Non c’era che da aspettare pazientemente la fine dello spoglio per venire a conoscenza di una cosa che si sapeva ancor prima dell’inizio delle elezioni. Il problema, almeno per me, era quantificare lo stacco tra le due opposizioni malamente bipolari e vedere l’unità di misura: singoli punti o decine di punti.
Quello che mi sorprende, ancora una volta, è quel senso di autolesionismo che sodomizza noi Siciliani. Ciò che mi da da pensare, inoltre, è l’esultanza della classe politica. Si esulta per un traguardo raggiunto a fatica, con la testa vado ai recenti mondiali. Si esulta quando si raggiunge un obbiettivo raggiungibile ma a fatica, ad esempio la laurea. Ma come si può esultare alla vittoria politica in un paese che, pur essendo da una vita di centro-destra, in questa vita non ha fatto altro che promuovere mafia, violenza, ignoranza. Se la Sicilia è un paese che ha sete -di acqua, di onestà , di giustizia- la colpa è di chi ha rubato l’acqua, calpestato il diritto e violentato la giustizia. Eppure si esulta. Un pò come se un medico, guardando le analisi del paziente, esultasse dicendo “Dobbiamo essere contenti. Il suo tumore si è espanso”.
Io ho rinunciato alla politica. Non fa per me, troppo falsa. Ho rinunciato perfine a capire la politica. Ma non rinuncerò mai a voler capire le persone.
Io mi chiedo, ma perché in Sicilia ci ostiniamo ad andare a votare…?
Cammarata dice che i siciliani si sono stancati e che hanno deciso di cambiare: stancati di cosa? e cosa hanno deciso di cambiare? Non sono stanchi né hanno deciso di cambiare, se hanno deciso di confermare gli stessi uomini e le stesse fazioni politiche.
è sessant’anni che in Sicilia comandano gli stessi gruppi di potere, che comanda il voto di scambio (i pacchi di pasta in cambio dei voti dello Zen, qualcuno ne sa nulla…? e i voti pubblicamente comprati per 150 €uri da un candidato al consiglio comunale alle ultime amministrative a Milazzo, qualcuno se li ricorda…?), che comanda la mafia…
Se i partiti che stanno ininterrottamente al potere in Sicilia sessant’anni di storia della Repubblica Italiana avessero fatto un minimo per quest’Isola, non saremmo in queste condizioni certo in queste condizioni… Perché, quindi, premiare sempre la stessa gente che si cura dei propri affari e di quelli degli suoi amici…? Perché non si vuole dare l’occasione a questa regione di provare a cambiare? E dico cambiare davvero: sono disilluso riguardo la politica, magari alla fine anche la controparte politica se dovesse andare al governo potrebbe non combinare nulla, però potremmo dire che “a sinistra e a destra sono tutti uguali” ma perché lo abbiamo provato.
È grottesco che a sinistra ci si aggrappi ai centomila voti mangiati al centrodestra dalle ultime amministrative a Palermo. È grottesco che a destra si esulti per un risultato che si sapeva già prima di aprire i seggi; anzi, non è affatto grottesco esultare: in questo caso è il minimo che si possa fare…
(scusate lo sfogo…)
Dico solo una cosa: CHE SCHIFO!
Siamo sempre i soliti…e poi coi lamentiamo
Sandr dice: “Se i partiti che stanno ininterrottamente al potere in Sicilia sessant’anni di storia della Repubblica Italiana avessero fatto un minimo per quest’Isola, non saremmo in queste condizioni certo in queste condizioni…”. Ma sarà vero? é la mentalità della gente che non cambia.
Ad ogni modo, ci fossero le elezioni domani mi asterrei, pur violando un principio per me irrinunciabile: c’è la sinistra al governo, qualcuno si è accorto del cambiamento?
Bra, secondo me si deve fare un distinguo. Se parliamo di politica Nazionale non c’è effettivamente differenza tra destra e sinistra se non per alcune piccolissime cose. Guarda il partito democratico che strizza l’occhio a destra.
Se, invece, parliamo di politica Siciliana allora (personalmente) faccio qualche riflessione in più. La sicilia l’occasione per cambiare ce l’ha avuta, e si chiamava Rita Borsellino. Ha invece preferito il pacco di pasta, il posto “assicuratu com’jè veru chi mi chiamu sabbaturi”.
Orlando ha fatto qualcosina, aggiungo…