Archive for June, 2009

Leggo l’interessante editoriale di Giuseppe D’Avanzo dal titolo “L’isolamento dello stregone“, dove si parla dei problemi del Presidente del Consiglio. Ad un certo punto, però, c’è scritto questo:

E’ a un consesso internazionale e deve occuparsi degli affari di bottega, da solo e direttamente, improvvisando, privo di una exit strategy. Non ha accanto consiglieri, spin doctor, staff.

Messaggi subliminali? :)

Parere personale: Silvio non concluderà questo mandato elettorale. Non perché chiederà la crisi ma perché lo faranno fuori i suoi stessi alleati. Fini, ad esempio, potrebbe essere un ottimo cecchino. In questi lunghi anni nei quali ha spento progressivamente la Fiamma del Movimento Sociale Italiano (c’è chi, da Destra, direbbe qualcosa di peggio), l’ex leader di Alleanza Nazionale, ha scelto una torre molto alta, ha studiato bene l’angolazione, ha oliato il fucile e si prepara a premere il grilletto. Il momento è propizio e, secondo me, neppure lo stesso Fini si aspettava una tale occasione servita in un piatto di argento.

Berlusconi collassa. L’imperatore, come lo definì la Signora, finisce sotto uno dei suoi macigni. La cosa che, per certi versi, mi fa più rabbia è che, se e quando sarà, il Cavaliere verrà allontanato dalla scena politica non tanto per lo scempio che ha compiuto in questi anni e le vergognose leggi firmate dai suoi ministri e votate dai suoi stessi avvocati. Nemmeno per la pochezza internazionale o per il rapporto con il democraticissimo Putin. Neanche per i guai giudiziari che culminano con la sentenza Mills. No. Berlusconi sembra, adesso,che verrà allontanato per un po’ di “sana gnocca”, come potrebbe essere una definizione data in un film di Pierino.

In un certo senso è come se qualcosa si muove contro la sfera privata del cavaliere. Sia chiaro: ritengo che un uomo pubblico, come lo è Berlusconi, deve comunque avere una vita privata bilanciata. È come se, ad un certo punto, andando al Bar dello Sport sentissi dire che “Berlusconi non è un uomo adatto al Governo perché ha un rapporto poco chiaro con le donne” .

È arrivato il momento di rispolverare la mia collezione…

Fa discutere il nuovo DdL approvato già nella Camera riguardante le intercettazioni. Ecco le principali novità:

Diritto di rettifica. La rettifica ad una notizia deve essere pubblicata nei minimi tempi necessari ma non sarà possibile, né da parte del giornalista né da parte della redazione, commentare in calce. Ad esempio:

In merito alla lettera della Sig.Lario apparsa sul vostro schifoso giornale in data di ieri voglio precisare di non essere mai stato sposato in vita mia. Lo giuro sula testa di Bondi. Pereperepé, gnagnagnagna!

Carcere per i giornalisti. Chiunque pubblichi notizie “trafugate” prima delle indagini preliminari o, comunque, notizie coperte da segreto di stato andrà in gattabuia senza passare dal via. La pena, tuttavia, è oblabile; il ricavato sarà utilizzato per riacquistare Kakà.

Evidenti indizi di reato. Gli indizi per poter intercettare un individuo dovranno essere evidenti. Ad esempio il presunto criminale dovrà essere beccato con le mani nella marmellata. Un rapinatore pertanto dovrà dapprima compiere una rapina e poi essere intercettato proprio come un omicida deve per forza di cose uccidere prima di poter essere intercettato. Per i reati di mafia e terrorismo, invece, basta un sufficiente indizio di reato. La prima volta che una valutazione soltanto sufficiente porta a qualcosa di buono.

Limite di intercettazioni. Non si potrà intercettare per più di 60 giorni di fila.

Quanto ne abbiamo oggi?

Oggi è il 1 gennaio?

Ok, allora ammazziamo Mario rossi il 5 Aprile, avoglia a tempo ‘mbare

E dove gli facciamo l’agguato?

Te lo dico per telefono il 4 Aprile. Baciamo le mani.

Divieto di pubblicazione delle intercettazioni. Le intercettazioni devono essere pubblicate soltanto un attimo dopo delle indagini preliminari. Che piacciano molto i preliminari ai nostri legislatori?

Ho disattivato il mio account di facebook. Non credo che il web 2.0 poteva mai e poi mai partorire un qualcosa di così poca utilità.