Archive for February 14th, 2008
Cinque anni fa sbagliavo svincolo ed uscivo dall’autostrada nel posto sbagliato. Mi ero perso. L’appuntamento era in periferia e, invece, l’ho incontrata al centro. Era il 14 febbraio.
Il nostro compito era quello di simulare una uscita tra amici, facendo i perfetti complici per due nostri amici-parenti che, altrimenti, non avrebbero potuto vedersi. Erano altri tempi quelli. Si usciva in quattro, era soltanto una pizza tra amici. Si, era soltanto una pizza tra amici. I genitori della fidanzata del mio eterno amico così avrebbero creduto che era una innocente pizza lasciando uscire la figlia, sorvolando sulla incredibile coincidenza del giorno. Il giorno di San Valentino.
Secondo i piani eravamo tra amici e nulla di più. Nel cofano della mia Ford Ka, però, c’era una rosa rossa. E nella sua borsa un profumo. Subito dopo la pizza, a bordo delle nostre macchine, raggiungemmo una piccola litoranea e con un imbarazzante preambolo ci scambiammo i doni. Una rosa ed un profumo. Il giorno di San Valentino.
Prima di accompagnarla a casa ci fermammo a piazza Cairoli, nel centro di Messina. Faceva freddo, fumava il fiato. Due gelide panchine ci accolsero: io rannicchiato in una giacca di pelle e lei in un piumino. Ci sedemmo vicini, ci guardammo in viso. Le dissi che se eravamo arrivati a quel punto non era di certo un caso. Mi rispose che aveva paura. Le presi la mano, le chiesi di alzare lo sguardo verso di me. Un bacio. Un bacio che ci fece dimenticare del freddo.
Non ricordo quanto tempo rimanemmo seduti. Ricordo che, facendo per andar via, le presi la mano. Avevamo i guanti di lana, e forse istintivamente ce li togliemmo.
Sono passati cinque anni da quella sera. Non sbaglio più lo svincolo dell’autostrada. Le emozioni, le esperienze, le paure, i momenti belli e quelli brutti, i ricordi, i baci, i regali e tutto quello che in questi cinque anni abbiamo condiviso, questa sera, mi ha fatto fare l’autostrada con un nodo alla gola e con gli occhi umidi. Perché il Dio che non ho mi ha fatto il dono più grande, perché capire di volere la felicità di una persona vuol dire capire tante cose della vita. Perché mi manca ogni giorno che non ci possiamo vedere, perché mi manca dopo un istante che ci siamo salutati. Perché sapere di poter alimentare le nostre vite con l’amore, con il rispetto e con l’onestà che merita, ti fa affrontare anche i momenti più grigi della vita. Perché anche nella privazione, nel non avere una certezza economica per un solo giorno di vacanza, perché nei sacrifici il sentimento non cambia.
Perché ti amo.