che non me la sono sentita di andare avanti. le spie non sono il mio campo e non saprei come procedere senza farmi strumentalizzare da tutti quelli che incontro. di cert le cose non stanno affatto così come le hanno riferite e la commissione mitrokin non ha niente a che fare con telecom serbia. le indagini che hanno fatto comunque portano a considerazioni molto interessanti su diversi misteri italiani

su questa vicenda credo che Marco sia semplicemente non molto informato e d’altra parte non è il genere di inchieste di cui è esperto. credo che si sia un po’ limitato a ripetere quello che hanno scritto gli altri. Glie l’ho detto naturalmente che non ero d’accordo con il suo corsivo e in particolare che trovavo profondamente ingiusto associare l’investigazione della Mitrokin che per altro è presa piuttosto sul serio all’estero, a quella di telecom serbia che era di tutt’altra natura. Quindi su questo punto io e Marco semplicemente non siamo d’accordo.

Per chi non lo sapesse Sandro Orlando ha scritto un libro intitolato “La repubblica dei Ricatti” nel quale (sebbene non l’ho ancora letto) pare voler affermare delle precise accuse nei confronti di alcune commissioni parlamentari.

La presa di posizione di Sabina mi ha spiazzato. Quando Paolo Guzzanti diceva che “i miei figli, nonostante siano di sinistra,   la pensano esattamente come me” avrei scommesso che fosse una cazzata detta così per guadagnare prestigio di fronte ai frequentatori del blog. Invece Sabina dice che, sic et simpliciter!, Sandro scrive minchiate. Anche su Marco Travaglio dice che è disinformato o non molto informato. Che poi è lo stesso. Però ripete due volte che la questione Mitrokhin è differente dalla questione Telekom, che è di diversa natura.

Io ho sempre pensato che la distanza di Sabina, che è molto in vista grazie al suo blog, fosse stata una distanza “di contenuto” e non semplicemente ideologica. Tutto si può dire meno che sia intelligente per cui mantenendosi distante - pensavo io - ci vuol fare capire che il padre, in qualche modo, dice puttanate.

Ieri, però, questa presa di distanza si è frantumata con delle parole che difficilmente possono essere strumentalizzate e che, secondo me, non lasciano spazi a seconde interpretazioni: l’affare Mitrokhin è un gran brutto affare. Fatto di persone morte e, forse, chissà quali altri segreti. Segreti che sono difficili da interpretare. Segreti mortali.

Da questa storia, da tutta questa storia, ho compreso una cosa: che la verità non esiste in forma tangibile. Non appare mai di un colore, rosso o nero. E che chi si arroga il diritto di avere la verità, sia rossa sia nera, non è altro che un illuso. Ho già detto privatamente al senatore Guzzanti che mi scusavo per delle mie conclusioni affrettate, pur continuando a mantenere un corposo scetticismo nei fondi di questa vicenda. Devo ringraziare Enrix, con il quale manco farlo apposta non condivido nemmeno un briciolo di politica, per avermi in qualche modo canzonato e costretto a guardare in faccia le cose come stanno: la verità non ha colore.

Lo faccio pubblicamente, perché come tutti voi sanno, questo blog non deriva da un nickname. Non penso di tornare su questa vicenda perché mi sono accorto che i mezzi in mio possesso (internet, giornali, libri e TV) non sono oggettivamente sufficienti per capire meglio. Parlo l’inglese, ma non il russo.

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