Ci sono eventi nella vita che rappresentano delle ideali porte le quali, una volta varcate, non ti permettono di tornare indietro. E subito dopo averle oltrepassate passi giorni interi a domandarti se quello che hai fatto, se tutto ciò che è stato prima di passare il checkpoint, lo hai fatto bene. Sai che è arrivato un momento nella tua vita dove tornare indietro è un ossimoro. E magari ti senti un po’ in colpa per aver fatto qualcosa o, peggio ancora, per non averla fatta. Pensi a come potrebbe essere la tua vita “dopo aver passato la porta” in funzione di un qualsiasi evento avvenuto “prima di aver passato la porta”.

Non mi era mai capitato. Mi sento improvvisamente vecchio. Privo di forze e di voglia di fare. Deluso da qualcosa che nemmeno io saprei definire, probabilmente perché detta cosa non esiste. So che, dentro di me, avrei voluto fare meglio in questi ultimi cinque anni. Mi domando se davvero avessi potuto; se e quanta colpa ho nell’eventualità di non aver agito secondo le regole della ratio e della mia morale. Ci sono stati troppi points of failure nei passati cinque anni: amici letteralmente svaniti, lavori che mi hanno ridotto sul lastrico, battaglie perse. Adesso guardo le mie mani e vedo che sono vuote, sembrano inutili. Ci sono tanti racconti che ho iniziato e non ho mai portato a termine, tanti progetti che avrei voluto realizzare ma non ho potuto. Ultimamente penso al fatto che la notte faccio un bilancio della giornata: il telefono rimane muto se non per il classico computer da riparare, o per un passaggio da qualche parte. Le email sono piene di proposte di prestiti, affitti di case, e viagra. Qualche email da perfetti sconosciuti che mi chiedono come portare avanti un sito ma nulla di più.