Sono appena tornato da Milano, una città che secondo me sta affondando nella tristezza. Ho avuto modo di osservare le strade dai tram e dagli autobus ed mi è stato possibile “intercettare” le conversazioni di passanti o vicini di posto nei mezzi pubblici. Mi aspettavo, dopo il netto exploit della Lega Nord, di trovare un centro ed una periferia letteralmente tappezzata di manifesti elettorali con sopra stampato Bossi ma, invece, ho visto soltanto manifesti del PdL (tanti) e del PD (pochi). La lega, fatto salvo qualche raro pellerossa, pareva non avere spazio in capitolo per ciò che concerne questa tornata elettorale. Intanto è risultata la vincitrice a tutti gli effetti.

Perché la lega ha determinato la vittoria di Berlusconi? Perché è un movimento capace di intercettare il pensiero del ceto medio, medio basso. Tanto della “plebe” quanto della piccola borghesia. La lega riesce a parlare con la pancia del proprio elettorato e lo fa con veemenza, usando modi e pratiche dirette. Per quello che dice Bossi la lega potrebbe apparire perfettamente come un partito di estrema Destra ma, in realtà, sembra un qualcosa che è estranea alla politica. “Conflitto di interessi? Non è roba nostra, a noi interessano i soldi e la prosperità del Nord”. Ed è per questo motivo che, mentre la sinistra sta a litigare su chi è il leader in assoluto tra Stalin, Che Guevara e Fidel Castro, la lega convince il piccolo artigiano del fatto che è in pericolo. La lega rappresenta la vera e propria risposta alla Casta, è l’antipolitica.

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