Archive for October, 2007
Inizio ad essere saturo di queste annunciate crisi per le quali non c’è mai un seguito. Clemente “Air” Mastella, togli il disturbo una volta per tutte. Portati appresso Prodi, Diliberto, i Sindacati… chi meglio preferisci.
State riuscendo a far diventare anarkiko perfino me!
C’è una cosa che vorrei fare. E non soltanto adesso, in preda allo sconforto per il primo raffreddore invernale. Vorrei tanto poter essere indipendente in toto e poter gestire la mia, la nostra, casa. Non dico famiglia perché per colpa di un sistema perverso, fatto di abusi e soprusi, questo termine ha ormai perso valore.
L’idea di affittare una mansarda e poter ivi abitare sta diventando quasi opprimente. Sarà che da ragazzo viziato quale sono oramai non
mi accontento più di nulla ma sento profondamente che è ora di mettere in alto quella svolta che, per circostanze ed interventi divini, sono costretto a rimandare di mese in mese.
Mia madre dice che non so rischiare, sono chiodato alle mie certezze. Peggio mio padre che mi considera già vecchio. Ma non li biasimo perché, in fondo, hanno ragione da vendere. Non sarei il primo che fa un passo del genere e, probabilmente, non è nemmeno così difficile da fare. Penso a te, cara Maria, che dalla tua famiglia sei distante centinaia di chilometri eppure stai mettendo a segno i tuoi obiettivi. Magari soffrendo, proprio come fa l’amico Bra, ma alla fine ci stai/state riuscendo! Penso a quel paguro che “convive” pur avendo la ragazza nella Capitale e lui domiciliato a Milazzo e chissà quanti altre persone stanno facendo ciò che della vita vogliono pure se questo potrebbe apparire impossibile.
Ecco: obiettivo. Forse è questa la chiave per riuscirci. Fare in modo che una cosa che voglio non sia una conseguenza di ciò che adesso faccio, ovvero università, lavoretti e soldi racimolati muovendo bytes. Ma che la mia attuale sfera, o per usare un termine strettamente ecologico, la mia nicchia sia una conseguenza di ciò che voglio fare. Io non sto studiando decine di migliaia di pagine soltanto per farmi bello o per sentirmi dire “Dottore”. Sto studiando per il mio, per il nostro, futuro. E mi domando: se fosse possibile invertire l’andare delle cose. Se cioè domani mattina mi svegliassi non con l’obiettivo primario di studiare ma di fare avvicinare il giorno in cui potrò, potremo, stare assieme nel senso compiuto della parola. Se, cioè, il primo fosse una diretta conseguenza del secondo e non l’esatto contrario.
C’è da fare il discorso economico perché, grazie alle divinità, di aria non si campa. E anche qui penso che potrei far scoppiare qualche piccola potenzialità che, nonostante la stia esprimento, ultimamente sembra volermi comunicare qualcosa.
Domani mattina mi sveglierò: i blocchetti non mi serviranno soltanto per seguire la lezione.
Ma come fa un ex ministro della salute a tossire senza usare la mano avanti la bocca? E scavernarsi le orecchie in diretta?
Dio benedica Ebay! E per un attimo viva la globalizzazione: mi è arrivato il cofanetto “complementare” alla mia collezione privata di cimeli della famosa serie TV! Direttamente dagli Stati Uniti.
Due DVD a doppia faccia pronti da essere digeriti. Originali, non tradotti. Dodici episodi con le gesta degli hacker-buoni che hanno aiutato i due agenti dell’FBI in così tante situazioni che nemmeno potrei ricordarle.
The truth is out of there…
Quando dal sito dei RadioHead mi si proponeva di acquistare il loro ultimo album online ho pensato che non avevo 20-25€ da spendere. Oltretutto non mi appassionano tanto. Eppure, curioso più che altro del prezzo, ho cliccato ed ho notato che accanto al classico bottone “buy it” c’era un campo. A cosa serve? Semplicemente a fare il prezzo… Stupito clicco su “?” e uno stringato messaggio mi dice che l’offerta è libera e che posso scaricare tutto l’album, clicco su un ulteriore “?” e un altro messaggio mi dice “Davvero!”.
Bene, ho scaricato legalmente l’ultimo album dei radiohead per tre sterline, qualcosa più di sei euro. Un prezzo più che onesto, secondo me. E anche secondo i Radiohead che “me l’hanno recapitato” nell’email proprio stamattina. In barba alle major.
A day, an young but old man went to his tutor saying that he would like to complete the stage. He told him that time is running out and, to preserve the evenience of premature blown-up, he told “do it, now… please”.
A day…
Two days…
A month…
Many months…
Since any answer is now missing today, the brave, young, old, and whatever else can be merged with the shape of this boy, was having a very impulsive face to face with the whole organic (not chemistry, not!) diagram of the … the … campus? No… Place? Neither… Thing? Nope… Building, yes building acts perfect!
Questa non è l’università di Genova, dudes… E stramaledetto Google che mi da più conferme di una talpa nei servizi segreti…
Sto guardando su Canale 5 il film “Troy”. Sono sicuro che l’ira funesta verrebbe al mio professore di Latino/Lettere del liceo visto che in 120 minuti circa (colore) ci sono quei due-tremila stravolgimenti hollywoodiani che farebbero impiccare con il nastro del VHS detto professore.
Ok, ci rinuncio. Ufficialmente. Il mestiere di elettore non mi si addice in quanto il datore di lavoro è palesemente un farabutto. C’è un netto conflitto di interessi tra me e la casta perché io debbo sopravvivere tra le mille peripezie, lei delle peripezie se ne fa un baffo.
Ho visto tangentopoli ed ho ascoltato il discorso di fine quinta elementare della mia maestra di geografia. Socialista e craxiana, delusa dalla politica che – a detta sua – non fu capace di difendersi dagli attacchi. Ho visto sindaci degni di nota che smerciavano l’acqua pubblica come se fosse un mero bene privato e per questo ho visto tante persone allontanarsi dalla Democrazia Cristiana, sebbene tale esempio lascia il tempo che trova. Ho visto Berlusconi e pensavo si fosse toccato il fondo, mi sono vergognato dei suoi amici, delle sue leggi e delle leggi dei suoi amici. Pensavo che dopo questo bruttissimo momento della democrazia italiana potesse tornare a splendere il sole riscandando e svegliando coloro che avevano messo l’anima per dire basta al vilipendio dell’intelligenza umana. Ho visto il servilismo del partito postfascista che ha svenduto gli ideali che, per quanto opinabili essi siano, rimangono la mana vitale della politica. Pensavo di aver chiuso il capitolo delle brutture.
Mi sbagliavo. Il popolo delle schede bianche avrà un nuovo adepto.
Dopo l’apertura a Veronica Lario, moglie dell’ex Presidente del Consiglio Berlusconi, da parte di Walter Veltroni, e la
possibilità data a Gianni Letta da parte del Nipote Enrico di poter entrare nell’organico del partito democratico ecco le prospettive plausibili per far entrare persone di altissimo profilo morale ed istituzionale in quello che, sulla carta, dovrebbe essere il baluardo della democrazia politica.
Bill Gates, secondo Mario Adinolfi potrebbe essere un buon personaggio da inserire nella coalizione. Secondo il famoso blogger, candidatosi alle primarie del partito, “è grazie a lui che posso scrivere i miei post su Word, e passarli sul mio blog grazie a Windows Vista“. Questa dichiarazione apre dunque le porte alla persona più ricca del mondo che, nonostante sia dichiaratamente di destra e filo-corporativa, potrebbe avere un ruolo predominante nel direttivo del partito democratico. “La visibilità che quest’uomo mi ha consentito di avere sebbene indirettamente, - continua il blogger - è indice di come mediante internet si possa esprimere la propria opinione, anche quando questa non andrebbe condivisa nemmeno dagli amici del bar sport…”
Suscita polemiche la proposta di Fausto Bertinotti, inseritosi segretamente nelle liste, di mettere come delegata alle “pari opportunità” Donna Assunta Almirante perché “è grazie alle idee di suo marito che posso dire che i fascisti carogne dovrebbero tornare nelle fogne. Avanti popolo, alla riscossa, della RSI vogliam le ossa …“. Folgorante il lancio di agenzia secondo la quale la signora Almirante non avrebbe intenzione di inserirsi in un qualsiasi partito in quanto impegnata a fornire al regime Birmano l’olio di ricino che soltanto in Italia sappiamo fare come Dio comanda.
Francesco Rutelli, sebbene non direttamente candidatosi, sta valutando la possibilità di proporre l’ex ministro della Salute Pubblica Gianni Alemanno dichiarando che in caso di impegno dell’esponente di AN “me lo sarei tolto dai coglioni una volta per tutte per qualsiasi futuro impegno di sindaco a Roma“.
Piero Fassino, nemmeno lui candidato ma con una fortissima influenza elettorale, in una condizione dettata dalla “necessità di rasserenare il clima tra le due parti politiche” propone una carica anche per Cesare Previti il quale potrà “comodamente scontare la pena usufruendo dei domiciliari e indicando come casa la segreteria del partito“. Totalmente contrario a questa ipotesi Antonio Di Pietro, ministro delle infrastrutture, che per proporre una cosa “ancora assai più migliore [sic!]” vorrebbe Bernardo Provenzano come esponente di spicco. Giusto per far capire che, alla fine, il carcere riabilita e “ci si fann le oss dientr“.
Più pragmatica l’unica donna candidata alla guida del partito democratico, Rosy Bindi, che vorrebbe come membro con eventuale delega per il Ministero dei Rapporti un attore di grande, grossa, enorme fama: Rocco Siffredi.
