Archive for May, 2007

Today forse è improprio, ma siccome la bellissima puntata di X-Files porta questo titolo di certo non lo cambio. In questi tre-quattro giorni ne sono successe di cose, alcune al limite dell’irrilevanza (come ad esempio la conta di quante paia di mutande possiedo) altre un pò più importanti.

  • TopHost, azienda fornitrice di spazi-web e registrazioni di dominio, si è sdebidata con me per aver scoperto una grave falla di sicurezza nel loro sistema. Mi ha regalato un codice di sconto per registrare aggratis un dominio per un intero anno.
  • Uno tra i migliori forum che opera nel settore di hosting mi ha promosso moderatore.
  • Il mio conto , a fronte di un versamento inaspettato, torna a sorridere.
  • Ho inviato la versione 3.0 del mio portale. Sembra reggere bene!
  • Ho compilato il mio primo programma in C++
  • Una inaspettata buona notizia universitaria mi ha motivato a sopportare un pò il caldo estivo.

Bene. Tutto ciò rappresenta ciò che è positivo per me. Ma nella vita l’egoismo non paga e la cosa in assoluto più importante è quella condivisa tra due persone. Poco importa se siano maschio e femmina, maschio e maschio o femmina e femmina. DiCo, PACS, omo-etero. Da come si vede dall’ultima frase, e da come si potrebbe evincere semplicemente sentendomi parlare per più di mezz’ora sono profondamente e fieramente un convinto anticattolico. Eppure la cosa “nothing important” che “happened today” riguarda proprio la religione. O meglio è direttamente correlata ai suoi dogmi e alle sue cose senza senso. Talmente senza senso che quando la compi, da miscredente, ti si apre un mondo davanti. E’ dare un valore ad un oggetto che di per sé non è rappresentativo di nulla.

Può l’amore rendere fiero una persona di aver fatto una cosa contro i suoi principi innati? Si.

Ho pescato su internet un filmato maledettamente vero. Altro che riscaldamento globale del globo.

Perfetto…E’ perfetto. La perfezione esiste ed è celata dal prisma di Newton.

Prendo spunto da una situazione di attualità per mettere su byte una cosa che, eternamente, sbuca fuori nel ciarlare paesano o cittadino: la leggenda metropolitana.

Ho sviluppato una diffidenza quasi anticorpale nei confronti di ogni racconto che esplode nel bel mezzo di una cena il cui contenuto inizia “Sintisti chiddu chi succidiu a [nome di un luogo]? “.

La leggenda metropolitana, secondo me, è da identificare in quello che si definisce “paura sociale”. Non è una cosa da prendere in modo scherzoso in quanto è il frutto di una paura reale che si annida in ognuno di noi. Noi siamo animali e, in quanto tali, seguiamo alcune regole che vengono dettate dall’istinto. L’istinto, uccidendo secoli di psicologia, è quella cosa che cerca di proteggerci. Ma proteggerci da cosa? Dal male, dalla morte, dalla sofferenze, da tante cose che sebbene distanti possono comunque colpirci. Prendiamo la sofferenza, ad esempio. Perchè al giorno d’oggi si soffre? Perchè non si ha cibo? Non esclusivamente in quanto, usando il metro percentuale, si soffre perchè non si hanno soldi. Per cui l’istinto ci protegge dal rimanere senza soldi. E’ vero che uno può essere istintivo quanto vuole ma spendaccione, ma questi sono altri discorsi. Vi racconto alcune delle ultime leggende che mi sono arrivate all’orecchio mettendo tra parentesi i diversi luoghi.

“Ho sentito dire che al (Carrefour|Standa|Upim) hanno clonato delle carte di credito. (nome di un amico) mi ha detto che a (nome di un altro amico) hanno rubato diversi euro.”

Che episodi di clonaggio di carte di credito esistono è totalmente vero ma qui c’è un problema. Nella fase di espansione di una leggenda, che in termini matematici segue una funzione la cui curva è sigmoide, è sempre un amico che racconta di un amico al quale hanno sottratto soldi. Questo perchè, involontariamente ed istintivamente, espande la leggenda proteggendo il branco. Questo stesso evento avviene tra i pesci che una volta avvistato un possibile predatore si scambiano suoni per autoproteggere il branco da una sicura morte. Non è mai l’amico a dire “a me hanno rubato i soldi” perchè, istintivamente, non ci si può mettere a rischio di vedere vanificata l’azione di autoprotezione. L’importante è lanciare, ed amplificare, il messaggio.

Ora attenzione ad un particolare: l’espansione della leggenda è esplosiva almeno fino a quando tutte le persone non hanno già sentita la storia e, di conseguenza, non la raccontano più in giro. L’effetto “adrenalina” cessa subito dopo averla sentita un paio di volte in quanto se differenti persone dello stesso branco dimostrano di essere a conoscenza del fatto non c’è più bisogno di avvisarle. E’ talmente esplosiva che può percorrere centinaia di km in pochi giorni e, se potessimo prelevare dei campioni di storie, a 50Km ci potremmo render conto che cambia il luogo del fattaccio. A Messina, che dal mio paese dista 34KM, si dice che il furto è avvenuto ad un famoso centro commerciale, a Catania in un altro centro commerciale.

E’ possibile che ci siano delle frodi sulle carte di credito nel singolo centro commerciale ma è possibile che tali frodi vengano compiute contemporaneamente dislocandosi su centinaia di esercenti? A sentire gli amici posti su 150Km in linea d’aria pare di si.

Ho sentito dire che nel (negozio cinese| negozio orientale) di via Garibaldi hanno rapito una donna. Il marito (era in macchina | aspettava a casa) e non vedendola tornare ha chiamato i carabinieri. Sapeva che doveva andare a quel negozio e quando i militari sono entrati l’hanno trovata (con i capelli tagliati | nuda | sanguinante) pronta per essere privata degli organi.

Questa è un’altra leggenda che circola di tanto in tanto. Qui possiamo rilevare alcuni elementi degni di nota che, di certo, sono correlati all’istinto. La paura di morire, la paura di soffrire, la paura dello straniero e la paura di essere conquistati dal nemico. Cose che ci portiamo dietro dalla preistoria. Il racconto viene rafforzato dal fatto che l’esercizio è sempre vicino casa come se questo volesse dire “stai attento che può toccare anche a te” e, particolare importantissimo, a fare le spese è sempre una donna. Perchè una donna? Perchè per definizione rappresenta la debolezza e, secoli fa, nelle battaglie era il bottino preferito dai vincitori. Catturare le donne voleva dire entrare nell’accampamento nemico e fare razzia di tutto. L’espianto degli organi alimenta la paura della sofferenza e le condizioni della donna, che generalmente viene trovata nuda (richiamo sessuale alla violenza dei conquistatori) o picchiata (richiamo alle barbarie dei conquistatori), sono delle forti componenti emotive. Peccato che non ho mai trovato un’agenzia che riportasse tali notizie ma solo il barbiere, il macellaio od il vicino di casa. Con un piccolo appunto volevo concludere dicendo che generalmente siamo noi a chiedere gli organi agli orientali, si veda l’articolo dell’ Espresso di questa settimana.

 Loro non lo vogliono dire ma al (luogo precisato sufficientemente ampio) c’è (una nave, diversi tir, diversi container) pieni di sacchi per cadaveri. C’è in giro un nuovo virus che farà strage.

Stanno facendo dei lavori per limitare i danni del nuovo tsunami che sono certi arriverà tra un mese

La spagnola non l’ha “vista” neppure mia nonna ma la paura della morte per pestilenza, per malessere infettivo, per calamità naturale è radicata. Manzoni, Boccaccio e, giusto per andare un pò verso i tempi nostri, “Al vertice della tensione”, “The day after tomorrow” sono rispettivamente racconti e film che hanno riscosso un notevole successo.

Oltretutto ogni anno pare che dobbiamo morire per l’aviaria…

Stamattina mi sono svegliato tutto sudato. Ho avuto un incubo che sembrava fosse vero. Sognavo che in una conferenza, sotto lo stesso tetto, c’erano Berlusconi, Fassino, Fini, Rutelli, D’Alema. La mia maggioranza di governo assieme a loro, a quelli che hanno offeso l’intelligenza del popolo italiano per ben cinque anni.

La parte più brutta del sogno è stata quando è spuntato il Cavaliere dichiarando “Se è così mi iscrivo oggi stesso al Partito Democratico”.

I sogni sono strani e senza un filo logico si è passati dalle dichiarazioni ai comunicati stampa. Sognavo che si chiedeva a Sua Emittenza di partecipare, con una forte presenza azionaria, a Telecom. Che gran brutto sogno! Immaginavo già il grande fratello su tutti i telefonini Tim, il nuovo nokia N73 con la cover rosso-nera ed un abbonamento politico alle news firmate “Ex-PresDelCons”. L’ultimo messaggio recapitatomi avente mittente “PresDelCons” mi ha svegliato in piena notte, ma questa volta l’incubo continuava senza che nessuno mi svegliasse.

Devo avere avuto una intera notte tormentata. Vedevo cose senza senso una dopo l’altra. Sognavo che Mastella voltava la gabbana, non votando la legge sul conflitto di interessi. Immaginavo lo scenario apocalittico nel quale la forza economica poteva fare leggi. Vi immaginate se un colonnello della Guardia di Finanza avesse una catena di ipermercati? Se un giudice fosse a giudicare sé stesso in un processo penale? O civile, poco importa.

Poi il sogno s’è trasferito fuori Roma. Vedevo degli edifici sacri, con delle colonne. Su una di queste capeggiava a caratteri cubitali “Benvenuti nel Pantheon del Partito Democratico”. E su ogni colonna veniva figurata un volto. C’era quello di Berlinguer, di Gramsci, di Togliatti, di Moro, di Fanfani. Persone che, raggruppate, tra loro non c’azzeccano proprio nulla Poi vedo quella di Craxi.

Craxi? Ma è come se in una banca figurasse il viso di Al Capone. Si, è vero che tempo fa Sua Emittenza sfilò proprio davanti ad un plotone della Guardia di Finanza… ma Craxi! Leggo sotto il suo visto: “Padre del riformismo, proposto da Fassino Piero”. Fassino, Craxi. Craxi. Questo nome echeggia nella mia testa, sono confuso e un po’ spaventato.

Stamattina mi sono svegliato. Ero tutto sudato. Dopo una tonica doccia sono andato a prendere una boccata d’aria. Passo dal bar ed ordino un cappuccino, ero molto felice del fatto che quello della notte prima era stato solo un sogno. Un brutto incubo che non è simile a nulla della realtà . Apro il giornale e leggo un titolo:

“Veltroni: Bene Gianni Letta come Ministro”

Aiuto, sto ancora sognando.

Tempo addietro mi è arrivato l’aggiornamento a “Windows Vista Home Premium
“, l’ultimo sistema operativo di casa Microsoft. Premetto che ho avuto modo di accedere all’aggiornamento poichè ho acquistato un computer a dicembre 2006. Microsoft spaccia questo aggiornamento come “gratuito” ma in realtà si paga quasi 30€ e la società che lo ha gestito, la ModusLink, ha fatto tutto meno che un buon lavoro. “Sono sommersi dalle richieste” mi disse una operatrice di Microsoft riferendosi all’eccessiva lentezza del sistema e al fatto che si erano trattenuti due volte l’importo dalla mia carta di credito.

Di problemi con l’installazione ne ho avuti a bizzeffe ma in questo piccolo tutorial volevo aiutare tutti coloro che hanno riscontrato il famoso “Windows Vista transfer bug“. Gli sfortunati che, per alcune misteriose situazioni, riscontrano questo bug non possono installare programmi, copiare files e semplicemente spostare una directory da un punto ad un altro della stessa partizione. Appena l’hard disk inizia una operazione -che può essere tra quelle sopra menzionate- va in swap e, anche un semplice spostamento, diventa eterno. Lo swap dell’hard disk non dipende nè dalla ram nè dal tipo di processore, questo perchè ho operato con ben 2GB di RAM e con un processore dual-core e non si risolve installando ex-novo il sistema operativo. Non dipende neppure dalla presenza di un antivirus in quanto si presenta subito dopo l’accensione del computer appena formattato.

Prima di procedere vi consiglio caldamente di fare un backup di tutti i vostri dati. Ovviamente se il vostro computer non vi dà problemi è sconsigliato operare questi passi in quanto rappresentano una soluzione relativamente drastica.

  • Alleggerite AERO (solo per versioni di Vista pari o superiori alla Home Premium). Per fare questo clic destro sul desktop -> Personalizza ->Colore aspetto e finestre -> Combinazione colori -> Windows classico.
  • Scaricare ed applicare la patch”ufficiale ma non troppo” fornita da microsoft. Per evitare inutili attese la potete prelevare da qui: Windows6.0-KB931770-x86.msu
  • Dopo il riavvio richiesto attendere qualche istante il caricamento del sistema operativo e provare a fire un trasferimento, una copia, od anche una installazione per vedere se windows va in crash. Se avete risolto fermatevi qui altrimenti procedete.
  • Se nonostante la patch il sistema è instabile e sembra andare in swap è necessario affrontare il problema alla radice. Click destro su Computer -> Gestione -> Espandere Servizi e Applicazioni -> ServiziA questo punto passiamo a disattivare tutti quei componenti di Windows che causano il malfunzionamento. Attenzione, se riconoscete che qualche altro servizio possa essere fermato fatelo ma ricordatevi che alcuni possono essere di vitale importanza per il sistema operativo. Per disattivare un servizio click con il destro sul relativo presente nella lista -> Proprietà -> Tipo di avvio: disabilitato -> OkIn questo modo vengono disabilitati i servizi. Vi consiglio di bloccare i seguenti
    • Registro eventi di Windows. Blocca la creazione di alcuni file di log, nonostante l’avviso non c’è nessun problema di sicurezza.
    • Ricerca di Windows. Blocca alcune API ma il servizio di ricerca non indicizzato permane ugualmente.
    • Servizio risoluzione problemi compatibilità programmi. Tutte le volte che è stato richiamato mi ha sempre consigliato di settare il flag configurazione come “compatibile Windows XP sp2″
    • Servizio segnalazione errori Windows. Crea dei dump useless e avidi di spazio, a casa Microsoft pensino da soli a cercare gli errori. Oltretutto analizzando alcuni dump ho scovato informazioni personali per cui…
    • Servizio Windows Media Extender. Un costante e continuo consumo di risorse.
    • Windows Defender. Disabilitando questo componente si ottiene un errore ad ogni riavvio ma non vi preoccupate, è normale. Basta un buon antivirus per sostituirlo.
  • A questo punto, opzionalmente, potete provare a scaricare i driver aggiornati per la vostra scheda video. Possiedo una nVidia e devo dire che i driver di Microsoft non sono eccezionali dal punto di vista della qualità o della retrocompatibilità .

Riavviate il computer, il problema dovrebbe essere risolto. Allo stadio attuale ho eMule, Google desktop Search, Firefox, APACHE, MySQL e Firefox e non ho problemi di sorta.

Se volete qualche informazione più tecnica credo di aver capito perchè il sistema va in palla: la colpa è di Windows Desktop Search e di Windows Defender. All’avvio del computer i due servizi sono in fase di “grazia” ovvero non sono attivi per velocizzare il caricamento (basta tracciare il consumo delle risorse con un qualsiasi tools). A sistema avviato i due entrano in azione ma lo fanno in modo non sincrono causando quell’evento già risolto in Windows 3.11: l’accesso simultaneo al files. Mettiamo il caso che devo spostare il file backup.zip da una directory ad un’altra. Succede che il trasferimento viene intercettato dal Defender che provvede ad analizzarlo ottenendo l’accesso al file ma, allo stesso tempo anche desktop search aggiorna l’indice per avere la nuova posizione. Defender intercetta nuovamente l’accesso di Desktop allo stesso file ed analizza l’operazione in un circolo vizioso. Il trasferimento avviene in “modalità atomica” e l’hard disk swappa per i continui accessi. Explorer crasha perchè non può accedere alla memoria swappata in quanto il sistema è occupato tra Defender e Desktop.

Spero di esservi stato d’aiuto.

Scopro su Repubblica Online che l’autorità per la pubblicità inglese ha bloccato una campagna antifumo, trasmessa per via televisiva, poichè questa era troppo violenta. Mi viene da chiedere se il cancro al pomone è più delicato. Se l’astienza da nicotina segue le regole del bon-ton. Vorrei sapere se una famiglia devastata dagli effetti del fumo avrebbe preferito spaventarsi una volta, davanti alla televisione, che soffrire nei nosocomi.

Ognuno è libero di morire come meglio crede, nonostante il nostro pastore tedesco possa obiettare, però se si può salvare una vita perchè non farlo con ogni mezzo?

(E’ vero, è facile lamentarsi su tutto. Però ogni tanto…)

Pensavo che l’esclusiva dei maglioni l’avesse Biagio. Stamattina ho aperto il famoso cassetto dei vestiti in disuso, cassetto che è – scientificamente provato – presente in ogni casa del mondo, ed ho trovato un maglione. Colore: marrone. Regalatomi in un grigio natale di sei anni fa. Almeno c’è una sorta di cromofilia. Una affinità intrinseca.

pict1593.JPGSubito vicino c’è il cassetto dei maglioni in uso che, per forza di cose, devo riporli in sottovuoto. Inizia a fare caldo qui! Spicca un capo color rosso accesso. Regalato a novembre del 2002 ed indossato la notte del 31 dicembre. Paure, incertezze, sfide contro sicurezza, gioia e impegno. Falsità contro verità . Bianco e nero. Marrone e rosso.

Il primo puzza di chiuso, il secondo è stato da poco lavato e conservato. Guardo quel capo con indifferenza, troppo mal ridotto per essere donato e troppo inutile per essere conservato. Occupa spazio. Spiace sapere che, fino alla fine, quel capo finirà ad inquinare: diossido di carbonio, magari anche diossina.

A volte basta saper ridere perfino di un maglione.

Non c’era che da aspettare pazientemente la fine dello spoglio per venire a conoscenza di una cosa che si sapeva ancor prima dell’inizio delle elezioni. Il problema, almeno per me, era quantificare lo stacco tra le due opposizioni malamente bipolari e vedere l’unità di misura: singoli punti o decine di punti.

Quello che mi sorprende, ancora una volta, è quel senso di autolesionismo che sodomizza noi Siciliani. Ciò che mi da da pensare, inoltre, è l’esultanza della classe politica. Si esulta per un traguardo raggiunto a fatica, con la testa vado ai recenti mondiali. Si esulta quando si raggiunge un obbiettivo raggiungibile ma a fatica, ad esempio la laurea. Ma come si può esultare alla vittoria politica in un paese che, pur essendo da una vita di centro-destra, in questa vita non ha fatto altro che promuovere mafia, violenza, ignoranza. Se la Sicilia è un paese che ha sete -di acqua, di onestà , di giustizia- la colpa è di chi ha rubato l’acqua, calpestato il diritto e violentato la giustizia. Eppure si esulta. Un pò come se un medico, guardando le analisi del paziente, esultasse dicendo “Dobbiamo essere contenti. Il suo tumore si è espanso”.

Io ho rinunciato alla politica. Non fa per me, troppo falsa. Ho rinunciato perfine a capire la politica. Ma non rinuncerò mai a voler capire le persone.

Chiariamo una cosa da subito: io non so scrivere. O perlomeno non so scrivere come è proprio fare uno scrittore. Sono troppo pigro per consultare un dizionario e alle superiori avevo un rapporto alquanto turbolento con le insegnanti di italiano. Quando vedete errori madornali, al 90% accade perchè ho sbagliato a pigiare un tasto, ma nel rimanente 10% -che non è certo una piccola percentuale- la colpa è da attribuire a me. In toto. A volte penso che non vorrei essere il correttore di bozze del mensile con il quale collaboro, altre volte penso che in redazione sono una sorta di mito, forse anche di più di quanto lo possa essere Luca Giurato.

Però riconosco di avere una fantasia che, a volte, mi spaventa. Immagino cose, situazioni, dialoghi che rimangono nella mia testa. A volte cerco di catturare queste situazioni e metterle dentro una sequenza di byte, altre volte annoto pensieri in foglietti. Spesso disegno fumetti. Però vorrei scrivere.

Tempo addietro l’ottimo Biagio (sa molto di Calapso usare l’aggettivo ‘ottimo’ prima del nome!) scriveva in un post che il suo romanzo era fermo a pagina zero. Io ho scritto qualcosa di cui però, ho perso la fantasia. Ho catturato in cento, duecento pagine la mia fantasia che poi è svanita. Lasciando morire il racconto.

Rileggendoli non sono poi lavori cattivi. Forse sono degni di pubblicazione con un qualsiasi editore sfigato, ma ho perso la scia che mi spingeva a scrivere. Jack Torrance è diventato pazzo perchè nell’hotel non ha potuto scrivere ma, per fortuna, ho altre distrazioni nella vita reale.

Adesso ho una storia che vive nei pensieri che faccio prima di addormentare. Una storia triste e tristemente reale. Tristemente e dannatamente reale. La vorrei tanto sviluppare su carta, anzi su byte, ma ho paura di iniziare per non finire mai.

Chi mi aiuta?