Archive for March, 2010
Ok, sono un po’ stanco. Un po’ troppo stanco. Oggi ho capito di odiare i bambini, per questo non sono e non sarò mai un bravo cristiano. Loro li amano i bambini. Anzi, per dirla tutta, oggi, di fronte a me, una mamma ha giustiziato a suon di ceffoni il suo figliolo di cinque o sei anni. Non mi sono neppure scomposto per dirle: beh, signora, avrà imparato la lezione, è già di un violaceo-denuncia il suo pargolo.
Dicevo? Ah si, sono stanco.Per questo motivo, con una stanchezza da record, mi sono messo al PC. Ho installato Mass Effect, messo il seriale e ho giocato per una decina di minuti. Poi ho cambiato gioco… beh! sono un patito di World of Warcraft. Avete presente quell’immenso mondo virtuale nel quale io (Alleanza) mi trovo di continuo ad affrontare i nemici (l’orda)? Ecco, ho bisogno di livellare il mio personaggio e ho cliccato sul dungeon finder. È comodo, non è necessario avere una gilda, perché in cinque minuti si forma un piccolo gruppo e ti fa fare un dungeon, ovvero un combattimento in un posto popolato da mobs elite. Evvabbé, tecnicismi.
Fatto sta che ero talmente stanco che ho castato un sacco di volte il mocking blow, cioè ho giocato da tank anziché da dps. È per colpa mia il gruppo è andato all’aldilà per ben tre volte. Alla quarta volta ho preferito andarmene. Saranno ancora lì a dirmene quattro.
Scusatemi, perfetti sconosciuti!
Che poi, diciamoci la verità, non è poi tanto grave se un presidente del consiglio chiami, ammesso che sia vero, per dare delle indicazioni su chi far vedere in tivvù e chi no. Amici, non facciamo gli ipocriti. Sei al lavoro, ti spunta il tuo peggior nemico e ti chiede se può lasciare un curriculum. Lo leggi e, cazzo, ti accorgi che vale cento volte quanto puoi valere tu. Che fai a quel punto? Chiami il capo e consegni per manu propria il tuo futuro licenziamento? No, silenzi quel piccolo testa di cazzo buttando il suo curriculum nel cestino. Ma prima ti assicuri che sia in mille pezzi che, si sa!, i capi frugano sempre nell’immondizia. Oppure stai per entrare in bagno, l’unico bagno del locale, e ti si para davanti quello che t’ha fregato la ragazza al liceo chiedendoti se può entrare che si sta cagando addosso. Che fai? Gli dici “prego accomodati, tiè i fazzoletti?” oppure lo lasci fuori e godi dei suoi rantoli. E se poi esci e incontri la tua compagna di classe, strafiga del liceo, che non te l’ha data nemmeno quando era ubbbbriaca da fare schifo e ti chiede, chessò, soldi perché il tuo amico strafigo l’ha accuratamente spolpata ed adesso sta con un’altra più figa. Cazzo, che fai? Le dai un assegno o qualche nichelino pescato dalle tasche? Passi con la macchina in una strada deserta e vedi il tuo vicino di casa, visibilmente disidratato che è rimasto appiedi. Lo stesso vicino che t’ha denunciato per ogni articolo del codice civile, querelato per ogni articolo del codice penale, esistenti e futuri. Cheffai? Ti fermi e cerchi di riprendere il rapporto? Oppure fai finta di rallentare e, poi, quando vedi la speranza nei suoi occhi, acceleri come un dannato?
Siamo onesti, per favore.
Quest’anno, tiferò Ferrari.
Oggi dovevo partecipare ad un “seminario”, diciamo così. Orario previsto: 14 in punto. Parto da casa con un’ora abbondante di anticipo (in genere per arrivare in quel posto parto alle 13:20, oggi alle 12:45 ero già in macchina) ma, a causa delle avverse condizioni meteo, rimango bloccato più volte in strada. Un paio di chilometri prima della meta, grazie ad una folata di vento, un pezzo di ferro si ficca proprio sotto la mia ruota e mi fa fare un testacoda. La macchina si appoggia con il “culo” alla banchina; per fortuna soltanto un cerchio (in lega!) graffiato e un po’ di spavento.
Arrivo in aula alle 14:00 in punto e mi becco una cazziata madornale della relatrice. Di quelle che sfiorano il limite della querela, per intenderci. Anzi, probabilmente, di quelle che la oltrepassano. Motivo? Ai convegni si arriva sempre un quarto d’ora prima.
Incazzato come una belva, e un po’ spaventato dal, per fortuna, mancato incidente, le faccio notare che me la sono fatta a rotta di collo e ho calcolato un più che sufficiente anticipio. Se poi le divinità mi sono avverse è un altro discorso. Discussione animata, davanti a quel nutrito gruppo di persone che, con la lingua oramai secca, avranno pensato “questo è pazzo, si mette contro quella”.
Adesso, a mente fredda, comprendo di aver sbagliato ad alzare la voce, per difendere un residuo di diritto. Potevo semplicemente dire che mi ero intrattenuto fino a tarda mattinata con mignotte di ogni nazionalità, che ricopro comunque un qualche incarico istituzionale e che ero in ritardo perché ero giù al bar ad addentare un panino. Oh, se poi la relatrice non mi avesse creduto ricaricavo una montblanc e facevo firmare qualcuno.
Ma vaffanculo, Italia di merda.
