Archive for April, 2007
Scusatemi ma sono proprio di pessimo umore oggi. Per dirla tutta sono incazzato come non mai e, in larga parte deluso.
Deluso perchè scopro che dopo ventiquattro anni di onorato servizio ciò in cui credo viene sistematicamente sputtanato da un buon 90% di chi mi sta intorno. Senza usare troppe parafrasi e latinorum vari il 90% di chi sta intorno a me se ne fotte del sottoscritto. Esisto se e solo se servo. E vaffanculo, ciò che faccio è per me, per il mio fottutissimo senso di responsabilità verso gli altri. Perchè credo che chi si sta zitto, dopo aver avuto una fucilata, non reca danno a chi non è stato colpito. E vaffanculo se da quattro mesi non esco di casa, tanto sono comodamente seduto in un divano di pelle a guardare telefilm dalla mattina alla sera. E vaffanculo se ultimanente DEVO tirare fino all’ultimo centesimo, e inventare sempre nuovi modi per evitare di affogare nella merda che pian piano mi si accumula attorno. E vaffanculo se mi sono pure fatto male alla caviglia, cazzi miei che me ne sono andato a correre. Vaffanculo se tre quarti dei miei libri sono in giro per il mondo, tanto li ha comprati il sottoscritto.
Ma cazzo DATE ogni tanto. Non pretendete e basta.
E come sempre mi riprometto che da domani sarò un cane, che farò pagare pure il saluto, che sparerò alla croce rossa… Ma non ho mai la forza, non ho mai il coraggio di cambiare. Devo? Non devo?
Non so se appena passa cancellerò questo post, penso di no, ma casomai scompare vi chiedo scusa.
In questi giorni è finalmente nato il partito democratico. In perfetto stile Statunitense le opposizioni politiche, dopo decenni di battaglie, giungono ad avere le stesse precise idee. Cambieranno soltanto l’ordine degli aggettivi con le quali verranno enunciate nelle conferenze stampa e, in casi estremi, l’uso degli articoli determinativi. Il Ministro Di Pietro, per ovvie ragioni linguistiche, rimane fuori dal PD.
Il partito democratico è, in fin dei conti, una coppia di fatto essendo nato dalla fusione sessuale tra Fassino e Rutelli. E’ un incesto botanico dove una margherita si fonde con una quercia, nata a sua volta da un garofano raccolto dalla falce e dal martello. Il problema di questo miscelamento vegetale è che, con ogni probabilità , uscirà fuori un cetriolo che finirà nel culo degli Italiani.
C’è però una grande confusione su come dovrà essere eletto il presidente. I post comunisti optano per un seggio assegnato nelle commissioni elettorali di Bologna e di Livorno dalla durata di centocinquantatre anni, proseguendo lo stile delle primarie. Gli ex-democristiani, invece, propongono che il nome del presidente venga nominato durante il conclave Papale e, giusto per dare un tocco di modernità , suggeriscono che il più anziano membro del Partito Democratico venga bruciato vivo durante la cerimonia delle fumate nere e bianche.
Chi invece non ha capito una cippa di cosa hanno in mente i neo-democratici è pronto a giurare che litigheranno nel giro di mesi. Ed è questa eventualità che ha scatenato la fantasia di illustri firme del giornalismo italiano che, per bocca di Renato Farina, fanno sapere le eventuali ipotesi.
Ipotesi 1. Ad un anno di distanza le segreterie della Margherita e dei D.S. metteranno su You-Tube un video dove si vedranno Fassino e Rutelli dire “Siete su scherzi a parte!” e, da dietro, Romano Prodi con il pollice all’insù dire “Italia unooo”. I soldi accumulati con i finanziamenti pubblici, e privati perchè no?, al partito verranno equamente divisi al comitato organizzatore della festa dell’ Unità ed al giornale “Europa”.
Ipotesi 2. Incazzato come una belva per essere stato espulso, Oliviero Diliberto, si imbottisce di tritolo e si dirige, anzichè verso il Billionaire, nell’assemblea pubblica del Partito Democratico. Si farà saltare in aria gridando “Questa si che è democrazia!” ma il gesto rimarrà nell’ombra in quanto la stragrande maggioranza dei militanti, o degli esponenti, si troverà a Ceppalonia a festeggiare l’entrata di Mastella nelle file del nuovo soggetto politico, in cambio di una Università intitolata alla moglie, una centrare nucleare in Campania e la legalizzazione del finanziamento pubblico ai partiti. Di centro.
Ipotesi 3. Marco Tronchetti Provera darà la sua disponibilità a prendere l’incarico del presidente dichiarando che tra politica e popolo si deve trovare la comunicazione giusta. Il suo vecchio gruppo che ne ha intercettate così tante non avrà problemi.
Ipotesi 4. Berlusconi sarà presidente ad Interim di ambedue forze politiche. Le chiamerà Forze Italia.
Milazzo, ore 9:00. Seduto in un bar del porto degusto un cappuccino. Si, lo so, in questo momento la caffeina non mi giova affatto. Accanto a me c’è mia madre e ambedue abbiamo lo sguardo verso l’uscita. Vediamo il porto e le persone passare.
Passano le persone, camminano, telefonano, pensano. E chissa che cosa muove loro, cosa da la forza di fare ciò che fanno. Ad un certo punto sia io che mia madre guardiamo una coppia con due figli, un maschietto ed una femminuccia. Il primo ha delle buste in mano e scivola, arrivando per terra. Piange, come avrebbe fatto un qualsiasi ragazzino e, forse, come avrebbe fatto chiunque si fosse trovato in una situazione parimerito dissociata da ciò che è la normalità , lo stare in piedi. Il padre, uno sulla trentina, lo afferra di forza e lo fa rialzare. No, non lo fa per sincerarsi delle sue condizioni lo fa per colpirlo a sua volta con un pugno. Un pugno in testa che fa del povero ragazzino un ammasso di carne che plana sul cordolo del marciapiede. Sbatte con la testa e rimane li fermo, la madre impietrita la sorellina pure.
Dal mio tavolo, obbedendo ad una delle più forti leggi della coscienza, mi alzo e mi dirigo verso il mostro. Sento il sangue pompato lungo il corpo e, proprio come un pilota in accellerazione di gravità , tutto attorno a me si sfoca. Vedo solo quel bastardo che ha sferrato un pugno in testa al suo bambino talmente forte da farlo atterrare un metro più avanti. Qualcuno si accorge di me, forse perchè non vedendo più nulla ho dato una spallata per farmi largo tale da destar l’attenzione. Mi sento bloccato all’uscio del bar. Sento mia madre che mi tiene per il braccio e quel porco che guardandomi raccoglie le carte. Il bambino è abbracciato alla madre, piange. La sorellina non si è mossa di un centimetro e fissa il punto ove, soltanto pochi secondi prima, giaceva il bambino.
Il sangue smette di martellarmi il cervello. Attorno a me c’è un gruppo di persone che mi guardano non capendo, loro non avevano visto nulla. Spiego farfugliando cosa era accaduto solo dieci secondi prima, indico quella belva che nel frattempo se ne sta andando via. Scompare nel marasma dei turisti che, di sabato, si imbarcano per le Isole Eolie.
Adesso, dopo oltre un’ora mi pento di non aver picchiato a sangue quell’orco. Mi pento di non averci provato, almeno per non sentire questo rimorso cane dentro di me che mi addita come co-colpevole dell’avvenimento.
http://www.gilliananderson.ws/news/index.shtml#newsitemEEZyZuFylFSfflGIyt
EVVVVVAAAAAAAAAIIIIIIIIIIII!!!
In questi ultimi giorni ho assistito ad un comportamento della classe politica, dei simpatizzanti, degli iscritti a questo o quel partito, che definire indegno non rende a sufficienza l’idea. Gino Strada, il chirurgo di guerra che veste i colori della pace, è finito sul tiro incrociato dei simpatizzanti del centrodestra e, con un pò di distinguo, del centro.
Chi è Gino Strada? E’ un chirurgo, una persona laureata in medicina, che qui in Italia avrebbe una montagna di soldi esercitando la professione. Invece lavora dove c’è bisogno.
Chi è Gino Strada? E’ un chirurgo, una persona che qui in Italia avrebbe il suo studio privato pur avendo lavoro in un ospedale pubblico. Invece non ha compiti facoltosi.
Chi è Gino Strada? E’ un chirurgo. Uno di quelli che qui che nello studio privato, qui in Italia, lascerebbe il compito di visitare i malati all’assistente. Invece lui è sempre con il camice a certificare di persona lo stato di salute dei propri pazienti.
Chi è Gino Strada? E’ un chirurgo. Uno di quelli che qui in Italia avrebbe dichiarato redditi pari a quelli di un operaio metalmeccanico omettendo di fatturare le proprie prestazioni ma chiedendo al paziente di turno di lasciare la mancia obbligatoria alla segretaria. Invece lavora per gli altri.
Chi è Gino Strada? E’ un chirurgo. Uno di quelli che qui in Italia entrerebbe in combutta con una casa farmaceutica per avere qualche fuoristrada in cambio di pochi chili di principio attivo venduto. Invece, nonostante il lavoro che svolge, non ha a disposizione molti farmaci.
Chi è Gino Strada? E’ un chirurgo. Uno di quelli che qui in Italia pianificherebbe di persona il ricovero del potente di turno, preferendolo al poveraccio straccione. Invece lui cura quasi sempre i poveracci.
Forse è per questo che, in modo infame, gli Italiani lo disprezzano: chi gliel’ha fatta fare?Â
Vi presento un mio nuovo progetto: JustStored
L’ho programmato in una notte da crocerossino, se avete necessità di inviare qualche files potete usare l’invio online di files, se vi serve inviare qualche script o porzione di codice, invece, c’è l’online code beautifier.
(Niente cose illegi però!)