Avevo un quattordici pollici, Windows ME e una scomoda postazione per PC. Iniziavo a muovere i primi passi nel reverse-engineering. Era, probabilmente, il 2000. Avevo da poche settimane messo online un intero sito dedicato alla programmazione. Visual Basic, un po’ di HTML e Turbo Pascal. Google era sconosciuto, si utilizzava Arianna, Altavista, Lycos.

Controllavo la posta elettronica. Lo spam era davvero minimo, forse inesistente.

Leggo una email, cordiale, breve e diretta: “La disturbo per chiedere se, dietro compenso, può darmi una mano nella realizzazione di un algoritmo per lo sviluppo del, complesso, calendario Maya. AMC.”

Rispondo che avrei volentieri aiutato questo sconosciuto, senza chiedere soldi. Iniziò una fitta comunicazione, dapprima mediante email, e successivamente un parallelo scambio di CD con codici sorgenti, teorie, moduli e ottimizzazione del codice.

Nelle email che ci inviavamo iniziavo sempre con un colloquiale “Gentile signore” e, questo davvero gentile signore, rispondendomi, si riferiva a me con “Gentile Professore”.

Io non avevo idea di cosa fosse una calendario Maya e manifestai le mie perplessità al “gentile signore”, che di tutta risposta si premurò ad inviarmi un libro che, per la verità, non ho mai finito di leggere. Poi iniziammo a sentirci telefonicamente, mi disse che mi avrebbe ospitato per “ripagarmi” del tempo perso a Roma ed io, se non per spirito di educazione, accettai.

Non sono mai stato a Roma. Persi i contatti virtuali con AMC nel 2004 o nel 2005. Eppure ci inviavamo gli auguri di Natale e di felice Anno nuovo.

Adesso scopro, dalla homepage di Repubblica.it, che questa mia conoscenza virtuale è venuta a mancare.

 

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