Archive for June, 2007
Sentir Miccichè parlare di lotta alla mafia e sapere che subito dopo prenderà la parola Cuffaro fa un pò effetto…
Cos’è la musica e, in particolare, cos’è la musica per me? Me lo domando non troppo spesso a causa delle mie tendenze un pò superficiali. La musica è come l’arte? Facile a dirlo.
La musica per me potrebbe essere arte ma è molto di più. E’ emozione. E’ ricordo. In auto ascolto quasi sempre musica elettronica, rock che spazia dai My chemical Romance ai Black Sabbath. Ma in macchina devo concentrarmi sulla strada e su coloro che, al pari mio, la stanno utilizando. La musica “da macchina” è di compagnia.
Se dovessi guidare ascoltando quello che sento per ora di certo vivrei così intensamente la musica con il risultato di finire su qualche Platanus. La musica può essere amore, non inteso come il sentimento tra una persona ed un altra, ma amore per la vita. Per quello che in quel momento ti sta dando, per la felicità con la quale cogli i piccoli attimi di un minuto, di un giorno, di una settimana. Per la tristezza che provi, per il senso di vuoto. Perchè spesso si ama la propria vita anche in queste condizioni. Ed ecco che entra la musica, che si pone tra te e la tua stessa vita. Magari non cogli ciò che ti sta attorno, ma una canzone te lo forgia nel tuo intimo. E quando la riascolti provi quello che avresti provato ieri, un mese o dieci anni fa.
Adesso sto ascoltando la colonna sonora di Donkey Kong Country 2 – Diddy’s Kong Quest. Un videogioco per il supernintendo di dodici anni fa. Ed ascoltare quei ritmi che conosco a memoria mi porta indietro a quei tempi. Ai tempi della terza media, quando ci scambiavamo le cassette. Tempi delle giornate ad organizzare tornei a “International Superstar Soccer DeLuxe”. I tempi dei primi gelati presi al bar. Eccoli, sono questi i primi momenti dei quali ti innamori , per così dire, della vita ma magari non sei maturo abbastanza per capirli. Sono i momenti nei quali succedono delle tragedie che, lì per lì, non sei capace di metabolizzare. Momenti in cui il nero ti appare sbiadito e per questo sopportabile. Nerò che diventerà cupo, angosciate, sadico soltanto dopo qualche tempo. Vita.
Prendo spunto da un post di ABS chiamato storie di preservativi per mettere in digitale tutte le storie, a volte esilaranti, che in ventiquattro anni della mia vita hanno come oggetto il famoso cappuccio di lattice. Racconterò in forma totalmente anonima (ma non tanto!) le storie che sono capitate ai miei conoscenti e perfino ai miei parenti.
Il mio primo approccio con i preservativi avvenne a circa 12 anni. Si prospettavano le scuole superiori e lo zio di un mio amico, una sera, ci disse “E’ ora di parlare di una cosa”. A me non sono mai piacuti questi incipit e, infatti, ero un pò sulle mie. Alla fine di una tanto strampalata quanto inutile discussione ci regalò quattro scatole plastificate, che fino alla mattina dopo pensavamo fossero caramelle! Fino a quando leggendo il famoso bigliettino di istruzioni capivamo che non erano zigulì.
Sul tema di zii devo ricordare che ne possiedo che ha avuto una vita sessuale esasperante. Capita un giorno che suona il postino e consegna un pacco della Vestro. Si, la Vestro, quell’odioso catalogo/rotocalco che faceva pagare le cose l’ira di Dio! Mia nonna aspettava le sue mutandone e si sentiva in dovere di aprire il pacco se non fosse che dentro c’erano, udite udite!, ben tre confezioni da 150 preservativi! O mio zio faceva beneficenza donandoli alla Gabriele Paolini o doveva assumere tanto zabaione per consumare le scatole nei due anni prima della scadenza.
L’estate scorsa, per una serie di coincidenze che non sto qui a spiegare, un altro mio zio mi dice “Fabrizio, appena scendo giù devo darti qualcosa che ti serve”. Una trentina di confezioni dalle peculiari caratteristiche: ritardanti, iperlubrificati, supersottili, in titanio, colorati, profumati, con diffusore di Viagra integrato, e tante amenità da farmi sembrare il perfetto maniaco sessuale. Siccome ho la cattiva abitudine di lasciare le cose a vista non oso immaginare cosa abbiano pensato di me le persone che per un qualsiasi motivo abbiano sostato nella mia stanza/studio.
Poi diciamoci una cosa, noi maschietti abbiamo tanti tabù sui profilattici. Un mio amico vergognandosi di stare davanti ad un distributore ha ben pensato di comprarli al Carrefour. Ovviamente acquista tanti altri beni di distrazione quali un chilo di mele, il latte, un set di chiavi inglesi, dei CD rom, i cereali, un confezione di fazzoletti e poi, come se la cosa fosse casuale, una scatola di Durex. Arrivato alla cassa passano le mele, passa il latte, passa tutto ad esclusione dei preservativi. Per questo motivo la cassiera citofona al box e dice “Non mi passa una scatola di preservativi Durex alla cassa numero 10″. Se qualcuno non se n’era accorto di che bene fosse impossibilitato alla lettura da parte del lettore ottico adesso lo sa bene. Dopo dieci secondo il megafono gracchia:
“Un addetto al reparto bazar leggero è atteso alla cassa 10″.
Arriva un ragazzo che grida alla cassiera: “Cosa c’è che non passa?”!
Questa risponde “Preservativi Durex, scatola da 6 modello lubrificato”.
Ma basta parlare degli altri. Parliamo di me! Anche a rischio di essere maledetto dal professore Tedesken anche io ho avuto una storia che vale la pena di raccontare. E’ sera e mi fermo di fronte ad un tabacchino che distribuisce sigarette convinto di trovare una scatola di profilattici. Prendo cinque euro dal portafogli e cerco di farli digerire alla macchinetta quando ad un certo punto sento uno che da dentro mi dice:
“Vedi che le sigarette le vendiamo anche dentro”
Ed io rispondo: “Ah, mbè… Grazie ma non mi servono le sigarette.”
“Ahhhh! Ho capito – risponde – ma anche gli accendini vendiamo dentro”
Nel frattempo che la banconota viene processata dico: “No, nemmeno accendini”
Guardo il proprietario del tabacchino che si ammutolisce e mi dice, con un filo di voce come se avesse capito, “capisco… mi deve scusare. Comunque abbiamo anche le cartine per rollare dentro”
L’implosione del governo Prodi, caduto per aver posto la fiducia sulla legge “Direttiva per l’armonizzazione dei balconi: piante verdi contro piante grasse” ha portato l’ Italia sull’orlo del baratro. L’acquisizione di Endemol da parte di Mediaset che farà in modo che anche la RAI trasmetta il Grande Fratello l’ha spinta in avanti.
Prima dello sciagurato naufragio in parlamento il governo del Professore ha potuto varare una nuova legge il cui titolo è “Armonizzazione degli stipendi e delle pensioni per i parlamentari ed i senatori” mediante la quale si raddoppia, di fatto, l’indennità percepita dagli inquilini di Montecitorio e di Palazzo Madama. Il problema di questa legge, però, sta nel fatto che approfittando di particolari tecniche informatiche un deputato di Alleanza Nazionale è riuscito a mettere un piccolo comma nel quale si delibera che “i processi contro le alte cariche dello stato, presenti o passate, possono essere svolti soltanto da un giudice che per nessun motivo può essere sostituito se non per legittimo sospetto. L’accusa, inoltre, è soggetta a questa regola a sua volta”. In questo modo lo sciagurato Diliberto ha votato una legge ad personam. Dopo la sconfitta elettorale l’intero centrosinistra, riunito nel pantheon romano, ha cercato di trovare il modo di poter continuare ad inforcare Silvio Berlusconi. La proposta raggiunta di comune accordo è quella di far figurare Piero Ricca come sostituto pubblico ministero in quanto tempo fa urlò a sua Emittenza “Fatti processare Puffone”. Rifondazione comunista non vota, lasciando infuriata il convegno, perchè sostiene che la frase pronunciata fu “Fatti processare Buffone” che è più esplicativa.
Nonostante la debaclé legislativa il centrodestra non è riuscito a cavalcare l’onda della crisi. Non avendo potuto costituire il partito Repubblicano e nemmeno il partito Liberale, per non parlare del partito Monarchico o di quello Moderato il ritorno alle origini è stato necessario. Gianfranco Fini, leader di Alleanza Nazionale, ha spolverato il manganello e tolto al tappo della bottiglia di olio di ricino. Alessandra Mussolini, infastidita dalla presa di posizione del suo vecchio partito, ha stretto una simbolica alleanza con la Merkel la quale non sa neppure chi sia la Mussolini. Silvio Berlusconi, convinto della sua altezza (politica), non ha stretto alcuna alleanza convinto di poter ottenere il voto dell’ 80% della popolazione la quale automaticamente picchierà a sangue il restante 20% che non ha votato a favore. Pierferdinando Casini, oramai allontanatosi dalla politica per dedicarsi all’organizzazione di “Family Week” nel tentativo di farle diventare “Family Month” e, chissà , “Family Year”, dichiara seccatamente che la politica è un mestiere da stupidi e non può perdere tempo con queste sciocchezze.
In questo marasma le elezioni non si sono neppure fatte. Nel 2008 però il Genio di Ceppaloni forte dei consensi che riscuote tra le casalinghe di Voghera promuove un colpo di Stato ad uno Stato che, in realtà , non esiste. Le elezioni indette nell’intero Beneventino lo danno come vincitore assoluto e, una volta ripristinato il feudalesimo, modifica la denominazione della regione Campania in Ceppalonia, dichiarando contemporaneamente guerra all’ Albania la quale verrà bombardata di mondezza e costretta a capitolare quasi subito. Si dice fedele amico di George Dabliù Bush ma attento all’evoluzione democratica verso la quale vira la Russia e profondalmente favorevole ai nazionalismi che prendono sopravvento pur manifestando apprezzamento nei confronti della Cina Comunista a patto che questa riconosca il diritto di esistere del Cachemire, nonostante il fatto che sia l’ India ad essere in rapporti prebellici. La dichiarazione secondo la quale “Israele ha ragione ma la Palestina non ha di certo torto” verrà riportata in ogni libro di diritto internazionale.
Indro Montanelli sbagliava nella somministrazione degli anticorpi.
C’è una cosa che mi intriga sapere. Se esiste davvero il destino. Si, lo so, non è una richiesta da poco ma intanto vorrei comunque sapere se esiste un qualcosa che ci comanda. Questo qualcosa può essere chiamato Dio, può essere chiamata logica, può essere definita come l’ordine della casualità . Può essere chiamata in qualsiasi modo ma a me interessa sapere se esiste. E se in qualche modo la posso controllare.
Sarebbe un gran brutta cosa sapere che tutto è deterministico. Che poi sia Dio a dire il nostro destino, Nostradamus, il mago Fox o una equazione differenziale poco importa. Vorrei sapere per quale motivo quest’ anno non ho preso la febbre! E’ perchè mi sono imbacuccato all’inverosimile? O perchè era scritto nel destino, per cui potevo sguazzare nudo tra i temporali forte del fatto che quest’anno non avrei preso la febbre.
Vorrei sapere se il mio orientamento politico è scaturito dal fatto che in famiglia si respira aria rossa oppure perchè sarei potuto essere il figlio di Al Capone ma, nonostante ciò, non votare comunque Forza Italia.
E poi perchè so usare così’ maledettamente bene il computer tanto da poterci anche guadagnare qualcosa? Perchè mia madre mi regalò il glorioso commodore 64? Ma se mi avessere regalato, chessò, una macchina da scrivere sarebbe stata la stessa cosa?
E perchè non so fare una moltiplicazione senza contare in segreto con le zampe? Se mia madre mi avesse regalato un libro di analisi al posto del commodrore sarebbe cambiato qualcosa?