Archive for November 6th, 2009

“Time is what you make of it”, il tempo è ciò che ne fai. La ricordo bene quella pubblicità della Swatch, era carina e la sentivo ore, quarti e momenti, specialmente in quei lunghi, e noiosi, pomeriggi nei quali ero svogliato a prendere la penna e iniziare a capire cosa fossero i polinomi.

Ricordo che ci interrogavamo, con Biagio B., se i numeri di quella pubblicità fossero veri. “Com’è possibile che tutte quelle persone, a milioni, fanno quest’azione?”, ci chiedevamo, forse da ingenui. Anzi, sicuramente.

Però è vero. Il tempo è ciò che ne fai. Te ne accorgi quando, giocoforza, devi confrontarti con questa costante. Perché all’inizio pensi che il tempo sia una variabile. Una funzione. Un limite che accetta come argomento la tendenza ad andare verso più infinito. Il tempo non è una variabile; non puoi definirla o assegnare ad esso un valore. Il tempo è una costante.

Scopri che devi confrontarti con il tempo, vincerlo o assecondarlo, quando utilizzi perfino i minuti per essere produttivo. Lo scopri quando vai a letto, e un attimo prima di chiudere gli occhi pensi che, oggi, avresti potuto fare di meglio. Rafforzi il concetto quando, aprendo gli occhi il giorno dopo, sai che devi recuperare per ieri.