Sarebbe semplice dire che Roma è fascista, Alemanno è un fascista e che saranno tempi neri. Sarebbe semplice. Troppo.
Penso che tutti noi dobbiamo trovare il tempo per guarire le ferite che in poco meno di due settimane hanno messo in ginocchio una intera classe politica, rendendola l’immagine speculare del niente. Perché il governo ombra proposto dal leader del neonasciuturo Partito Democratico avrà effettivamente la consistenza dell’ombra: basta una piccola luce e scompare. Dopo aver sanato le ferite è giunto il tempo di dare una svolta netta e radicale a questa Sinistra che ha affogato il proprio essere nella melma del falso buonismo politico.
Sono più che convinto che si debba prendere Gianni Alemanno come esempio della politica e del dialetto politichese e, con questo post, vorrei esporvi il mio punto di vista partendo dalla fine del discorso: il centrodestra, o per meglio dire, la Destra ha vinto e stravinto nonostante l’imbarazzante prepotenza di alcuni suoi esponenti, le sconsiderate battute leghiste e quell’odioso duopolio Dell’Utri-Berlusconi che afferma all’unisono l’eroicità del mafioso Mangano.
Nonostante Mangano, i fucili, il razzismo gli Italiani hanno di nuovo dato un mandato alla Destra e, secondo me, fa bene Filippo Facci a dire che a questo punto le cose sono due: o Berlusconi ci sa fare o gli Italiani sono degli stupidi. No, gli italiano non sono degli stupidi o per lo meno potranno essere tali soltanto una piccola parte che, in percentuale, porta una frazione della potenza elettorale del PdL appena manifestata alle elezioni. Berlusconi sa fare politica, nonostante la sua odiosa tendenza a non collegare, durante i momenti di eccitazione, il cervello con le corde vocali. Sa esporre chiaramente alle persone i buoni motivi per votarlo, motivi che a me fanno vomitare ma, a quanto pare, non a decine di migliaia di persone che da me la pensano diversamente.
L’emblema della sconfitta prende residenza nella Capitale. Io sono convinto che le amministrazioni di sinistra e di centrosinistra precedenti hanno fatto tanto per Roma. Gianni Alemanno era, infatti, pronto a fare il ministro ma con un colpo di reni ha conquistato la poltrona del sindaco. Il come è sotto gli occhi di tutti. Strumentalizzando ciò che rappresenta un vero e proprio buco nero della sinistra: la moralità. Repetita juvant: strumentalizzando. Ha capito che l’occasione del tentato stupro era troppo ghiotta per essere lasciata sulla spalla di un quotidiano locale e, con una opera risonante, ne ha fatto il tema del giorno. Rutelli, invece, si fingeva orafo e forgiava braccialetti. Una delle più grosse puttanate della storia politica da me vissuta.
A Roma si è verificato, in piccola scala, il riassunto di ciò che è avvenuto in larga scala: l’implosione della Sinistra. Quella Sinistra nobile che è pronta a difendere il più debole ed ha dei sani valori nel proprio DNA. Ma questa sinistra si è ammalata di cancro. Pian piano la malattia della superbia e dell’arroganza ha avvinghiato le cellul che la costituivano facendola morire.
Mentre Bertinotti e Diliberto cercavano freneticamente di far apparire come prioritaria, giusta e necessaria una legge per le coppie di fatto dall’altra parte si propagandava su come rendere sicuro il paese. Stiamo passando momenti non particolarmente belli e, posso ipotizzare, che per le famiglie non è di prioritaria importanza discutere sui diritti delle checche. Mentre a Sinistra si discuteva sulla falce e sul martello a Destra si propagandava sulla principale fobia del nostro Io: il mostro straniero che viene, ci ruba gli animali, ci stupra le donne e ci impala lasciandoci agonizzanti. A Sinistra si parlava di superiorità morale mentre a destra, sottobanco, si operavano le più astute (ed anche miserabili) strategie politiche.
Non vorrei essere frainteso su questi punti. La sinistra è anche questo ma non solo questo. La Sinistra deve avere una sua identità ma non può ridursi ad essere come un velo di zucchero che al primo soffio vola via. Deve garantire all’imprenditore, o a chi si accinge ad esserlo, un aiuto per la partenza della sua azienda e focalizzarsi sull’aspetto lavorativo dei giovani e non esclusivamente sul fatto che si possono fare o meno le canne in strada.
Mi si dirà: “Ma Fini ha focalizzato sul non potersi fare le canne in strada e se n’è fregato di dare una certezza lavorativa ai neo-imprenditori”. Giusto, giustissimo. Quasi sacrosanto. Ma loro hanno vinto, nonostante queste obiezioni, facendo quanto meno una propaganda su questi eventi. E la dimostrazione sii ricava dallo spostamento massiccio di voti da sinistra (leggi FIOM) a destra (leggi Lega) che ha toccato alcuni aspetti già illustrati. Io sono pià che sicuro che Alemanno non potrà fare nulla di più sulla sicurezza rispetto a quanto ha fatto Veltroni e rispetto a quanto avrebbe fatto Rutelli. Ma il primo ha saputo parlare alle persone, magari confortandole, gli altri due erano sicuro che ciò che dicevano era legge per il popolo.
Poi c’è da dire un’altra cosa che riguarda questa maledetta “nostalgia” della Sinistra che fu e non sarà mai più. Penso che la sinistra radicale se vuol tornare di nuovo a galla deve riporre al chiodo, una volta per tutte, sia la falce che il martello. Perché non si possono più usare i modelli socialisti in una società che guarda al capitalismo e che oramai pare irrimediabilmente proiettata verso esso. Bisogna evolversi. Mi ricordo che, due anni addietro, partecipai in qualità di cameraman ad una riunione del PdCI pubblicizzata come “Gramsci tra passato, presente e futuro”. L’evento era di un altissimo profilo storico, parlando ed analizzando tantissimi scritti, ma praticamente portava niente e meno di niente ai problemi che ci sono (presente) e che ci saranno (futuro). Li vedevo li, come se ideologicamente erano rimasti imbalsamati ai secoli addietro, pronti a commuoversi alla lettura dei quaderni, proprio come gli evangelisti quando si pronuncia la parola “Dio”.
Sia chiaro, per me evolvere non vuol dire convertirsi o, peggio ancora, fare larghe intese. Vuol dire ritrovare una identità anche a scapito dell’orgoglio ed adattarsi alla situazione moderna che, dal capitalismo, ha avuto benessere ma anche tanto malessere. Vuol dire smetterla di usare il termine “salario” ed iniziare a parlare di “mutuo”.
Perché se non facciamo così, se lasciamo da parte la superiorità morale, ci sarà sempre un Gianni Alemanno pronto a soffiarci il posto di sindaco lasciandoci, della superiorità, soltanto l’idea.