Click.

Quel suono, prodotto dalla plastica scadente del pulsante di spegnimento di un vecchio telefono “made in Italy”, echeggiò nella stanza. Un riverbero macabro, miscuglio di strane armonie, onde fondamentali che si univano per generare quello strano rumore. Una scrivania e una pianta, ormai appassita, rappresentavano l’arredo di ciò che, fino a due mesi prima, era il centro nevralgico del paese. Un omone si teneva la testa, mimando uno sforzo sovraumano. Alla sua destra il telefono.

Non passarono neppure due minuti. La porta, in fondo, fu aperta da due uomini. Giacca e cravatta, quello più magro, camicia bianca l’altro. Facevano passi lenti, felpati, quasi a non voler disturbare l’omone che, nel frattempo li iniziò a fissare. Nei suoi occhi traspariva la paura.

- Non c’è bisogno che parliate, disse.

I due, compostamente alzati davanti all’omone, sospirarono e annuirono.

Le notizie non erano delle migliori. Bill Bradford, era stato appena giustiziato. Gli states si riscoprirono cinici, capaci di far male a loro stessi. Infilarono un ago dentro la pelle di quel giustiziere del popolo e lo seppellirono con la sua Heckler&Koch che, due anni dopo la sentenza di assoluzione, era stata placcata di oro. Mandarono all’aldilà anche la targhetta che William aveva inciso di suo pugno: “l’oro della democrazia annienta lo strumento che l’ha risvegliata”.

Quell’omone, Adolfo Bonomelli, che tutti chiamavano Ad, iniziava a sentire le voci della sua stessa gente che gridava, urlava e devastava tutto ciò che si poneva loro davanti. Erano ad un chilometro di distanza ma li sentiva dentro, nel cuore, nella testa, nelle ossa. Le loro grida sembravano tirare, contorcere, strappare e lacerare ogni singolo centimetro della sua pelle.

- Presidente, vuole che …

Sorrise.

- No grazie, avete fatto abbastanza. Ora andate.

I due si avvicinarono, lo salutarono con una formale stretta di mano e, sempre in modo composto, gli voltarono le spalle.

Aveva creduto, Adolfo “Ad“, ad ogni singola parola dei suoi discorsi. Aveva perfino idealizzato l’omicidio del Ministro, traslitterandolo in un evento necessario. Lui, come William detto Bill, ebbe il coraggio e la passione di ribellarsi, compiendo un gesto che, al bar, tutti sono capaci di teorizzare. I suoi toccanti discorsi avevano risvegliato la Sinistra, assopita da quello stadio stazionario, che la rendeva inerme – o forse complice, secondo altri – del più becero governo Liberale. Tante troiette erano state, letteralmente, prese a calci in culo e sbattute fuori dal Palazzo. L’Italia visse un intero anno di purificazione. Quell’omone riuscì, in un fottuto anno, a compiere ciò che l’intero popolo del Bel Paese non fu capace di attuare dai tempi della Gens Iulia.

Il concetto di mafia si espanse, nell’accezione criminale, e toccò anche coloro che reiteravano una semplice minaccia ad un commerciante. I pesci piccoli equiparati a quelli grandi, pura genialità. D’altro canto, per dirla tutta, la necessità di delinquere venne meno. Lo Stivale fu il centro nevralgico dell export; tutti i settori, nel più amplio ventaglio, aumentarono la produzione. Le tasse furono sensibilmente ridotte e in tre mesi fu varata una epocale riforma sull’ammortizzazione sociale. In un anno si coniò il termine “Euro Italiano”, per rafforzare il concetto che tutta l’Europa dipendeva dalla solidità del bilancio del nostro Paese. La Volkswagen trasferì ben sei stabilimenti in Italia, l’Inghilterra stritolata dal debito pubblico accettò, dietro un considerevole prestito Italiano, di entrare nella moneta unica. Non serviva più delinquere. Chi lo faceva, sapeva su cosa andava a schiantarsi.

La visione democratica di Ad si estese anche nei piccoli aspetti. Nelle parti che lui chiamava “i dettagli della democrazia“. Furono scremati tutti i corrotti da ogni singola parte dello Stato Italiano. Ogni componente della forze dell’ordine fu esaminato, tanto nel pubblico quanto nel privato. Loro facevano parte dello stato: erano i pesci piccoli. E fu amaro scoprire che molti di loro, non disdegnavano di torturare, come nel più schifoso film di serie B, semplici cittadini, fermati magari per un controllo. Molti di loro, ingenuamente, si autodefinirono Fascisti.

Benessere. Ecco cosa era diventata l’Italia. La terra capace di donare benessere, proprio quel termine tanto abusato.

Un grosso sasso distrusse l’enorme finestra. Una scheggia ferì Al.

Li sentiva gridare, colpire qualsiasi cosa avessero a tiro. Erano inferociti, e avevano circondato il palazzo.

Post ispirato da Revolutionary Road e da Il puttanariato

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