Archive for the ‘Personale’ Category
In perfect isolation. Here behind my wall.
È da un po’ di tempo che ci penso. Inizio ad apprezzare anche la fase pre-gilmouriana dei Floyds. Quello che, dalla critica, viene considerato il momento ufficiale di declino della band. The Wall, in particolare, è stato accusato di essere l’album in assoluto più commerciale della storia dei quattro-cinque geni del rock-progressivo. È vero, invece, che in The Wall, il despota Waters, inizia a marcare il proprio terreno. Nuovamente testi cupi ma con un suono dry, non pastoso ed armonico come quello di TDSOTM. Nulla di banale. Perfino nella disarmante semplicità armonica di Another Brick in the Wall – Part two, o in Comfortably Numb non ci sono stravaganze tecniche, come gli orologi di Time o i soldi tintinnanti in Money. Se non fosse per l’assolo, in Comfortably Numb, che secondo me è uno tra i più belli di tutta la storia del rock, la melodia è molto semplice: Si minore, La maggiore, Do maggiore, Sol maggiore, Re maggiore ed ancora La maggiore. Ma quella progressione, quel suono… È vero anche che Comfortably Numb è stata adattata da Gilmour sui testi di Water ma… ok basta. Parlerei per decenni.
… I cannot put my finger on it now…
Ho visto la partita. Gli Slovacchi erano una squadra mediocre, lo si vedeva già da come cantavano l’inno. Quasi increduli di giocare con i campioni del mondo. Poi è iniziata la partita ed, effettivamente, i nostri avversari si sono dimostrati giocatori di terza categoria; imprecisi nei passaggi, schemi praticamente assenti, giocatori senza un ruolo fisso. I nostri, invece, ricoprivano perfettamente il ruolo di calciatori della nazionale italiana. Dei cuochi. O dei cantanti, fate voi.
Per 60 minuti buoni non c’è stata un’azione adrenalinica. (Forse soltanto il tiro di Di Natale all’inizio). Chiunque prendesse palla, e mi riferisco in particolare a Pepe, o la crossava a non si sa chi, oppure tirava in porta. Questo lo posso fare io giocando a Pro Evolution Soccer, ma non la nazionale Italiana. Una squadra totalmente senz’anima. De Rossi in ombra, quasi spaventato. E dire che i nostri avversari erano tecnicamente scarsi. Zambrotta, che giocò un discreto mondiale quattro anni addietro, impreciso e privo di forza. Cannavaro che per certi versi mi ricorda Baresi e Bergomi messi assieme ma questa sera era spento pure lui.
Ripeto: quattro anni fa, come seconda scelta, c’erano cognomi del calibro di Del Piero e Totti. Stavolta un tal Maggio che, per carità!, crescerà di certo, diventerà fortissimo, vincera coppe su coppe. Ma oggi?
Ad un certo punto arriva l’illuminazione: Pirlo. Il centrocampista del Milan è diverso. Prende la palla, la stoppa, aspetta un attimo, si guarda attorno e…zac! Passaggio filtrante. Palla intercettata, ok, ma si fa azione in questo modo. Sempre lui: stop di petto a seguire, l’attaccante rimasto sul posto e palla in avanti sulla fascia. Rischia, divora, nonostante gli acciacchi, gli avversari. La cosa impressionante della partita, secondo me è stata questa. Entra Pirlo, un giocatore avversario si fa quaranta metri in corsa per dargli il cinque. Forse era perfino il capitano che, di certo, non stava coltivando i rapporti di buon vicinato.
Perché Pirlo non ha giocato dall’inizio? Ancora non è in condizione? Ok fallo giocare 20 minuti, accendi in modo giusto la squadra, mettili avanti di un gol e poi fai ciò che l’Italia sa fare benissimo: il catenaccio. E poi, Cassano! È cresciuto tantissimo in questi anni. Ho visto un giocatore altruista, con il senso del gol, il senso della squadra. Perché non l’ho visto in Sud Africa?
Spesso, magari compiendo azioni del tutto normali, mi ricordo di una cosa, di un avvenimento accaduto tre o millemila anni addietro. A volte, come è successo poco fa, mi viene in mente un ritornello di una canzone della quele, però, non ricordo il nome. Quando questo succede, generalmente, impiego mesi o anni a ritrovare il titolo.
Stanotte, tra un layout ed una ottimizzazione, mi passa in mente una song abbastanza carina che ascoltavo ai tempi del glorioso Fast Tracker. Il titolo suonava come “Cluster One”, ma quelli erano i Pink Floyd. Convinto di dover cercare, per mesi o per anni, mi metto l’animo in pace.
Invece succede l’incredibile.
Youtube, per un’altra cosa. Due click, due video correlati. Et voilà: Purple Motion – Satellite One
Ci sono dei giorni, pochi per fortuna, nei quali mi sembra di vivere all’interno di un racconto di H.P. Lovecraft. Basta sostituire ai repellenti mostri, alle fine descrizioni di putridi tessuti, generati dalla fantasia e dalle nevrosi dello scrittore americano, dei più tangibili, e propri, riferimenti alla realtà quotidiana. Niente sangue, amuleti magici che risvegliano possenti cani, lucertole preistoriche, ma soltanto idiozie, ragionamenti fuori dal normale che mettono in mezzo oggetti reali.
Nessun Necronomicon, in definitiva. Nessun libro maledetto scritto su su fogli racchiusi da una copertina di pelle umana. Ma soltanto illazioni, deliri di una società post-moderna.
Ieri ero tranquillamente spalmato sul divano a guardare i nostri azzurri. Per ragioni tecniche mi son perso il primo gol, quello dei neozelandesi, ma ho scoperto successivamente che doveva essere annullato. Poi il rigore di Iaquinta (vi ricordate che quando esordì nell’udinese tutti lo chiamavano Laquinta? Anche nelle trasmissioni sportive!).
La partita è finita in pareggio, forse immeritato. Ma in cosa ha sbagliato l’Italia? Credo che ieri, la nazionale, abbia battuto il record mondiale di calci d’angolo battuti. Ed in quelle occasioni c’è sempre una piccola percentuale di fare rete. Nel mondiale scorso avevamo Materazzi, che magari sarà a fasi alterne ma è un gran colpitore di testa, anche perché è alto sei metri. Mancavano le punte “pure”, quelle che preso il pallone dribblano due avversari e concludono tirando in porta. Per questo motivo tra tutte le azioni fatte quella più diretta è finita nel legno di un palo. Come, giustamente, diceva qualcuno nel dopopartita, nel precedente mondiale avevamo, come seconda scelta, personaggi che di cognome fanno Del Piero, Totti, Inzaghi. Oggi? Praticamente togliendo Pirlo, che è KO, e Buffon, vedi prima, sono tutti personaggi di buona qualità, pregevoli per le singole squadre, ma non fuoriclasse. Ho visto giocare Pepe e mi è sembrato troppo egoista, sia in questa partita sia in quella precedente. Cannavaro, che è un Big, mi è sembrato il solito “difensorone” ma i problemi dell’Italia partono dal centrocampo e proseguono verso la porta avversaria.
In tutta onestà tifo per la mia nazionale (c’è sempre in me la parte che preferisce la partita a calcio nella piazzetta anziché un’ora di studio! Bei tempi!). Proprio per questo sono convinto che, ieri, la nazionale abbia giocato al 90%, insomma non è stata una figuraccia. Non ritengo ci possiamo aspettare partite il cui risultato si fermi sul 6-0.
Giusto per rendere più frizzante il giorno del mio compleanno ho deciso di fare dei lavoretti a casa. Casa mia non è un posto fatto da quattro mura calde è accoglienti. È una centrale atomica pronta a far ricredere gli amanti dell’atomo come forma di energia: sta per scoppiare.
Ogni tanto cerco di sbrogliare la matassa di fili che, come una pianta di edera sotto anabolizzanti, ha avvolto tutte le stanze. Ne trovo uno che penso sia li per caso, lo stacco è – poff! Salta via il collegamento ad internet. Ed io m’incazzo perché mi ripeto tra me e me che devo sistemare. Oggi, il giorno del mio compleanno, mi metto all’opera.
Mi mancano tante cose, a cominciare dal filo coassiale. Già perché dapprima c’era la TV che, con il suo filo bianco, ci donava un’immagine gioiosa ed allegra dell’Italia. Si vede che guardo soltanto il TG1, eh? Poi è arrivato Sky; un altro filo da passare. Poi è arrivato il MySky che di fili ne vuole due. In realtà non mi sono mai preso la briga di mettere i fili all’interno delle tracce murate, li ho semplicemente lasciati a vista! Moltiplicate per n-1 stanze (-1 perché nel cesso non ho ancora voluto niente di televisivo) e scoprirete quanto possa essere difficile tenere in ordine casa mia. E capirete che c’è una matassa fatta di fili per la televisione o il satellite.
Vado in una graaaande ferramenta e, un po’ di fretta, chiedo ad una ragazza dove posso trovare del filo per la televisione. Me ne servono soltanto dieci metri per mettere una “toppa”, poi lo compro all’ingrosso. Che sono bastardo!
- Ecco qui il suo filo.
- Ehhm… A me servirebbe del filo coassiale, questo è un tricavo con sezioni da 2mm A cosa serve? Vedi: il blu è il neutro, il giallo-verde la massa e il rosso è la fase. No, no! Non posso collegare l’antenna a due di questi cavi. Ok sono sempre cavi ma… non lo posso fare.
Ohm, quel poveraccio si girava nella tomba.
La ragazza, visibilmente scossa da quella rivelazione, mi dice che riteneva che ogni filo con la guaina bianca fosse filo per la televisione.
- Non c’è problema, lo cerco da me. Ah! Eccolo.
Ne taglio una dozzina di metri e chiedo ad un’ altra ragazza.
- Ciao, dove posso trovare il codice di questo filo per pagarlo?
- Alla cassa lo conoscono. Basta che dici quanti metri ne hai preso.
Vado alla cassa ed una gentile signorina mi sorride. Poso il cavo e dico:
- 12 metri di questo cavo
- Il codice?
- Ehhh… veramente la tua collega mi ha detto che non c’è bisogno di annotarlo
Se la collega fosse stata lì presente, la gentile cassiera dal viso dolce e dai lineamente riposati, l’avrebbe strangolata con lo stesso filo poggiato sul rullo della cassa. Dall’altoparlante si ode una voce:
- Comunicazione interna. [NOME DELL'ADDETTA] alla cassa numero X.
Passano due o tre minuti, nel frattempo rischiavo io stesso di essere giustiziato da chi era in fila dopo di me, ed arriva la ragazza. Uno sguardo tra le due mi ha fatto capire tutto: se mi mandi un altra persona senza codice ti prometto che vado a letto con il tuo fidanzato.
Il codice è 4495345. Biip. La cassiera dice:
- Cavo bipolare?
- No, no… Il bipolare serve ad altro. Cerchi coassiale.
- Non posso, devo mettere il codice.
Chiedo alla ragazza appena chiamata di andarlo a cercare, magari si porta il filo appresso per confrontarlo. Ma lei, astutamente, consiglia alla cassiera di guardare nel libro dei cavi.
Cazzo sarà mai questo libro dei cavi, penso io. È un libro con un miliardo e mezzo di tipi di cavo che le due gentili signorine pensavano di utilizzare per cercare, con un sagace riscontro visivo, il codice del mio fottutissimo cavo.
Nel frattempo le persone dietro di me si erano organizzate: un tizio andava a prendere la motosega, un altro comprava la benzina e un altro ancora ci avrebbe ridotto a brandelli.
- Ehhhhm, quelli sono i tubi passacavo, siete andate oltre.
- Ah già, è che in figura sembrano tutti uguali.
- Come i cinesi…
- Prego?
- Nulla.
- Facciamo che ho comprato un cavo bipolare?
Biiip
La notizia è passata, quasi, inosservata. La popolare suite OpenOffice passa di proprietà in quanto SUN Microsystem è stata recentemente acquisita dal colosso Oracle.
Cosa cambierà? OpenOffice è una versione gratuita, stabile e matura, che colleziona programmi di videoscrittura, foglio calcolo, creazione di presentazioni. Negli ultimi tempi ha sottratto a Microsoft molti clienti, che propone a pagamento il proprio pacchetto Office.
Personalmente utilizzo in modo intensivo OpenOffice. Ho scritto libri, creato presentazioni (anche di livello commerciale), catalogato una miriade di cose. Spero che Oracle, che comunque è una azienda molto competitiva possa continuare la strada fatta di successi che, fino ad oggi, ha caratterizzato OpenOffice.
Dio ha fatto soltanto quattro cose buone nella sua vita.
Ha creato la chitarra elettrica affinché David Gilmour la potesse suonare, dal vivo in Danzica, nel secondo assolo di Comfortably Numb.
No perché a me Spinoza piace. Al liceo non l’ho neppure degnato di attenzione, forse non l’abbiamo neppure trattato. A me Spinoza.it piace. Quando ho scoperto che i due compari pubblicavano un libro ho chiesto a tutti i venditori di tre libri a 9 euro, piazzati nei centri commerciali, se avessero questo libro. Non ce l”avevano, ma in compenso potevo comprare “Guarire con l’aloe”. Ma io non sono malato, voglio il libro. Sono entrato perfino nei centri commerciali, ma nulla. Alla fine, stremato, sono andato in libreria. La svogliata ragazza dietro il banco, mi ha detto che Spinoza lo trovavo in reparto filosofia. Ho obiettato che Spinoza fa ridere e lei mi ha quasi mandato a cagare.
Poi alla fine l’ho comprato da internet. Ieri apro il pacco e inizio a leggerlo. Bello. Però, con la mia solita fortuna, le prime due pagine sono messe male. Avanza della carta dai bordi del libro. E vabbé penso, le battute sono micidiali.
Travaglio rosica pure.
A me piacerebbe, non troppo spesso, una o due volte l’anno, un embargo promosso contro Israele. Piacerebbe che Obama s’incazzasse e pretendesse spiegazioni. Ok, per quanto riguarda il Libano è storia vecchia. Ma assaltare una nave…