amarcord


Ammazza come passa il tempo! Si prospetta un ritorno alla terra natia, in altre parole faccio le valigie per tornare a casa, e sto sistemando quella che fu la mia gloriosa stanzetta: un buco di 5metri quadri. Nel cassetto della scrivania ho trovato i diari delle superiori ed oggi mi son passato il tempo a leggerli. Ho notato che:

1) Le cazzate dei vari professori, alunni, bidelli dopo quasi dieci anni fanno sempre ridere.

2) Eravamo tutti dei cretini. O forse degli illusi? Maria mi scriveva i testi dei RHCP: “How long, how long will I slide …”, Sandro mi disegnava Goku e si firmava Vegeta, Jo Banana mi appiccicava stampati pornografici e li commentava, Jonathan mi costringeva agli straordinari per tener conto delle Kazzate, Ivan competeva con Jonathan.

3) Daniela… daniela! Come dimenticarla? “My dess is jojj la pira striit”. Ecco, Daniela! Leggere i suoi scritti mi induceva una salubre sensazione suicida che difficilmente posso spiegare.

4) Francesca D.F., oddio non ci parliamo più ma vi ricordate di quando con la Mendolia si mise a cantare in classe?

FDF: “Se non ci sei o non ci saraiii..”
Prof: “Francesscccaaaaaa!”
FDF: “..la nebbia fitta scenderà, oscurerà luci e colori…”
IO: “Fra, vedi che ti sta rimproverando”
FDF: “Ah!”
Prof: “B, C e pure D”

Mi sono ripromesso di portare online il famoso nostro sito ma i problemi sono due: il tempo ed il fatto che dovrei scrivere cose pungenti per persone che quasi quasi sono estranee. Che si fa?

L’email… questo strumento tecnologico talmente efficace che non penso di poterne oramai fare a meno. Ricordo a memoria quasi tutte le email che ho mandato ma, in particolare, mi piace pensare che tramite questo mezzo informatico è possibile contattare persone che normalmente non avresti mai potuto conoscere di “faccia a faccia”.

La prima email che ho mandato, dal computer di mio zio, è stata inviata al centro di assistenza SoYo. Credo fosse una azienda giapponese che ideava e costruiva motherboard. Siccome io ho il maledetto vizio di ficcare il naso dove non devo ho modificato il bios della mia scheda madre (una gloriosa Soyo 5EHM) per garantirmi qualche MHZ di frequenza in più ma, evidentemente, qualcosa è andato storto. Questo succedeva nel 1997 ed io, con un “very maccheronic inghlish” ho potuto comunicare con il supporto tecnico e riparare la mia maiboard.

La seconda email che ho inviato è stata ad un tale che, artisticamente, si faceva chiamare Tony H. Diciamo che sono (stato) un deejay per cui la musica elettronica mi ha sempre affascinato. Chiedevo al deejay che prestava servizio in una nota emittente nazionale dei consigli su come proseguire l’attività di disk-jokey ma, purtroppo, non mi rispose mai.

La terza email la inviai a Piero Fassino, segretario dei DS. Era il 2000-2001 e sovente notavo una pubblicita nella quale si chiedeva di fare “una azione di sinistra” e contribuire con 50.000 al partito dei democratici di sinistra. A me i termini “democratici” e “sinistra” stavano ovviamente simpatici e scrissi al segretario cosa avrebbero fatto con la mia azione di sinistra, qualora avessi deciso di sostenerli. Specificai che essendo poco più di un bebé quei soldini rappresentavano non pochi sacrifici per me ma, puntualizzavo, che ero ben felice di spenderli bene. Nonostante la mia buona volontà Fassino non rispose mai.

Poi fu la volta di Carlo Azeglio Ciampi. Il miglior Presidente che abbiamo mai conosciuto, almeno secondo me. Spero che Pertini non ci resti male ma io sono affascinato dal modo di fare di Ciampi e dal suo senso di stato. Vi ricordate quando, in una qualche commemorazione, Ciampi ascoltava con interesse e Berlusconi dormiva? Ecco… Ciampi per me rappresenta lo Stato. Nemmeno quella email, che comunque era di complimenti, ebbe risposta ma oggettivamente non mi interessava.

Poi, anche con la mia piccola autonomia, ho avuto il piacere di contattare numerose persone che, altrimenti, non avrei neppure potuto salutare. Giovanni Floris, ad esempio, mi spiegò cosa succedeva nello studio di Ballarò in alcuni momenti caldi. Quando curavo un sito di musica elettronica alcuni autori abbastanza conosciuti mi contattavano di continuo per email per darmi alcune anticipazioni sulle loro nuove uscite, ed in alcuni casi i “promo” da ascoltare. Con Paolo Guzzanti, che penso sia il più informatizzato tra i vari deputati e senatori, ogni tanto avvengono scambi di email quasi in tempo reale e questo se non altro gli fa onore. Ma alla fine Guzzanti non è il mio modello per cui, pur contento delle sue risposte alle mie domande, mi piace pensare che posso comunicare con persone che considero miei “maestri” o modelli da seguire. Uno tra questi è Piergiorgio Odifredddi, che è un matematico impertinente. Conoscetelo anche voi, non vi pentirete.

Era il 1997 ed io ero a casa. A quattordici anni non si ha chiuso il conto con le malattie esantematiche ed io, infatti, ero confinato a tra le mura domestiche per colpa del morbillo. Ero a casa ed il tempo pareva non passare mai; non sono ipocondriaco ma quando sto male è sempre una tragedia. Mio padre per cercare di rendere il recupero delle forze più agevole possibile passò dall’edicola e mi acquistò un numero di “Open-Pc”, una tra le prime riviste che veniva distribuita con CD-Rom.

Gli chiesi espressamente di non comprarmi riviste con floppy che, generalmente, non avevano nulla di buono. Ricordo l’odore di quella plastica, di quella sottile rivista che accompagnava il gioiello rotondeggiante. Ricordo perfino il prezzo: 14900 lire che per quei tempi rappresentavano una buona fetta dei “soldi che si portavano a casa”.

Un amico di famiglia suonò il campanello. Salì sopra e mi portò delle profumate paste, dei dolci che avrei divorato in pochi secondo se fossi stato da solo. Ma non ero solo e ne mangiai due o tre.

“Come stai?”
“Bene”
“Quanto tempo sei rimasto a letto?”
“Oltre un mese”

Assieme a mio padre, l’ospite, iniziò a discutere di Politica. Io non avevo tanta voglia di sentire quei discorsi e mi misi davanti al computer. Ricordo l’interfaccia grafica del CD e la possibilità di poter sfogliare il contenuto: c’erano i files midi, le immagini, le immagini sexy e alcuni demo di giochi.

Su un bottone grigio veniva evidenziata una descrizione che mi incuriosì:

“QUAKE: Un incredibile sparatutto tridimensionale”

Lo cliccai e lo installai in C:\quake, in pochi minuti il mio hard disk da 1182MB aveva circa 50MB in meno.

cd \

cd quake

edit readme.txt

Osservai il readme e, in particolare, le specifiche. Ero in competizione con Nunzio P. per quanto riguarda la fluidità dei giochi e non volevo fare cattive figure:

CPU: pentium 75MHZ

RAM: 8 MB

CD-ROM: 2X

VIDEO: Vga compatibile

Le mie specifiche erano ben al di sopra. Avevo un Pentium-133MHZ overcloccato a 150MHZ con il trucchetto del voltage-up. 16MB di RAM (Nunzio P. ne aveva 4!) ed un fiammante CD-ROM a 8X che si sarebbe rotto dopo pochi mesi. Ma la vera forza era data dalla scheda video: una S3 trio 64 V+, con ben 512Kb di ram dedicata.

Ho installato quake. Sono rimasto strabiliato. Ci gioco ininterrottamente da oltre dieci anni.