Archive for November, 2007
Berlusconi le spara grosse, è più forte di lui e non riesce a trattenerle. Vi ricordate quando, a pochi giorni dalle elezioni del 2006, disse che “Dalla Casa Bianca ci sono forti preoccupazioni per un eventuale governo di Sinistra”? Ricordate la secca smentita arrivata a mezzo dichiarazione ufficiale scritta e consegnata direttamente dall’oltreoceano? Lo dobbiamo capire, è fatto così, non ci riesce a non barzellettizzare tutto con trovate da bar. Peccato però che l’Italia non si chiama né “Bar Sport” né “Ritrovo da Gigi”.
Succede che in mezzo ad un bagno di folla, sovraeccitato, la doveva sparare. Soffriva a non poter mettere benzina a quel fuoco popolare che, per carità, sempre legittimo rimane. Ma qualcosa è andato storto e l’archivio delle “sparate di Berlusconi” non ha funzionato come dovrebbe. Poteva rispolverare la vecchia carta del “ricontiamo le schede del 2006″, oppure “sporche toghe rosse, non piegheranno la libertà”. Poteva perfino dire “siamo forti, forti come il Milan. Il mio Milan”. Ma il Bonaparte Italiano, ripeto sovraeccitato, ha detto che praticamente il centrodestra confluiva in un nuovo soggetto politico.
Tutto il centrodestra.
“Cazzo ho detto?!?”, avrà pensato subito dopo mordendosi la lingua. Ma ormai il bagno di folla era prossimo all’orgasmo, politico, per cui una volta scoperta la carta come fare per prenderla nuovamente dietro?
E, a quel punto, immaginate il buon Gianfranco Fini già abbastanza seccato dal cuore nero di Daniela passato con Storace, e dai quei piccoli altri problemi di “cuore”, cosa avrà pensato quando il portavoce (o chi per lui?) chiamandolo al cellulare lo avrebbe informato del nuovo partito del centrodestra. E anche del nuovo partito di Alleanza Nazionale.
Pensate un po’ a cosa ha pensato Follini… ah no! Quello l’hanno fatto scomparire da tempo. Immaginiamo allora Bossi, quello che ce l’ha sempre duro per intenderci, cosa avrà pensato? “Minimo minimo chiedo la secessione e l’annessione ad ogni regione nordica d’Europa”.
Caos.
Ma non andiamo oltre. Pensiamo a tutti gli esponenti di Forza Italia, cosa diavolo hanno dovuto subire? Io, in tutta onestà, li compatisco. Potrebbe essere equivalente a stare in una gerarchia militare dove un tenente comanda e un appuntato esegue conoscendo l’ordine un ora prima. Nel caso del nuovo partito, Berlusconi, ha direttamente eseguito un ordine da lui stesso approvato senza passare lungo le gerarchie. E hai voglia a sentire Paolo Guzzanti che fino a ieri stava correndo come un dannato nella direzione della compravendita di Senatori e che Silvio sarebbe tornato presto, salvo poi apprendere la notizia del nuovo soggetto politico, tirare il freno a mano, far fare un testacoda clamoroso al proprio vagone e iniziare a correre verso una nuova direzione. La mossa di Berlusconi è assolutamente perfetta ed era quello che ci voleva per il bene dell’ Italia. Ovvero come cambiare opinione in 24 ore nette, o forse di meno.
Incredibile? Provate a cercare l’espressione dei vari Schifani e Cicchitto che erano presenti nel momento esatto dell’ “Atomica Silviense”.
Io ho una impressione, vedremo se è vera. Berlusconi, per via dei cinque minuti che prima o poi arrivano a tutti, ha servito il proprio nulla osta agli amici-nemici del centrodestra. Ora è il tempo di levarselo dai coglioni, giusto per usare un francesismo, magari hanno pensato i vari partiti e movimenti del centrodestra. Oltretutto la frase “Dopo la legge elettorale tornare alle elezioni? Una follia” non l’ha detta Diliberto ma proprio Fini.
Incredibile, perfino loro vogliono votare!





Stavo pensando una cosa: visto che sono più che sicuro che la marijuana non sia né una droga che genera dipendenza né una droga peggiore di altre (alcol), non si potrebbe porre a reato la sua commercializzazione ma non la sua coltivazione (ovviamente in quantitativi non industriali)? In questo modo chi vuole farsi una canna non dovrebbe dare soldi alle varie mafie.
Posso brevettare questa idea?
A quanto pare ci propongono l’inferiorità della razza rumena sul piatto. Bene, se è questo ciò che ci servono ne vorrei parlare.
Per qualche strano nazionalismo di sinistra l’efferato omicidio compiuto dal ventiquattrenne romeno scavalca qualsiasi omicidio del quartiere proprio dietro casa. Forse è un bene perché alla fine ci eravamo stufati dei soliti tre o quattro casi che ciclicamente passano a “porta a porta”. Capita che un rumeno, apparentemente, sevizia ed uccide una donna per cui in meno di 72 ore si riuniscono i nostri Ministri e decretano che 5000 rumeni per la cromatografica teoria del self binds self debbano tornare nella loro nazione. Poco importa se la Romania è o non è nell’ Europa, questi 5000 ci debbono tornare. Così, per vendetta. Proprio come i nazisti fecero nelle Fosse Ardeatine. Ora se la ragione non mi tradisce o questi 5000 sono criminali o potenziali tali e, di conseguenza, l’intero apparato giudiziario a partire dal prefetto per terminare al vigile di quartiere ha sbagliato a lasciare tali criminali liberi di agire, o non ha avuto i mezzi per impedire qualsiasi crimine oppure è un estremo atto di salvare la faccia. Non c’è una quarta via e per questo motivo trovo a dir poco odiosi i tentativi di salvataggio in extremis che la nostra classe politica ci sta proponendo. Trovo che la signora, in questo modo, viene violata due volte. Perché non c’è parte politica che possa mediare su una propria disfatta.
La questione però, almeno a mio modo di vedere, è molto complessa e potrebbe sfociare in elementi di puro razzismo. La domanda è chiara: sono i romeni animali? La risposta è, evidentemente, no. Proprio come noi siciliani non siamo tutti mafiosi ma solo la gran maggior parte, ed i genovesi non sono tutti spilorci. Ma su una questione non si può sindacare: i modi di pensare sono differenti. E non trovo come è possibile scandalizzarsi di fronte ad una semplice affermazione: vivono in modo diverso da come viviamo noi. Vivono in modo diverso ma non sono diversi a priori. Spesso non hanno i mezzi, vengono in Italia nella speranza di poter vivere ma finiscono a delinquere, a vendere la propria dignità in strada. E non ditemi che le prostitute svolgono un lavoro degno, per favore! Proprio come noi siciliani sfociamo nella mafia chiunque non ha da che sfamarsi sopravvive per semplice istinto. O per lo meno cerca di farlo. L’affermazione che l’estraneo è animale e non può essere integrato secondo me lascia il tempo che trova, non vorrei che nessuno arrivasse ai livelli del premio Nobel che, dopo averlo rubato il Nobel grazie alla famosa doppia elica, ha dato i classici esempi della demenza senile.
Il problema è un altro: come possono due culture interagire tra loro? Per meglio dire: come possono interagire tra loro se, in teoria, la cultura più agiata non riesce ad agiare quella più sfortunata? A questo punto sorge il paradosso razzista: noi non possiamo integrare nessuno se prima non siamo in grado di fornire a queste persone il modello della nostra civiltà. Avete presente la fecondazione? Se l’ovulo non è compatibile con lo spermatozoo questo come lo feconda?
A me fa paura pensare che tra i 5000 romeni espatriati ci possa essere anche una sola brava persona.