Archive for May, 2008

It’s not so bad!

Ho aspettato un po’ di tempo prima di postare perché, credo, che le riflessioni fatte con la pancia lasciano il tempo che trovano. Ho elaborato una idea, nonostante ammetto che non ho seguti a fondo ogni aspetto della vicenda, specialmente quello che riguarda le persone e le date. La mia idea è quella per la quale Marco Travaglio ha fatto un gravissimo errore durante la trasmissione “Che tempo che fa”, di qualche giorno addietro. Un errore che, però, può essere ancora recuperato.

Primo: l’offesa. Totalmente fuori luogo il riferimento al lombrico che, secondo me è stato gratuito. Così dicendo fa il gioco del centrodestra che offende, più o meno sarcasticamente, l’avversario politico. Ricordate il “coglione” di Berlusconi dato all’elettorato di centrosinistra? Anche perché Schifani, dal punto di vista della dialettica politica è quello che è, ma definirlo verme, o suo parente, mi pare un po’ esagerato. Siamo d’accordo che parlando al bar con qualche amico anche io potrei definire il politico di turno con epiteti ancora più pesanti ed offensivi ma di fronte a qualche milione di persone, oggettivamente, penso che peserei due o tre volte le parole.

Secondo: il contenuto. Ovviamente Travaglio non dice direttamente che Schifani è mafioso o comunque lo sia stato, e non penso che voglia volontariamente farlo intendere indirettamente, ma accosta la sua figura a quella di una persona che, dopo qualche decennio, sarà processata come mafioso. Questo genera una confusione nell’ascoltatore, confusione che involontariamente è generata dall’accostamento, che, anche aiutato dalla psicologica autorevolezza che Travaglio fornisce al proprio pubblico, può arrivare a fondere due discorsi (Schifani, mafia) facendone uno solo: Schifani è (stato) mafioso. Il punto chiave della questione, secondo me, è proprio quello della confusione tra date, eventi e personaggi. Siccome con la mafia non si scherza, perché è la peggiore delle schifezze, prima di accostare questi due termini io avrei fatto un gran numero di preamboli. Il succo del discorso doveva essere, almeno a mio avviso, che a) Schifani ha avuto delle frequentazioni poco raccomandabili, b) ma queste non si sono dimostrate penalmente rilevanti, o in altre parole è pacifica la possibile estranietà del soggetto all’oggetto perché è plausibile che Schifani non sapesse dello “status” del suo socio. Lasciando soltanto la prima affermazione, come ho già detto, non si dice che Schifani è un mafioso ma, anche in un angolo remoto, si lascia un minimo dubbio che lo possa essere stato. Ed infatti tutto il problema nasce non dal “lombrico” ma dall’accostamento.

Io non credo che Travaglio sia un mascalzone, dal punto di vista umano e professionale. Lo reputo, comprando i suoi libri e leggendo i suoi articoli, un ottimo giornalista che, come tutti gli essere umani, sbaglia. In questo caso, secondo il mio personale avviso, ha sbagliato e potrebbe dimostrare una grande correttezza e, perché no? , forza chiedendo scusa al diretto interessato. Anche perché reputo la querela un gran brutto istituto del Diritto Italiano, specialmente quella per diffamazione.

Ammetto la mia ignoranza in materia politica ma debbo dire che la storia del governo ombra è una figata pazzesca! In pratica uno schieramento politico perde alla grande le elezioni, democraticamente va al governo l’altro schieramento(*) (ed il primo, quello che ha perso, che fa? Simula un governo.

Fantastico! Sono generalmente contrario a simulare gli orgasmi, i falli in area di rigore e perfino i reati ma simulare un governo è a dir poco geniale. Mi ricorda tanto la mia infanzia quando simulavo di essere astronauta, di farmi prima o poi una delle sorelle occhi di gatto. Si si, l’infanzia. Un governo ombra è un po’ come un bambino che si incazza come una bestia perché i genitori non concedono l’acquisto del giocattolo e questo, nella cameretta, sbuffando immagina di averlo e si addormenta.

Si dice che la fantasia aiuta a crescere. Chissà se tutte queste simulazioni possano far crescere la sinistra?

(*) Con tutti i mali che ne derivano.

Una piccola premessa: ognuno manifesta il proprio disappunto o la propria opinione come meglio crede.

Detto questo vorrei spendere due parole per dire la mia sul giornalista Piero Ricca e sul comico Beppe Grillo. Vorrei partire dal secondo e, per fare ciò, uso una piccola discussione tra me e mio padre avvenuta circa due o tre anni fa. Mio padre mi disse che aveva visto, in qualche angolo remoto dell’Italia, lo show e ne era rimasto piacevolmente sorpreso. Aggiunge che “diceva cose giuste” ed io dissi che “diceva cose giuste anche per il proprio tornaconto”. Non ho mai mutato l’opinione sul comico che sforna battute esilaranti ma ha il difetto di criticare la politica e, contemporaneamente, cercare di far politica. Qualora Beppe Grillo facesse uno spettacolo a Messina di certo lo andrei a vedere, convinto di poter ridere a crepapelle. Ma dubito che mai potrò appoggiare un qualsiasi movimento politico da lui sponsorizzato e/o presieduto. L’unica iniziativa che avrei appoggiato, se non fosse stato per un improvviso acquazzone, è stata quella del parlamento pulito sebbene con qualche riserva. Ad esempio se tizio è condannato in n-simo grado per diffamazione, per ingiurie o per qualche altro reato che secondo me non dovrebbe inquinare il casellario penale, non penso che sia necessariamente un tipo da allontanare dai palazzi della politica.

In un commento, la cara Maria, mi disse che “va bene porre il problema ma, a quel punto, devi dare anche la tua soluzione”. E lo penso anche io.

Passiamo a Piero Ricca. Secondo me è una brava persona, nel senso che crede davvero in quello che fa. Ma la mia perplessità riguarda il metodo con il quale pone in essere i propri pensieri: l’aggressione. Secondo me il metodo adottato da Piero è un po’ troppo agitato. Mi si dirà: “ma tu hai vomitato addosso a Guzzanti parole di certo non amorevoli”. Quello è un metodo più dolce? È vero ma il mio blog lo leggono in tre, o forse in quattro. Aver dato del buffone, in un aula di tribunale, in un momento teso dal punto di vista politico ha fatto di Piero Ricca quasi un’icona di quella sinistra che del Premier ne aveva fin sopra i capelli. Perché non scrivere un bel libro? Fare una bella inchiesta e pubblicare, anche col blog, i propri risultati?

Agli inizi seguivo con interesse sia Grillo che Ricca, anche dopo il loro “divorzio”. Ma ultimamente penso che le loro battaglie siano annacquate da alcune scelte “sopra le righe” dal punto di vista della forma. E poi, sia chiaro, non prendiamoci in giro: non hanno molto di sinistra.

Riesumo un video della stupenda Sabina Guzzanti che è il surrogato di ciò che farà il nuovo governo in materia di sicurezza.

Il ginocchio tiene. Dopo due anni di fermo il ginocchio pare rispondere bene sia ai salti che agli atterraggi. So che non ve ne può fregare di meno ma ero convinto di dover mettere le scarpe da basket al chiodo.

È proprio vero: nuova vita… la seconda svolta!

Non si può trovare la morte per mano di un gruppo di balordi assassini. Non importa il colore di questi animali; sono bestie da portare più lontano possibile dalla società civile.

La mia solidarietà alla famiglia ed agli amici di Nicola.

Ecco la ricetta per una perfetta vacanza. Per prima cosa c’è da dire che la vacanza non è perfetta se non c’è una persona speciale che ti sta accanto. Detto questo serve:

1) Una pianificazione praticamente nulla dei tuoi spostamenti. Sapere quando si arriva e quando si parte basta ed avanza.

2) Un libro da leggere. Nel mio caso è “L’illusione di Dio“.

3) Comprare un libro: I Malavoglia.

4) Macchina fotografica per catturare ogni istante.

5) Parlare con quante più persone possibile, meglio se straniere.