Archive for June, 2011

È strano fotografare una realtà che, per certi versi, sembra quasi irreale. Ieri sera, in una libreria, tre o quattro ragazzine erano alla ricerca di nuove letture. Nella zona tascabili, indeciso sul prendere Kundera o qualche altro autore sconosciuto, sento questa conversazione.

- Il diario di Anna Frank?

- Mhh, già letto. Te lo presto io.

- Questo?

- Terribile, lascialo perdere.

Stamattina, ancora assonnato, esco per andare a votare. Passo dal bar e, durante il tragitto, vedo tantissime persone con in mano il certificato elettorale. Davvero tante. Tre o quattro macchine piene di persone, famiglie intere che si sono spostate. Mi piace pensare che si siano presentate al seggio.

Entro, nel seggio.

- Ecco il documento.

- Fabrizio, ti conosciamo.

- Mi raccomando, ridacci la matita.

Voto. Quattro si, ovviamente. Anche se ero tentato di mettere un “no”, giusto per fare l’outsider e, nella piena consapevolezza che, in questo inutile meccanismo di quorum, per trasmutazione filosofale si sarebbe trasformato in “si”.

Tornando a casa, come di consueto, passo dall’edicola. Non prendo nulla questa volta ma due ragazze comprano un giornale. La Repubblica. Penso che sarà per i genitori, non ho mai visto una tredicenne leggere un quotidiano.

Esco.

Incrocio quelle due tredicenni. Una sfogliava il giornale.