Non passa giorno che, al telegiornale o sulla carta stampata, si fa il resoconto dell’omicidio di turno. A volte il delitto assume più che altro il carattere del massacro invischiato di particolari più o meno crudi. Di fronte a questi avvenimenti ci si domanda perchè avvengono tutte queste crudeltà e se c’è una logica perversa dietro. Io, invece, mi domando perchè ne avvengono così poche tenendo conto che la logica perversa dietro c’è eccome.

Non ci vuole molto a capire che la società odierna sta andando alla deriva. Trascinata nel divino intento di possedere, di avere, di sfruttare. C’è un sentimento comune a tutti gli occidentali ed in misura diversa, ma equiparabile, negli orientali di realizzazione personale, di affermazione, di sete di potere. Mi domando perchè questi avvenimenti accadano con una così bassa frequenza perchè, oltre alla spiegazione psicosociale, c’è n’è una ancora più ancora più preoccupante: quella istintiva. Che ne possa dire Ratzinger, o il mio insegnate (non professore) di religione del liceo, noi siamo animali. Siamo animali e in quanto tali abbiamo un istinto come tutti gli altri animali, anche di specie diverse. Una mamma a cui viene sottratto il figlio con la forza reagisce con abilità che ad un osservatore esterno appaiono sovraumane. E’ l’istinto che, di pari esempio, scaglia una zebra contro un leone che minaccia la sua prole.

L’animale mangia per vivere, noi mangiamo per vivere. L’animale si procura il cibo cacciando, con la violenza, noi lo procuriamo comprandolo. E quando il mezzo di scambio, il danaro, viene meno l’uomo deve cacciare, usando violenza. La società attuale impone dei limiti e dei traguardi: i primi sono rappresentati dal fatto che per mangiare devi avere mentre i secondi dal fatto che quanto più hai, ovvero quanto più vali, tanto più mangi. Anche avere una costosa automobile può soddisfare il nostro istinto animalesco di sopravvivenza proprio perchè rappresenta, in modo perverso e deviato, il nostro valore nella società .

Prendiamo dieci galli da dieci pollai differenti e mettiamoli in un nuovo pollaio con una sola gallina. Gli animali si scanneranno per avere i favori dell’unica femmina capace di continuare la razza. Prendiamo dieci uomini e mettiamoli in un ufficio con una sola donna o, meglio ancora, diamo ai dieci uomini l’obiettivo di avere una modella che appare in un cartellone pubblicitario come compagna. L’esempio viene da sé. Se invece omettiamo di mettere la gallina e la sostituiamo con
il cibo assistiamo alla stessa scena. Se manca il cibo, e torno a dire perversamente, se manca la realizzazione tanto necessaria quanto difficile da ottenere, si ha il malessere dell’animale-uomo che si sfocia in violenza.

4 Responses to “Massacri.”

  • Tutto assolutamente vero, ma non vale per qualunque individuo. Io per esempio non sono per nulla ambioziosa e per natura sono rinunciataria…

  • A proprosito…
    Ho visto il tuo ultimo commento. Il mio nuovo film preferito è “Le conseguenze dell’amore” di Paolo Sorrentino. Te lo consiglio vivamente, anche se non credo sia è il tuo genere.
    Ciao

  • Bra says:

    Ciao. Stai meglio ora?

  • Cavolo! Mi sono accorta solo adesso dell’orribile refuso nell’ultima frase del mio commento precedente…
    Ovviamente quell’ “è” è del tutto fuori luogo ed è solo una sopravvivenza di una frase che avevo digitato e poi cancellato.

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