Il mio turbodiesel fa un rumore della Madonna. Ero al rifornimento e sentivo soffrire i pistoni, fissavo il contagiri e avrei barattato mia nonna con il posto di quel coglione con la fiat regata, che era proprio davanti a me. Nel frattempo sudavo, guardavo la colonnina. Non mi aspettavo quell’imprevisto, dovevo trovare una alternativa, risolvere la questione al più presto.
Una fiat regata, capite?
Con la punta del piede alzavo l’acceleratore, prima pian piano, poi con decisione facendo perno con tacco della scarpa. Niente. Sempre 800 giri al minuto. Anche qualche cosa stava girando. In me.
Finalmente se ne va. Rumore metallico, fumo. I criceti dentro il motore si erano surriscaldati.
- Capo, quanto?
- Me ne servono sette litri e tre decimi.
- Quanto?
- Sette litri e tre decimi. Anzi, facciamo quattro decimi che non ho calcolato l’attesa di prima.
- Ma mica posso darle sette litri e tre, quattro decimi.
- Perché?
Quello, incazzato, guarda la colonna del distributore. Stringe i polsi e dopo un po’, tronfio, mi dice.
- E lei, quindi, pensa di darmi 10 euro e 54 centesimi?
- Si, sono qui. Eccoli. Tutti a pezzi da 2 centesimi. Soltanto che devo contare qualcosa in più per quel decimo di litro che non era previsto.
- Ma sta scherzando? Devo lavorare… sono qui dalle sei, sono sempre fuori casa e lei mi prende in giro?
- No. Io non lavoro più se le interessa.
- Vada via, lasci questa area di servizio.
- Prima i sette litri e quattro decimi. È tutto un calcolo.
Quell’omone, davanti a me, sbuffava. Incazzato, sferra un colpo sul cofano del mio, lo sapete già, turbodiesel. Inclina leggermente la sottile lamiera che lo compone.
- Ecco, ora l’aereodinamica è compromessa. Me ne serviranno almeno due o tre decilitri in più.
- Io le sfascio la macchina e lei fa i calcoli?
- Certo, tutto è un calcolo. Sa che il suono emesso dall’impatto della sua manona sul mio cofano può essere scisso nelle sue onde fondamentali?
- Che?
- Si, mediante una trasformata veloce di Fourier. Che, per inciso, potrebbe essere la chiave per il grande mistero dei numeri primi.
- …
- Ma non è questo il momento di fare questi calcoli.
- Perché?
- Perché devo fare una cosa. Forse ho un po’ di tempo. Sa perché tutta la vita è un calcolo?
- Lei è pazzo, su questo non ci sono dubbi. Ma voglio vedere fino a che punto, mi dica.
Scendo dalla macchina, mi siedo accanto a quell’omone e inizio a raccontare tutto.
- Vede, fino a stamattina ero il direttore di una importante multinazionale.
- Comandava lei?
- Diciamo di si, anche se ero sotto il controllo di un capo.
- Il capo dei capi, sghignazzò l’omone.
- Esatto.
- Dicevo. Ero andato a lavoro ma soltanto per una firma che, ieri, avevo dimenticato di mettere. In realtà avevo appuntamento con un consulente di viaggi. La vacanza dei sogni di mia moglie, due settimane in barca nel Mediterraneo.
- Beh, io sono stato una volta a Vulcano, due giorni.
- Ed io ci sarei stato se non fosse che, tornando a casa, in anticipo e con i due biglietti in mano, scopro mia moglie a letto.
- Che dormiva?
- Con il mio capo.
- Ah, la più classica delle situazioni.
- Esatto. E sa cosa ho fatto?
- L’ha picchiato?
- No, ho fatto un calcolo. Mi son passate per la mente tutte quelle volte che quell’apparente distinto signore mi chiedeva di fare due orette di straordinario. Di sostituirlo che lui si doveva assentare. Impegni improrogabili, diceva.
- Forse doveva davvero andare a qualche riunione.
- Forse anche Michael Jackson è ancora vivo.
- Beh!
- In tutti questi anni quante volte è stato a casa mia? Con mia moglie? E, da stamattina, non faccio altro che calcolare tutto. Perché il non sapere quante volte quella troia mi ha tradito mi fa impazzire.
- Beh, beva qualcosa. Domani passerà. Forse chiarirete. Certo deve essere un trauma che non vorrei mai e poi mai subire. Una moglie, un tradimento.
- Non è il fatto di per sé. Quello che mi rimprovero e non poter quantificare il, mi perdoni il termine, danno. Quante volte mi ha tradito?
- Mi perdoni, ma a cosa servono i sette litri e quattro decimi di diesel?
- In realtà nemmeno io sono sempre stato fedele a mia moglie. Il computer di bordo della mia macchina dice che consumo sette litri e tre decimi per andare e tornare dalla città del mio “passatempo non ufficiale”. Buffalora, si arriva dalla quarta uscita dell’autostrada in direzione nord. Conosce?
L’omone mi fissò.
- Certo. Abitiamo lì, da dieci anni. Ora de-dev-devo andare.
***
- Capo, quanto?
- Quaranta euro.
- Con quaranta euro vengono 28.16 litri di diesel. Mi serve una stima del consumo della sua macchina, anche se un sei cilindri a V, come il suo, di certo è molto assetato. Così le posso dire la sua autonomia.
- Ma che dice? Mi metta quaranta euro.
- Sbaglia a non dare importanza ai numeri. La vita è tutta un calcolo, se ha un po’ di tempo le racconto il perché.