La proposta di riservare un posto a sedere ai Milanesi nei servizi pubblici è, secondo me, una buona iniziativa ed è condivisibile. Non la definirei affatto razzista casomai comunista, nel senso che va a preservare l’interesse del comune (in questo caso di Milano) anziché della razza. Il problema è un altro: come stabilire chi ha il diritto di seduta? Vediamo un attimo i requisiti:

Milanesi. Devono presentarsi con un panettone sottobraccio(*) da mangiare avidamente lungo il percorso. È importante, anche se non pregiudicante, dimostrare di avere la partita IVA e di avere acquistato un auto in leasing oppure, se la vettura è di proprietà, averla comprata sborsando non meno di cinquantamila euro. Per quanto riguarda i più giovani è prevista l’adozione di quiz a sorpresa basati sui servizi trasmessi il giorno prima da Studio Aperto.

Veneti (in generale). Una volta saliti sull’autobus devono salutare l’autista con una fragorosa bestemmia. Incamminandosi lungo il corridoio devono dimostrare di riuscire a concludere almeno tre telefonate d’affari. Spesso potrebbe capitare che il tizio appena salito possa parlare con un tale distante da lui non meno di cinque metri; va bene lo stesso.

Torinesi. Il torinese di nuova generazione deve necessariamente avere un accento meridionale ma non può parlare con nessuno. Interloquire con altre persone è permesso purché non venga violata la prima legge della termodinamica: “Torinese, falso cortese”.

Romani. Prima di poter accedere al posto il romano puro deve conoscere a memoria la formazione della Roma (previste eccezioni per i tifosi della Lazio). Inoltre, a turno, deve condurre l’autista del mezzo pubblico dimostrando di sapersi districare tra “a ‘tibburtina”, “o raccordo” e via dicendo.

Napoletani. Il napoletano deve esibire un documento valido di identità: un corno rosso con sopra scritto tiè! Caratteristica fondamentale è pregiudizievole è quella di iniziare a fare caciara litigando con chiunque sia sull’autobus; i futili motivi sono promuoventi del riconoscimento. Se l’autobus dovesse essere vuoto il napoletano dovrà comunque simulare una zuffa virtuale.

Messinesi. Il messinese deve portare sempre con sé una ricevuta d’installazione del kit “spoiler, minigonne e cerchi in lega” per la propria Fiat punto del ’97. Alcune interpretazioni sostengono che è possibile anche per la lancia Y purché non acquistata per più di tremila euro. Ogni due mesi è obbligatoria la visita otorinolaringoiatrica che si considera positiva se e solo se il timpano risulta perforato dalla musica “a palla” dell’impianto da discoteca installato sulla macchina. Siccome la costituzione promuove le libertà individuali non c’è un tetto massimo al decibellaggio dell’impianto o al tipo di musica anche se le linee guida suggeriscono le canzoni napoletane o Laura Pausini.

(*) questa è del grandissimo Michele Serra.

3 Responses to “Posto riservato ai Milanesi”

  • Alessandro says:

    Ci tengo a precisare: si “ER raccordo” (“o raccordo” sa di napoletano…).

  • fabrizio says:

    Ringrazio l’amico Alessandro per ‘a correzzzionee. (Ma tu, ibrido siculo-laziale che non sei altro, in quale città avresti il posto riservato?)

  • Alessandro says:

    Sai che è un gran bel problema? Mi sa che sarò costretto a comprarmi un motorino…

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