Archive for May 9th, 2007
Ieri ho avuto una cordiale, ma accesa, discussione con un amico di vecchia data sulla definizione di “commerciale” e su quello che, secondo me, è in assoluto il miglior album dei Pink Floyd. Sto parlando di “The dark side of the moon”, uscito nel 1973.
Io sono un deejay e pertanto, per me, la musica è -essenzialmente- elettronica. Per me, dunque, la seconda (o terza in base al vinile/cd che possedete) traccia dell’album della band inglese è un capolavoro. Ma non è dei miei gusti che scrivo che, come è risaputo, sono superficiali e sbrigativi ma del fatto che non credo sia stato umanamente possibile comporre e mixare quella canzone nel 1973. Non nego che ascoltarla mi mette paura, inquietudine. Dal punto di vista elettronico è perfetta.
Stamattina, avendo una buona mezza giornata da sprecare, ho preso alcuni testi di fisca per studiarmi le funzioni d’onda. Volevo ricreare le sinusoidi processate per poter ricreare la canzone “in studio”. So che Fabrizio Crisafulli non è Pink Floyd ma possiedo un computer di tutto rispetto capace di processare miliardi di volte le onde generate dai sintetizzatori della band che fu di Syd Barrett. A loro la genialità , a me il vantaggio della tecnologia che, secondo Moore, si è nel frattempo centuplicata.
Eccomi qui:
Sync to master tempo: 166 BPM.
Cutoff: set up.
Resonance: set up.
Echo: off.
Resonance: warm, 2ms.
Wave 1: sinusoidal.
Wave 2: sinusoidal.
Wave 3. white noise.
Linear Frequency Oscillator: set up.
Mix-up: Programmable.
Ho cercato nella mia libreria di oggetti un urlo, un elicottero e una esplosione. Ho abbassato la qualità per rendere quanto più simile al brano originale.
Dopo un’ora il risultato: uno schifo. Fabrizio non è Pink Floyd, e su questo non avevo dubbi. La loro bravura ha superato la mia tecnologia. Però vorrei capire come diavolo hanno fatto a creare con le proprie mani e con gli strumenti limitati di quasi quarant’anni fa quello che per me è un capolavoro di elettronica.
Incuriosito cerco su internet informazioni e scopro che il gruppo, ormai sciolto, cambiato, ritrovato ha prodotto un disco nel 1995. Un disco Live dove c’è proprio on the run.
Lo scarico e ascolto la canzone live dei Pink Floyd 2.0, fatta con le tecnologie più moderne rispetto a quanto vi era nel 1973: uno schifo. Forse anche peggio della mia.
Non riesco a darmi una spiegazione. Non è come guardare un film, sapendo di non capire un’acca di montaggi, e rimanere sbalorditi quando trenta o quaranta anni addietro riuscivano a “far volare” le persone. E’ non capire una cosa di un campo che è “mio”.