Archive for August 3rd, 2009

È particolarmente odioso quando le persone buttano giù le maschere mostrandosi per ciò che sono. Gli occhi, parte del corpo amata dai poeti romantici, diventano orifizi dai quali divampano fiammate che rendono incandescente l’aria. Sembra come se delle fiocche luci spot, quelle utilizzate per sfumare le ombre nel sottofondo, andassero ad intermittenza colpendo con violenza le parole, i pensieri, le “opinioni”, represse. In un gioco di luci, psichedelico e ciclico, un attento interlocutore potrebbe percepire le più piccole sfumature del viso; i microscopici movimenti dei muscoli facciali che, controllati per la maggior parte da un solo nervo craniale, danzano ritmicamente come uno stantuffo di sicurezza di una pentola a pressione.

Adesso è tempo di buttare giù le maschere e mostrare il viso con tutte le sue espressioni che, per la fortuna degli interpreti, tradiscono i sentimenti – o per meglio dire i peccati capitali – dell’interlocutore. È il tempo di fare i conti con giorni, mesi ed anni di sospetti, avances, di polpette avvelenate o, per uscire dalle metafore, di calunnie e diffamazioni. È giunto il tempo di porsi davanti ad un Giudice, quello della coscienza, che con la sua bilancia peserà quanto è stato detto, mettendolo su di un piattino d’oro, e quanto in realtà è stato fatto, mettendolo nell’altro piattino d’oro. Tolto il perno, in un attimo, verrà fatta Giustizia.