Archive for March 11th, 2008

Scopro sulla mia pelle che l’impresa di scrivere un romanzo è molto ardua. C’è una cartella nel mio notebook che contiene ben dieci bozze, sempre iniziate, ma mai finite.

Francesca P. diceva di me che ho una fantasia impressionante, ai tempi delle scuole superiori. E con un pizzico di immodestia lo riconosco. Questa fantasia, però, si ferma di fronte ad un’opera che è leggermente più grande di un piccolo racconto. Non riesco a dare uno spessore ai miei personaggi che, nel corso delle pagine, vanno a diluirsi fino a perdere quella caratterizzazione necessaria per  dare un certo spessore all’intera opera.

Durante la mia giornata, di qualsiasi fenotipo essa sia, ascolto discussioni tra perfetti conosciuti, assisto a scene che mi rimangono fortemente impresse e mi sento, nel mio anonimato, quasi come l’angelo de “Il cielo sopra Berlino”. Vorrei portare su carta quello che rubo ai personaggi casuali che popolano le mie ventiquattro ore ma, ahime!, non ci riesco.