Thu 8 May 2008
Una piccola premessa: ognuno manifesta il proprio disappunto o la propria opinione come meglio crede.
Detto questo vorrei spendere due parole per dire la mia sul giornalista Piero Ricca e sul comico Beppe Grillo. Vorrei partire dal secondo e, per fare ciò, uso una piccola discussione tra me e mio padre avvenuta circa due o tre anni fa. Mio padre mi disse che aveva visto, in qualche angolo remoto dell’Italia, lo show e ne era rimasto piacevolmente sorpreso. Aggiunge che “diceva cose giuste” ed io dissi che “diceva cose giuste anche per il proprio tornaconto”. Non ho mai mutato l’opinione sul comico che sforna battute esilaranti ma ha il difetto di criticare la politica e, contemporaneamente, cercare di far politica. Qualora Beppe Grillo facesse uno spettacolo a Messina di certo lo andrei a vedere, convinto di poter ridere a crepapelle. Ma dubito che mai potrò appoggiare un qualsiasi movimento politico da lui sponsorizzato e/o presieduto. L’unica iniziativa che avrei appoggiato, se non fosse stato per un improvviso acquazzone, è stata quella del parlamento pulito sebbene con qualche riserva. Ad esempio se tizio è condannato in n-simo grado per diffamazione, per ingiurie o per qualche altro reato che secondo me non dovrebbe inquinare il casellario penale, non penso che sia necessariamente un tipo da allontanare dai palazzi della politica.
In un commento, la cara Maria, mi disse che “va bene porre il problema ma, a quel punto, devi dare anche la tua soluzione”. E lo penso anche io.
Passiamo a Piero Ricca. Secondo me è una brava persona, nel senso che crede davvero in quello che fa. Ma la mia perplessità riguarda il metodo con il quale pone in essere i propri pensieri: l’aggressione. Secondo me il metodo adottato da Piero è un po’ troppo agitato. Mi si dirà: “ma tu hai vomitato addosso a Guzzanti parole di certo non amorevoli”. Quello è un metodo più dolce? È vero ma il mio blog lo leggono in tre, o forse in quattro. Aver dato del buffone, in un aula di tribunale, in un momento teso dal punto di vista politico ha fatto di Piero Ricca quasi un’icona di quella sinistra che del Premier ne aveva fin sopra i capelli. Perché non scrivere un bel libro? Fare una bella inchiesta e pubblicare, anche col blog, i propri risultati?
Agli inizi seguivo con interesse sia Grillo che Ricca, anche dopo il loro “divorzio”. Ma ultimamente penso che le loro battaglie siano annacquate da alcune scelte “sopra le righe” dal punto di vista della forma. E poi, sia chiaro, non prendiamoci in giro: non hanno molto di sinistra.