Il direttore de “Il Foglio” ha rosicato parecchio a causa dell’affare Sircana. Dopo la pubblicazione delle foto che ritraggono l’immorale atteggiamento del portavoce Divino in atto di scrutare un transessuale, Giuliano Ferrara ha deciso che anche il suo giornale avrebbe dovuto avere uno scoop. Ma uno scoop di quelli così grossi da far strappare i capelli perfino a Sandro Bondi.

Nella mattinata di ieri s’è recato presso una nota agenzia investigativa romana, la “Heineken’s” di proprietà di un noto alcolista danese e ha chiesto l’apparecchiatura necessaria per potersi improvvisare paparazzo. La scelta su strumenti sofisticati ed ultraminiaturizzati è subito caduta in quanto, con poco sforzo, è stato possibile celare dentro la pancia di Ferrara due operatori televisivi, tre telecamere con zoom 40X e una sala di regia, con tanto di supervisore. Uscendo dall’agenzia “Heineken’s”, Giuliano Ferrara, ha resistito non poco alla tentazione di digerire gli operatori e liberarsi con un sano rutto.

La scelta del soggetto da mettere alla gogna è stata ben ponderata in quanto era necessario trovare una nota figura, sulla bocca di tutti, dalla cui vita personale non sono mai fuoriuscite storie di scandali, di party con droga e di relazioni extraconiugali. Azzerata in un istante tutta la rosa dell’ Inter. Passeggiando lungo le vie di Roma, il Direttore, ha avuto la sua illuminazione: Marco Travaglio. Chi meglio di lui, con quella odiosa aria da inquisitore, con quel viso da Guglielmo da Baskerville e con la totale conoscenza di tutte le sentenze pronunciate dai tribunali italiani a partire dalla recente condanna del figlio del nipote del suocero del genero del cognato del fratello dell’amico di Silvio Berlusconi per arrivare alla primissima sentenza emanata dal giudice monocratico, ovvero quello riguardante il furto della famosa mela ad opera di Adamo ed Eva. Pare, a tal proposito, che l’avvocato della difesa fu proprio Taormina.

“Si, ma se il Travaglio non è mai stato oggetto di scandali si vede che conduce una vita totalmente normale”, fu l’obiezione di un cameraman impiegato ad ammazzare il tempo con una partita di golf sulle classiche diciotto buche. L’idea del Travaglio fu scartata.

Se incontrate Giuliano Ferrare più grosso che mai, almeno, sapete il motivo.