Ieri ero tranquillamente spalmato sul divano a guardare i nostri azzurri. Per ragioni tecniche mi son perso il primo gol, quello dei neozelandesi, ma ho scoperto successivamente che doveva essere annullato. Poi il rigore di Iaquinta (vi ricordate che quando esordì nell’udinese tutti lo chiamavano Laquinta? Anche nelle trasmissioni sportive!).
La partita è finita in pareggio, forse immeritato. Ma in cosa ha sbagliato l’Italia? Credo che ieri, la nazionale, abbia battuto il record mondiale di calci d’angolo battuti. Ed in quelle occasioni c’è sempre una piccola percentuale di fare rete. Nel mondiale scorso avevamo Materazzi, che magari sarà a fasi alterne ma è un gran colpitore di testa, anche perché è alto sei metri. Mancavano le punte “pure”, quelle che preso il pallone dribblano due avversari e concludono tirando in porta. Per questo motivo tra tutte le azioni fatte quella più diretta è finita nel legno di un palo. Come, giustamente, diceva qualcuno nel dopopartita, nel precedente mondiale avevamo, come seconda scelta, personaggi che di cognome fanno Del Piero, Totti, Inzaghi. Oggi? Praticamente togliendo Pirlo, che è KO, e Buffon, vedi prima, sono tutti personaggi di buona qualità, pregevoli per le singole squadre, ma non fuoriclasse. Ho visto giocare Pepe e mi è sembrato troppo egoista, sia in questa partita sia in quella precedente. Cannavaro, che è un Big, mi è sembrato il solito “difensorone” ma i problemi dell’Italia partono dal centrocampo e proseguono verso la porta avversaria.
In tutta onestà tifo per la mia nazionale (c’è sempre in me la parte che preferisce la partita a calcio nella piazzetta anziché un’ora di studio! Bei tempi!). Proprio per questo sono convinto che, ieri, la nazionale abbia giocato al 90%, insomma non è stata una figuraccia. Non ritengo ci possiamo aspettare partite il cui risultato si fermi sul 6-0.
Io n”on mi ricordo una manifestazione internazionale (Mondiale, Europeo et similia) in cui l’Italia non abbia stentato nella prima fase. Noi sempre lì a fare i conti (“Bisogna vincere con n gol di scarto e sperare che le squadre X e Y pareggino senza gol”) mentre le altre big asfaltavano i rivali chiudendo il girone a punteggio pieno. Anche nelle qualificazioni aspettavo sempre Cipro o le Isole Fær Øer (che altre squadre sommergevano di gol) per poi vedere puntualmente l’Italia arrancare e vincere con un gol segnato di rapina.
Ora stiamo lì a dire che anche Francia, Inghilterra, Germania e Spagna non hanno fatto granché; però Argentina e Olanda sono a punteggio pieno e Brasile e Portogallo (che ha appena fatto 7 pere ai nordcoreani) giocano bene. Per cui, il calo degli altri non può essere un alibi per noi che, seppur con una buona dose di culo (quattro anni fa beccammo Australia e Ucraina nei primi due scontri a eliminazione diretta, mentre stavolta rischiamo verosimlmente Olanda e una tra Spagna e Brasile), siamo i campioni in carica.
Ieri non è stata una figuraccia, ma quasi. I neozelandesi sono alti: giocare palla a terra; e invece cross (e calci d’angolo) come se piovessero. I neozelandesi non riescono ad azzeccare tre passaggi di fila: pressing continuo per indurli all’errore; e invece li si aspettava. In parole povere: i nostri non sono stati in gradi di leggere la partita. Le uniche indicazioni positive le ho viste da Montolivo, Zambrotta e Criscito.
Il problema sono le convocazioni di Lippi, dicono in tanti. Ma personalmente non mi pare, come ha più volte ripetuto, che ci siano fenomeni qui in Italia. Nel 2006 la Nazionale era formata dal blocco Juve (che in Italia dominava, Moggi o non Moggi) da innesti del Milan (che poi nel 2007 vinse la Champions League ad Atene contro il Liverpool) e qualche giocatore di qualità (vedi Totti, Toni, De Rossi, Perrotta, Zaccardo, Iaquinta e Materazzi). Lippi è stato fregato dal calo di alcuni suoi pupilli (vedi Grosso, che infatti è stato segato alla vigilia), sulla stagione disastrosa della Juve e su quella in sordina del Milan, mentre gli altri giocatori vengono da squadre non di prima fascia (Udinese, Genoa, Fiorentina): inutile dire che le vittorie dell’Inter sono un bene per il calcio italiano quando hai 11 stranieri in campo più l’allenatore e 3 italiani a far panchina o peggio ancora tribuna… L’errore vero di Lippi è di insistere su certi uomini fuori forma (Gilardino, Cannavaro, Camoranesi) o fuori ruolo (Iaquinta, Marchisio); e anche i cambi di ieri (Di Natale e Pazzini) non hanno fatto nulla per togliere il posto ai titolari.
Domanda un po’ bastarda e “difficile”: ma secondo te, caro Sandro, non ti pare che dopo Moggi il calcio Italiano stia arrancando? Intendo tutto il calcio, non soltanto quello Juventino. Levando l’Inter che appare come un’arma atomica le altre squadre, ed i rispettivi giocatori, non ti sembrano vogliano sparar con la fionda?
Ieri, o forse ieri l’altro, leggevo la Gazzetta e un titolone parlava di rinforzi per la Juve. Tre perfetti sconosciuti.
Moggi era il vertice di una cupola che, una volta tolto lui, ha perso tutto il suo potere avendo ripercussioni su tutto il calcio italiano. La Juventus è in crisi societaria da almeno due anni, spende un patrimonio per giocatori inutili o altamente sopravvalutati e ha perso tutto il suo appeal internazionale. Al Milan, Berlusca ha chiuso il portafogli, vende i pezzi grossi rimpiazzandoli con giocatori prossimi alla pensione o perfetti brocchi, ma fa il padre-padrone (vedi l’affaire Leonardo) e continua a ripetere di avere la squadra più forte al mondo. In più la tifoseria organizzata è tutta contro di lui e durante l’ultima stagione l’hanno sonoramente contestato più volte; ma non l’ha mai detto nessuno… La Roma, poi, non ha un soldo e ogni anno deve inventarsi un calciomercato al risparmio cercando di trattenere i suoi giocatori migliori. L’Inter in questo momento ha tutto: un presidente (petroliere) che può spendere e un’aura vincente che attira giocoforza tutti i più grandi campioni. Il problema, lo ripeto, è che non avendo un’ossatura italiana non può dare nulla a livello di Nazionale. Il Milan di Capello e Ancelotti che dominava in Italia e in Europa era parte importantissima della nazionale italiana (Maldini, Baresi, Costacurta, Albertini; e poi Gattuso, Inzaghi, Ambrosini, Nesta, Abbiati): che senso ha dire che la Champions dell’Inter fa grande il calcio italiano quando poi gli 11 calciatori in campo rinforzano altre nazionali…?
Dimentichi Evani, Massaro e Baggio (per quel poco). Come ti dicevo l’Inter è una squadra di “budget”, nel senso che a Moratti interessa portare pane, pagnotte, scudetti e coppe a casa. La cosa strana è che l’Inter ha questa filosofia da una vita intera: Bergkamp, Pancev, Ronaldo, R. Carlos. A volte prese delle fregature, anche in considerazione del fatto che il calcio italiano è uno sport a sé stante.
Le fregature le ha prese perché voleva vincere tutto e subito mettendo insieme gente non sempre di valore o che alla prova del campionato italiano non dava il meglio di sé. Altra storia è quella di non aver riconosciuto degli ottimi calciatori lasciati andare via senza troppi rimpianti (Seedorf, Pirlo e anche Simic). Ora l’Inter ha una dirigenza da grande squadra, che riesce a gestire lo spogliatoio e a valutare i propri giocatori; e questo le dà sicuramente una marcia in più. Cui si aggiunge il fatto che, dopo Calciopoli, l’Inter è stata l’unica a non essere stata toccata; ed io penso che almeno un minimo ci fosse invischiata anche lei…
Credo che lo pensi perfino Moratti!
Mah, se hanno preferito fregiarsi del titolo 2006 ribattenzandolo “lo scudetto degli onesti”, non ne sarei così sicuro… xD