Archive for March 9th, 2010

Oggi dovevo partecipare ad un “seminario”, diciamo così. Orario previsto: 14 in punto. Parto da casa con un’ora abbondante di anticipo (in genere per arrivare in quel posto parto alle 13:20, oggi alle 12:45 ero già in macchina) ma, a causa delle avverse condizioni meteo, rimango bloccato più volte in strada. Un paio di chilometri prima della meta, grazie ad una folata di vento, un pezzo di ferro si ficca proprio sotto la mia ruota e mi fa fare un testacoda. La macchina si appoggia con il “culo” alla banchina; per fortuna soltanto un cerchio (in lega!) graffiato e un po’ di spavento.

Arrivo in aula alle 14:00 in punto e mi becco una cazziata madornale della relatrice. Di quelle che sfiorano il limite della querela, per intenderci. Anzi, probabilmente, di quelle che la oltrepassano. Motivo? Ai convegni si arriva sempre un quarto d’ora prima.

Incazzato come una belva, e un po’ spaventato dal, per fortuna, mancato incidente, le faccio notare che me la sono fatta a rotta di collo e ho calcolato un più che sufficiente anticipio. Se poi le divinità mi sono avverse è un altro discorso. Discussione animata, davanti a quel nutrito gruppo di persone che, con la lingua oramai secca, avranno pensato “questo è pazzo, si mette contro quella”.

Adesso, a mente fredda, comprendo di aver sbagliato ad alzare la voce, per difendere un residuo di diritto. Potevo semplicemente dire che mi ero intrattenuto fino a tarda mattinata con mignotte di ogni nazionalità, che ricopro comunque un qualche incarico istituzionale e che ero in ritardo perché ero giù al bar ad addentare un panino. Oh, se poi la relatrice non mi avesse creduto ricaricavo una montblanc e facevo firmare qualcuno.

Ma vaffanculo, Italia di merda.