Giusto per rendere più frizzante il giorno del mio compleanno ho deciso di fare dei lavoretti a casa. Casa mia non è un posto fatto da quattro mura calde è accoglienti. È una centrale atomica pronta a far ricredere gli amanti dell’atomo come forma di energia: sta per scoppiare.

Ogni tanto cerco di sbrogliare la matassa di fili che, come una pianta di edera sotto anabolizzanti, ha avvolto tutte le stanze. Ne trovo uno che penso sia li per caso, lo stacco è – poff! Salta via il collegamento ad internet. Ed io m’incazzo perché mi ripeto tra me e me che devo sistemare. Oggi, il giorno del mio compleanno, mi metto all’opera.

Mi mancano tante cose, a cominciare dal filo coassiale. Già perché dapprima c’era la TV che, con il suo filo bianco, ci donava un’immagine gioiosa ed allegra dell’Italia. Si vede che guardo soltanto il TG1, eh? Poi è arrivato Sky; un altro filo da passare. Poi è arrivato il MySky che di fili ne vuole due. In realtà non mi sono mai preso la briga di mettere i fili all’interno delle tracce murate, li ho semplicemente lasciati a vista! Moltiplicate per n-1 stanze (-1 perché nel cesso non ho ancora voluto niente di televisivo) e scoprirete quanto possa essere difficile tenere in ordine casa mia. E capirete che c’è una matassa fatta di fili per la televisione o il satellite.

Vado in una graaaande ferramenta e, un po’ di fretta, chiedo ad una ragazza dove posso trovare del filo per la televisione. Me ne servono soltanto dieci metri per mettere una “toppa”, poi lo compro all’ingrosso. Che sono bastardo!

- Ecco qui il suo filo.

- Ehhm… A me servirebbe del filo coassiale, questo è un tricavo con sezioni da 2mm A cosa serve? Vedi: il blu è il neutro, il giallo-verde la massa e il rosso è la fase. No, no! Non posso collegare l’antenna a due di questi cavi. Ok sono sempre cavi ma… non lo posso fare.

Ohm, quel poveraccio si girava nella tomba.

La ragazza, visibilmente scossa da quella rivelazione, mi dice che riteneva che ogni filo con la guaina bianca fosse filo per la televisione.

- Non c’è problema, lo cerco da me. Ah! Eccolo.

Ne taglio una dozzina di metri e chiedo ad un’ altra ragazza.

- Ciao, dove posso trovare il codice di questo filo per pagarlo?

- Alla cassa lo conoscono. Basta che dici quanti metri ne hai preso.

Vado alla cassa ed una gentile signorina mi sorride. Poso il cavo e dico:

- 12 metri di questo cavo

- Il codice?

- Ehhh… veramente la tua collega mi ha detto che non c’è bisogno di annotarlo

Se la collega fosse stata lì presente, la gentile cassiera dal viso dolce e dai lineamente riposati, l’avrebbe strangolata con lo stesso filo poggiato sul rullo della cassa. Dall’altoparlante si ode una voce:

- Comunicazione interna. [NOME DELL'ADDETTA] alla cassa numero X.

Passano due o tre minuti, nel frattempo rischiavo io stesso di essere giustiziato da chi era in fila dopo di me, ed arriva la ragazza. Uno sguardo tra le due mi ha fatto capire tutto: se mi mandi un altra persona senza codice ti prometto che vado a letto con il tuo fidanzato.

Il codice è 4495345. Biip. La cassiera dice:

- Cavo bipolare?

- No, no… Il bipolare serve ad altro. Cerchi coassiale.

- Non posso, devo mettere il codice.

Chiedo alla ragazza appena chiamata di andarlo a cercare, magari si porta il filo appresso per confrontarlo. Ma lei, astutamente, consiglia alla cassiera di guardare nel libro dei cavi.

Cazzo sarà mai questo libro dei cavi, penso io. È un libro con un miliardo e mezzo di tipi di cavo che le due gentili signorine pensavano di utilizzare per cercare, con un sagace riscontro visivo, il codice del mio fottutissimo cavo.

Nel frattempo le persone dietro di me si erano organizzate: un tizio andava a prendere la motosega, un altro comprava la benzina e un altro ancora ci avrebbe ridotto a brandelli.

- Ehhhhm, quelli sono i tubi passacavo, siete andate oltre.

- Ah già, è che in figura sembrano tutti uguali.

- Come i cinesi…

- Prego?

- Nulla.

- Facciamo che ho comprato un cavo bipolare?

Biiip

2 Responses to “Donne”

  • Maria says:

    Bello, soprattutto perché dicono che la GDO dovrebbe semplificare la vita del consumatore velocizzando le operazioni! In una piiiiiiccola ferramenta tradizionale ciò non sarebbe mai successo, anzi. Io a Milazzo ne ho una di fiducia che mai cambierei per il solo fatto che io non so mai il nome di niente, vado lì, mi spiego malamente al proprietario e lui – chissà come – capisce sempre e tira fuori quello che mi serve. Inoltre, spesso non solo non so i nomi delle cose, non so proprio quel che mi serve, ma una volta esposto il mio problema quel sant’uomo trova la soluzione più adatta.

  • Alessandro says:

    Lodato sia Bonfiglio.

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