Quando dal sito dei RadioHead mi si proponeva di acquistare il loro ultimo album online ho pensato che non avevo 20-25€ da spendere. Oltretutto non mi appassionano tanto. Eppure, curioso più che altro del prezzo, ho cliccato ed ho notato che accanto al classico bottone “buy it” c’era un campo. A cosa serve? Semplicemente a fare il prezzo… Stupito clicco su “?” e uno stringato messaggio mi dice che l’offerta è libera e che posso scaricare tutto l’album, clicco su un ulteriore “?” e un altro messaggio mi dice “Davvero!”.

Bene, ho scaricato legalmente l’ultimo album dei radiohead per tre sterline, qualcosa più di sei euro. Un prezzo più che onesto, secondo me. E anche secondo i Radiohead che “me l’hanno recapitato” nell’email proprio stamattina. In barba alle major.

3 Responses to “Radiohead policy”

  • Quanto vogliamo scommettere che questo tipo di politica commerciale farà sì che l’ultimo album dei Radiohead venda molto più dei precedenti e faccia loro guadagnare cifre molto alte?
    Credo proprio che tu non sarai l’unico ad acquistare il disco, anche se non l’avevi programmato, solo perchè il prezzo è ad offerta libera.
    I Radiohead sono dei musicisti fenomenali e sono certa che non ti pentirai di aver speso quei 3 pounds.

  • Bra says:

    Mi sembra un ottimo e coerente modo di combattere la pirateria.

  • Rikkardone says:

    penso che se tutta la musica costasse così poco, non ci sarebbe nemmeno il battibecco major vs emule e affini…

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