Fa discutere il nuovo DdL approvato già nella Camera riguardante le intercettazioni. Ecco le principali novità:
Diritto di rettifica. La rettifica ad una notizia deve essere pubblicata nei minimi tempi necessari ma non sarà possibile, né da parte del giornalista né da parte della redazione, commentare in calce. Ad esempio:
In merito alla lettera della Sig.Lario apparsa sul vostro schifoso giornale in data di ieri voglio precisare di non essere mai stato sposato in vita mia. Lo giuro sula testa di Bondi. Pereperepé, gnagnagnagna!
Carcere per i giornalisti. Chiunque pubblichi notizie “trafugate” prima delle indagini preliminari o, comunque, notizie coperte da segreto di stato andrà in gattabuia senza passare dal via. La pena, tuttavia, è oblabile; il ricavato sarà utilizzato per riacquistare Kakà.
Evidenti indizi di reato. Gli indizi per poter intercettare un individuo dovranno essere evidenti. Ad esempio il presunto criminale dovrà essere beccato con le mani nella marmellata. Un rapinatore pertanto dovrà dapprima compiere una rapina e poi essere intercettato proprio come un omicida deve per forza di cose uccidere prima di poter essere intercettato. Per i reati di mafia e terrorismo, invece, basta un sufficiente indizio di reato. La prima volta che una valutazione soltanto sufficiente porta a qualcosa di buono.
Limite di intercettazioni. Non si potrà intercettare per più di 60 giorni di fila.
Quanto ne abbiamo oggi?
Oggi è il 1 gennaio?
Ok, allora ammazziamo Mario rossi il 5 Aprile, avoglia a tempo ‘mbare
E dove gli facciamo l’agguato?
Te lo dico per telefono il 4 Aprile. Baciamo le mani.
Divieto di pubblicazione delle intercettazioni. Le intercettazioni devono essere pubblicate soltanto un attimo dopo delle indagini preliminari. Che piacciano molto i preliminari ai nostri legislatori?