Chi te lo avrebbe dovuto dire, cara Eluana, che saresti stata meschinamente usata come un ariete pronto a sfondare il sottile muro di cartapesta della nostra debole, per vizio e per virtù, democrazia? Che la tua vita sarebbe stata un mero strumento di controllo del potere anzi, per essere più precisi, di annullamento dei pesi e dei bilanciamenti che se funzionano negli Stati Uniti in Italia, ahimé!, sono praticamente inesistenti. Avresti mai pensato, cara Eluana, semplice ragazza, che se non fosse stato per quel tragico e fatale momento della tua vita saresti un giorno, oggi, diventata la scintilla che, in quella strana realtà termodinamica che è il parlamento Italiano, ha reso possibile vedere dall’interno di che pasta sono fatti i nostri politici? Ti saresti mai chiesta come è possibile mettere in pratica un atto di forza il cui scopo ultimo è quello di ribadire la fratellanza di sangue tra politica e chiesa? Fratellanza pronta a scendere pubblicamente in campo, gettare la maschera, mettere benzina sul fuoco per portare avanti le tesi certamente discutibili gridate a squaciagola da alcuni funzionari che, nell’aspettativa di diventare Santi o quantomeno Beati pur servendo meno nobilmente messa, alla notizia del gemellaggio con la politica, quel gemellaggio di cui tu sei lo strumento, corrono a masturbarsi nel primo angolo nascosto?

E tu, cara Eluana, contorta e contesa tra improbabili spiegazioni scientifiche, tra luminari teorie per le quali sei già morta oppure sei sempre stata viva e consapevole e tra congetture che ti vedrebbero perfino mamma, cosa avresti detto a riguardo? Avresti acconsentito a non dare la tua anima a quel dio che per estrema bontà t’ha costretta a vivere da vegetale? Oppure avresti gridato, anche tu a squarciagola, che di quel dio ne puoi fare a meno. Che alla sofferenza della tua famiglia ed alla brama di potere di alcuni preferisci mettere la parola fine alla prima anziché alimentare la seconda.

2 Responses to “Cara Eluana”

  • Maria says:

    Caro Fab, tu sai che io sono cattolica e praticante, ma sai altrettanto bene, spero, che non sono affatto bigotta. Ebbene, quello che sta accadendo in Italia mi sta facendo molto soffrire e mi disgusta. Lo dico senza timore di poter essere tacciata di anti-religiosità: qualcuno dovrebbe ricordarsi che viviamo in uno stato laico e non in una repubblica teocratica. E qualcun altro, che esiste la separazione dei poteri e che le sentenze della magistratura vanno rispettate ed applicate. E poi ci si dovrebbe anche ricordare che, al giorno d’oggi, la medicina ha reso molto più labile il confine tra la morte e la vita, ma ciò non significa che questo confine non esista: una vita che non può procedere autonomamente forse non è una vita, non più. E’ solo la risposta a delle stimolazioni esterne, che non fanno altro se non prolungare (potenzialmente all’infinito) l’agonia di un essere umano, non aggiungendo nulla alla sua esperienza terrena e sfiancando i suoi cari, costretti per anni ed anni a dibattersi nel dolore di un lutto sospeso, non consumato, e che, pertanto, non può essere elaborato.

    A volte nella vita basterebbe avere solo un po’ di pietà e un po’ di compassione.

  • fabrizio says:

    Cara Maria, la tua non è affatto anti-religiosità ma semplicemente buonsenso. Buonsenso che manca ai teocrati e lecchini vari che sono assetati di potere, che – e lo si deve dire – godono nel veder soffrire.

    Puttanate. A loro gliene frega cavoli di Eluana, o di chiunque altro/a. Loro sono per la vita senza se e senza ma, dimenticano però che ammirano la perfetta democrazia americana che, nella esasperazione della propria conduzione capitalista e per certi versi razzista, impicca, inietta veleno, scarica decine di ampere a persone i cui crimini, a volte, non sono nemmeneno dimostrabili. Li, nel pieno lecchinismo, guardano da altre parti.

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