Federico non era un drogato, qualche sbaglio lo ha fatto ma chi, tra tutti noi, non ha mai combinato una qualche cavolata?
Federico ha trovato la morte sopra un lurido asfalto, lavato con il sangue. I quattro agenti sono stati riconosciuti colpevoli di eccesso colposo nell’omicidio colposo. Giustizia è, sostanzialmente, fatta.

http://www.repubblica.it/2009/06/sezioni/cronaca/aldrovandi-processo/aldovrandi-condanna/aldovrandi-condanna.html

http://www.ansa.it/opencms/export/site/visualizza_fdg.html_1615795795.html

http://www.adnkronos.com/IGN/Regioni/EmiliaRomagna/?id=3.0.3513222490

4 Responses to “Federico Aldrovandi ha avuto giustizia”

  • Alessandro says:

    Io non sono mai tenero con le forze dell’ordine. Non lo sono perché spesso si ha a che fare con gente incompetente che si è ritrovato a fare il poliziotto o il carabiniere per sbaglio; e questo lo dico nonostante abbia incontrato, nelle poche occasioni in cui ho avuto bisogno delle forze dell’ordine, persone seri ed efficienti che mi fanno pensare più ad eccezioni che alla regola. Allo stesso tempo c’è il rovescio della medaglia per cui ci si ritrova dei pazzi esaltati che si credono padrieterni solo perché hanno un distintivo e un’arma e che pensano di essere al di sopra della legge: questi soggetti dovrebbero rendersi conto che sono essi stessi la legge e che devono vigilare sulla nostra sicurezza. Ma come posso sentirmi sicuro se le stesse forze dell’ordine possono essere per me un pericolo? Le piccole minchiate le abbiamo fatte tutti (io, personalmente, una volta ho divelto un segnale di divieto di sosta) e credo che non si possa per questo perdere la vita a 18 anni. Federico Adrovandi è morto per essersi trovato nel posto sbagliato al momento sbagliato; o forse, per aver trovato sulla sua strada le persone sbagliate. E vi ricordate di Emmanuel Bonsu Foster? Anche lui avrebbe potuto fare la fine di Federico e, come lui, anche io o voi.
    Il mio non vuole essere un attacco verso chi vigila sulle nostre vite, verso chi serve lo Stato con dedizione e rischia ogni giorno la sua vita. Il mio è invece un attacco verso le istituzioni che vogliono celare certe storie per loro scomode, verso chi non controlla i suoi uomini, verso chi non li educa e verso chi, quando sbagliano, non li punisce come meritano e, anzi, li difende.
    Federico ha avuto giustizia. Per quel che mi riguarda è stata una pena più che leggera, in quanto è stato ammazzato un innocente ragazzo di 18 anni e per di più da dei poliziotti. Spero solo possa essere un precedente.

  • fabrizio says:

    Che dire, Sandro?

    La mia famiglia (allargata) è praticamente fatta di poliziotti e di carabinieri.

    So per certissimo che loro non hanno mai fatto male a nessuno, anzi. Però per esperienza personale, purtroppo, so che quello che dici tu è sostanzialmente vero. Tutte le volte che ho avuto bisogno, tranne qualche raro caso di scazzo per redigere una denuncia, non si sono mai tirati indietro. Però, anche a io, per una “minchiata” adolescenziale (di quelle che non scomodano di certo il codice penale, non hanno a che fare con droga o alcol ma, semmai, qualche comma di quello stradale), ho passato una brutta nottata in questura. Ed un brutto quarto d’ora su un treno che tornava da milano.
    Li, in quelle situazioni, ammetto di aver avuto paura ma, spero, siano stati casi “rarefatti” nell’atmosfera delle forze dell’ordine. Per Federico Aldrovandi, purtroppo, non è andata così.

  • Alessandro says:

    Passando dal serio al faceto, la prossima volta che ci vediamo ti faccio raccontare da Iolanda la nottataccia in questura che passarono lei e dei suoi amici: niente di serio, ma anche in questo caso i metodi utilizzati dalle forze dell’ordine non furono propriamente adatti alla situazione anche se Iole e la sua compagnìa se la presero a ridere… :D

  • fabrizio says:

    Ed io ti racconto la mia disavventura sul treno.

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