Archive for July, 2010
Guardavo fino a pochi secondi fa, ammaliato, il monitor di questo computer. Mi sembrava di vedere l’essenza stessa della vita. Una piccola capsula che concentrava, nel suo infinitesimo, la risposta per la domanda più arcaica: cosa ci facciamo su questo mondo? Sembra strano, sono una persona che ha fatto della biologia la propria scelta di vita. Eppure quel piccolo “ammasso di cellule” mi ha sbalordito.
Ho visto migliaia di volte, dietro ad un microscopio, quelle piccole cellule crescere. Mi sono sentito quasi Dio, a sbirciare nella intimità di quella “piccola cosa”. Quei tessuti che derivano da due cellule. Una fusione che i testi definiscono sessuale. Quel piccolo batuffolo cresce, cresce. Diventerà un giorno adulto. Si piegherà alla vita, si rialzerà e poi, con il proprio seme, darà origine ad un altra vita. E mi immagino un’altro Fabrizio, dietro a quale altro fantascientifico monitor rimanere intontito di fronte a quell’evento e scrivere: «Guardavo, fino a pochi secondi fa, il monitor di questo computer».
Cinque minuti fa, per la prima volta, ho visto sbocciare le fragole di Farmville. Quanto le raccolgo, va!
«Che differenza fa se lo prendi ora o tra due giorni?»
Diciamocelo, a volte noi maschietti abbiamo bisogno di queste soavi parole pronunciate dalla dolce metà. Questo perché, di fronte alle scelte, ci piace essere consigliati. A me serviva un netbook. Sarà perché ci lavoro, sarà perché mi piace la tecnologia, quello del netbook era un regalo che mi volevo fare da anni.
Passo un attimo da un graaaaaaaande centro commerciale e, zac!, avvisto il mio prossimo netbook. Molto prossimo visto che, lette le specifiche, e dopo quattro chiacchere con il commesso (questa volta preparato), dal mio conto sono stati prelevati quasi tre centoni.
Tutto sommato è una bomba… Sbav! C’è pure spazio per una partizione GNU/Linux che di questi tempi non guasta mai. Avvio la, pallosa, procedura di installazione di Windows 7 e mi godo il mio bel netbook. Va una meraviglia. Sette ore sfiorate di utilizzo senza toccare il caricabatterie.
Stasera, dopo aver installato OpenOffice, Inkscape (anche se è chiedere un po’ troppo ad un Atom), Firefox e disinstallato MsOffice, i giochi shareware in bundle… ZAC! Si rompe il tastino DEL. Che per me, che faccio errori di continuo, è fondamentale.
Domani passo dal graaaaaaaaaaaaaande centro commerciale. Farò tesoro della mia esperienza da cane commesso della Grande Distrubuzione per far valere le mie ragioni.
(Inutile, ogni volta che passo da un luogo vagamente sacro, me ne succede sempre qualcuna)
(da non intendersi al massimo della serietà!)
Sono le due di mattino. Tre caffè presi manco fossero stati prescritti dal medico. Ho finito con quei funghi del cavolo e non ho sonno. Vi racconto un po’ dei fatti miei. Se non vi interessa cambiate canale
(funghi del cavolo, una strana associazione simbiontica)
Nella mia vita lavorativa mi diletto con l’informatica. I millemila lettori di questo blog (due o tre in tutto, se considero anche Alessandro Paguro) conoscono certamente la mia “passione” per l’informatica. (La laurea in biologia è un diversivo, ovviamente. Qualcosa per tenermi impegnato). Oltretutto come il caro e vecchio Salvo F mi diceva, proprio l’altro ieri su FB, avere come lavoro la tua passione è il massimo della vita. È vero, a me piace risolvere problemi informatici. Perché se un bimbominchia ti si para davanti e ti chiede perché youporn non si avvia più, e ti paga pure, puoi perdere dieci minuti del tuo tempo. Se un tizio sulla mezza età ti cerca perché il computer non si collega al router (dal quale passerà il flusso di dati di youporn), questo ti pagherà per andare a casa dove tu gli suggerisci di accendere pure il router oltre al computer.
Però non è tutto rose e fiori. Spesso i computer contengono segreti che, inavvertitamente, scopro. Il 99% dell’assistenza al primo collegamento che faccio viene introdotta con un “il tecnico m’ha lasciato il modem, ma come si collega?”; la conversazione, subito dopo la celestiale apparizione dell’homepage di Google, continua con “ecco. ora… come si conoscono ì fimmini?”.
Capita anche che vado a riparare PC, nella maggior parte dei casi è l’alimentatore andato. La domanda che faccio è “lo usa molto il computer?” e la risposta è sempre “si si, scrivo lettere con wodd, poi lo uso per la banca”. La costante, in questi casi, è data dalla sudicia tastiera degna del mio miglior professore di microbiologia, e dal mouse dalla patina schifobiotica cresciuta a mo’ di tappeto. Una spiegazione per questi fenomeni biologici ce l’ho ma, anche in questo caso, tocca il discorso youporn.
Poi passiamo al lavoro di consulente, quello ci metto (seriamente!) l’anima. Credo fortissimamente nella new-economy, nel senso che secondo me il futuro è internet ed il suo scambio di dati. Faccio un esempio. Se consideriamo il DNA, quella strana doppia elica ripetuta miliardi e miliardi di volte nelle nostre cellule, alla pari di una mera informazione possiamo comprendere perché la riproduzione sessuata ha avuto così tanto successo in natura: si scambiano informazioni (genetiche) da più fonti (gameti). Ho una serie di siti che mi danno tantissime soddisfazioni e mi piacerebbe che anche altre persone potessero sfruttare quest’opportunità. Però tutti (fino ad ieri pomeriggio) mi chiedono: se faccio un sito guadagno da subito? Non funziona propriamente così, il primo ed il secondo anno, di norma, sono sempre perdite. Perché devi oliare il meccanismo, devi capire il mercato. Io ti posso aiutare, caro “cliente”, ma tu devi collaborare!
Cavolo, io agnostico che credo nei Contenuti. Alla fine anche questo post è un “contenuto” ed ha un suo “stile”. Un po’ reale, molto satirico. Insomma è un contenuto da blog, esagerato nelle descrizioni ma che ricalca una piccola realtà.
Tifo Olanda… da piccolo la nazionale olandese era considerata la più temibile, per questo, ancora oggi, mi da un senso di maestosità.
OOOKKK, basta basta… Lo ammetto! Sono rientrato su Facebook. (Cazzo mi piovo scorcie di collo da quando ho messo l’email e la password)

Perché l’ho fatto? Beh! Facciamo un passo indietro, esattamente quando definivo il popolare social network un “puttanaio”… Credo l’anno scorso. Da dove nasceva, onorevoli giurati, questa pesante definizione? Dal fatto che, da quanto mi si diceva, questo malefico tool serviva per farsi i cazzi degli altri. Ed è, sostanzialmente, vero.
Discussione tipica:
X – “Sai chi c’è su FB?”
IO – “NO”
X – “Adelverina”
IO – “Chi???”
IO – “La ex fidanzata del secondo cugino di Stefano, quello che giocava per la prociuccese di militanza nei dilettanti.”
oppure
Y – “Oh, ma lo sai che Elfrido ha chiesto l’amicizia a Gertrude”
IO – “Davvero?”
Y – “Si si, pensa te… Gli vuole soffiare la sorella al suo migliore amico”
IO – “E da cosa lo desumi?”
Y – “Dal fatto che gli ha chiesto l’amicizia”
Detto questo mi sono nuovamente loggato perché, semplicemente, mi andava di farlo! Nella real life sono abbastanza socievole, perché non usare un social network? Per la cronaca ho già usato, per lavoro, orkut e buzz e fanno cagare!
Sono ipocrita? Ehmm… avrei inventato una scusa per giustificarmi. Anche se è vero che vorrei fare un piccolo business con FB, ma questa è un’altra storia. Ho un blog, una miriade di siti, un’attività da moderatore in un importantissimo forum italiano e tante altre entità virtuali. Nella splendida catania, ho pensato ” Massi, ora rientro”.
Tutto qua. Magari tra un mese cambio nuovamente idea!
Pece&love!