C’è stato un periodo nel quale se tu chiedevi ad un perfetto sconosciuto se nel 2001 avesse votato Berlusconi questo ti avrebbe risposto “No, no”. Detto periodo era il 2005. Magari condiva la negazione con il classico “non voto quel mafioso” oppure “quello ha sempre raccontato balle”.
Adesso succede la stessa cosa e questo avviene con la tendenza inversa, proprio come la legge della politica consacra. Nessuno ha mai votato Prodi, se ne vergognano. Diciamo che, a parer mio, non hanno tutti i torti. La gestione della politica, in ogni suo campo, è stata molto spesso lasciata a sé. E magari qualcosa hanno fatto, non dico il contrario, ma non sono riusciti a comunicare all’elettore un valido motivo per poter essere quantomeno soddisfatti, se non orgogliosi, di aver votato il centrosinistra. Questo centrosinistra, invece, è litigioso come non mai. Pareva che Veltroni potesse fare da collante ma in fin dei conti cosa può fare una persona, valevole senza ombra di dubbio, contro quella decine che del centrosinistra rappresenta l’elite? La sfacciataggine di Mastella o l’ottusaggine di Bertinotti, unita a quella sana ipocrisia dei DS e speziata dalla forza debole della Margherita come può essere risolta dal Sindaco di Roma? Panem et Circenses?
La questione del partito democratico secondo me non sposta più di tanto le cose. Nel senso che chi si sente tradito dal centrosinistra poco guadagna da una associazione che di fatto è la trasposizione della attuale classe politica sotto una differente nomenclatura. Addirittura le complica perchè se consideramo il tutto dal punto di vista strettamente numerico, ovvero tenendo conto di quanti voti porta la nuova creatura politica, viene a mancare l’appoggio della “sinistra radicale” (che poi mi spiegaranno cosa hanno di radicale i Verdi o lo S.D.I.) e come stretta conseguenza la macchina democratica fatica contro l’aggeggio liberale.
Il problema del centro-sinistra è sempre stato quello di avere troppe anime e di tentare a tutti i costi di amalgamarle in un unico soggetto politico, cosa che ha implicato, il più delle volte, una serie di malintesi, battibecchi e beghe varie che altro non hanno fatto se non scoraggiare e disgustare anche l’elettorato più fedele e militante.
Il partito democratico è solo l’ultima invenzione della serie e non potrà mai, a mio avviso, avere una credibilità fino a quando ogni leader di partito non deciderà di rinunciare ad un po’ di visibilità e lascerà da parte le sue manie di protagonismo in nome del “bene comune” e della ricerca di un compromesso. Ciò non vuol dire calare le braghe e cedere ai ricatti degli alleati-avversari, me provare ad inviduare una via per mediare tra gli interessi differenti in modo da risparmiare all’elettorato le stomachevoli ripicche e i contiuni dispetti che sembrano essere fisiologici nella coalizione di centro-sinistra. Però, siamo in Italia, per antonomasia il Paese della litigiosità, e tutto ciò non accadrà mai.
Detto ciò, io non negherò mai di aver votato per Prodi, ma non fingerò neanche di non essere piuttosto delusa dalla politica del governo e di avere grossi dubbi riguardo al futuro del Paese.
Purtroppo io non posso nemmeno negarlo…
Francamente, non vedo come si possa governare senza rappresentare il “51%” della popolazione. Il centrosinistra è eterogeneo perché se prendi 51 persone per strada che non hanno votato CdL né scheda bianca/nulla la penseranno molto diversamente l’una dall’altra. Se la rottura di balle creata da un rappresentante di una corrente in cerca di visibilità è uguale a X, quella generata dal capo di un partito con l’1%, semideterminante per andare avanti, e che non rappresenta un punto di vista talmente diverso dagli altri da giustificare l’esistenza di un ennesimo partito (ce ne sono già a sufficienza, credo) è uguale a X al cubo (vedi Mastella), pertanto non sono d’accordo con Maria. Per me in politica si può (anzi, si deve) discutere e litigare quanto si vuole, ma l’importante è che le decisioni vengano prese a maggioranza e che poi anche chi rappresenta l’1% le rispetti, senza continui ricatti.
L’elettore di Centrosinistra teneva di più alla questione morale (soprattutto di chi ha votato FI), quindi ci mette, giustamente, di meno a “vergognarsi” del suo voto.