Archive for February 24th, 2008
Non amo particolarmente fare il copia ed incolla ma è successa una cosa strana nella blogosfera. Sabina Guzzanti ha preso posizione sulla vicenda Mitrokhin dicendo che:
ho studiato un po’ la faccenda abbastanza da dire che quello che scrive orlando son pure minchiate. ho pure intervistato gordievki bukosky e altri che danno ragione a mio padre. lui sta scrivendo un libro che dovrebbe chiarire molte cose su una vicenda così complicata e pericolosa che non me la sono sentita di andare avanti. le spie non sono il mio campo e non saprei come procedere senza farmi strumentalizzare da tutti quelli che incontro. di cert le cose non stanno affatto così come le hanno riferite e la commissione mitrokin non ha niente a che fare con telecom serbia. le indagini che hanno fatto comunque portano a considerazioni molto interessanti su diversi misteri italiani
su questa vicenda credo che Marco sia semplicemente non molto informato e d’altra parte non è il genere di inchieste di cui è esperto. credo che si sia un po’ limitato a ripetere quello che hanno scritto gli altri. Glie l’ho detto naturalmente che non ero d’accordo con il suo corsivo e in particolare che trovavo profondamente ingiusto associare l’investigazione della Mitrokin che per altro è presa piuttosto sul serio all’estero, a quella di telecom serbia che era di tutt’altra natura. Quindi su questo punto io e Marco semplicemente non siamo d’accordo.
Per chi non lo sapesse Sandro Orlando ha scritto un libro intitolato “La repubblica dei Ricatti” nel quale (sebbene non l’ho ancora letto) pare voler affermare delle precise accuse nei confronti di alcune commissioni parlamentari.
La presa di posizione di Sabina mi ha spiazzato. Quando Paolo Guzzanti diceva che “i miei figli, nonostante siano di sinistra, la pensano esattamente come me” avrei scommesso che fosse una cazzata detta così per guadagnare prestigio di fronte ai frequentatori del blog. Invece Sabina dice che, sic et simpliciter!, Sandro scrive minchiate. Anche su Marco Travaglio dice che è disinformato o non molto informato. Che poi è lo stesso. Però ripete due volte che la questione Mitrokhin è differente dalla questione Telekom, che è di diversa natura.
Io ho sempre pensato che la distanza di Sabina, che è molto in vista grazie al suo blog, fosse stata una distanza “di contenuto” e non semplicemente ideologica. Tutto si può dire meno che sia intelligente per cui mantenendosi distante – pensavo io – ci vuol fare capire che il padre, in qualche modo, dice puttanate.
Ieri, però, questa presa di distanza si è frantumata con delle parole che difficilmente possono essere strumentalizzate e che, secondo me, non lasciano spazi a seconde interpretazioni: l’affare Mitrokhin è un gran brutto affare. Fatto di persone morte e, forse, chissà quali altri segreti. Segreti che sono difficili da interpretare. Segreti mortali.
Da questa storia, da tutta questa storia, ho compreso una cosa: che la verità non esiste in forma tangibile. Non appare mai di un colore, rosso o nero. E che chi si arroga il diritto di avere la verità, sia rossa sia nera, non è altro che un illuso. Ho già detto privatamente al senatore Guzzanti che mi scusavo per delle mie conclusioni affrettate, pur continuando a mantenere un corposo scetticismo nei fondi di questa vicenda. Devo ringraziare Enrix, con il quale manco farlo apposta non condivido nemmeno un briciolo di politica, per avermi in qualche modo canzonato e costretto a guardare in faccia le cose come stanno: la verità non ha colore.
Lo faccio pubblicamente, perché come tutti voi sanno, questo blog non deriva da un nickname. Non penso di tornare su questa vicenda perché mi sono accorto che i mezzi in mio possesso (internet, giornali, libri e TV) non sono oggettivamente sufficienti per capire meglio. Parlo l’inglese, ma non il russo.