Secondo me è stato un grave errore quello di far morire la love parade. Quando ero più piccino e armeggiavo con i primi sintetizzatori e facevo del cutoff e del band-pass la mia ragione di vita la love parade rappresentava una istituzione. Adesso non parteciperei neppure pagato ma ciò non toglie che è un evento. Il fatto che siano morte tante persone non penso basti per gettare nel dimenticatoio questa “manifestazione”, quante persone perdono la vita nel mondo del calcio?
e intanto il mio cane aspetta che qualcuno gli mandi un biscotto….
Io ci vedo molte analogie con la strage dell’Heysel. In entrambi i casi la polizia non è stata in grado di gestire adeguatamente una situazione di emergenza. Non so che colpe abbiano, se ne hanno, gli organizzatori della Love Parade, ma mi pare una grandissima minchiata quella di far morire una manifestazione a cui, personalmente, non parteciperei mai (non è nel mio genere) ma che fa parte ormai della cultura musicale europea se non addirittura mondiale. Il 30 giugno del 2000, al Roskilde Festival, 9 ragazzi morirono schiacciati e soffocati dalla folla che tentava di avvicinarsia al palco sul quale si stavano esibendo i Pearl Jam; appurate le responsabilità degli organizzatori, dall’anno successivo le misure di sicurezza vennero sensibilmente aumentate. Sarebbe necessaria anche in questo caso un’ammissione di colpa da parte di chi ha sbagliato e non dare la responsabilità ai ragazzi presenti, all’alcol e alle droghe (fermo restando che chi si trovava lì sicuramente sobrio e lucido non era; ma penso che questo lo si sapesse da tempo, per cui si trattava di una situazione gestibilissima)e chiudere una manifestazione come la Love Parade.
Personalmente, temo che si cerchi in ogni modo il pretesto per vietare a migliaia di giovani di potersi incontrare, fare cultura ed esprimere liberamente. Basti pensare al pretesto con il quale il Rototom Sunsplash è stato costretto a trasferirsi in Spagna…