È strano fotografare una realtà che, per certi versi, sembra quasi irreale. Ieri sera, in una libreria, tre o quattro ragazzine erano alla ricerca di nuove letture. Nella zona tascabili, indeciso sul prendere Kundera o qualche altro autore sconosciuto, sento questa conversazione.

- Il diario di Anna Frank?

- Mhh, già letto. Te lo presto io.

- Questo?

- Terribile, lascialo perdere.

Stamattina, ancora assonnato, esco per andare a votare. Passo dal bar e, durante il tragitto, vedo tantissime persone con in mano il certificato elettorale. Davvero tante. Tre o quattro macchine piene di persone, famiglie intere che si sono spostate. Mi piace pensare che si siano presentate al seggio.

Entro, nel seggio.

- Ecco il documento.

- Fabrizio, ti conosciamo.

- Mi raccomando, ridacci la matita.

Voto. Quattro si, ovviamente. Anche se ero tentato di mettere un “no”, giusto per fare l’outsider e, nella piena consapevolezza che, in questo inutile meccanismo di quorum, per trasmutazione filosofale si sarebbe trasformato in “si”.

Tornando a casa, come di consueto, passo dall’edicola. Non prendo nulla questa volta ma due ragazze comprano un giornale. La Repubblica. Penso che sarà per i genitori, non ho mai visto una tredicenne leggere un quotidiano.

Esco.

Incrocio quelle due tredicenni. Una sfogliava il giornale.

3 Responses to “Tendenze”

  • Alessandro says:

    Sabato io e Iole siamo stati all’Europride. Ed è stata un’emozione enorme (oltre che inaspettata) vedere ai balconi, alle finestre e per le strade migliaia di persone, famiglie con bambini, giovani e anziani, che applaudivano al passaggio del corteo. E mi sono convinto che forse questo Paese è davvero meglio di quanto vogliono farci credere giornali e televisioni al soldo di B.
    E ti dirò di più: io sto iniziando a convincermi che questo Paese stia lentamente cercando di diventare civile. Non voglio illudermi (è già successo troppe volte, dal ’96 in poi), ma ci sono stati dei segnali forti di una reale volontà di cambiamento nelle ultime settimane. Spero solo che non ce le faremo scappare anche stavolta.

  • fabrizio says:

    Il gesto che avete fatto tu e Iole è, davvero, molto nobile. Tralasciando le facili battute che contengono finocchi, centrioli e ricchioni vari, è indubbio che le persone che hanno una preferenza sessuale orientata verso il proprio stesso sesso siano, dati alla mano, discriminati. Per non dire peggio.

    Ci faccio un post, va!

  • Alessandro says:

    Ma guarda, gli etero come me e Iole sabato erano davvero tanti; c’erano pure famiglie con bambini. E, credimi, quello che si vede in Tv e sui giornali non è il vero Pride,ma solo quello che fa comodo: quelli in costumi strani, mezzi nudi o con paiettes, lustrini e boa di piume di struzzo erano davvero pochi… Purtroppo su quello è il vero mondo omosessuale si sa davvero poco, si preferisce buttarla sul folklore e le carnevalate.

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