Ci sono dei giorni, pochi per fortuna, nei quali mi sembra di vivere all’interno di un racconto di H.P. Lovecraft. Basta sostituire ai repellenti mostri, alle fine descrizioni di putridi tessuti, generati dalla fantasia e dalle nevrosi dello scrittore americano, dei più tangibili, e propri, riferimenti alla realtà quotidiana. Niente sangue, amuleti magici che risvegliano possenti cani, lucertole preistoriche, ma soltanto idiozie, ragionamenti fuori dal normale che mettono in mezzo oggetti reali.
Nessun Necronomicon, in definitiva. Nessun libro maledetto scritto su su fogli racchiusi da una copertina di pelle umana. Ma soltanto illazioni, deliri di una società post-moderna.