Fri 2 Feb 2007
Dura lex, sed lex
Posted by fabrizio under Politica
Ieri leggevo su “Magazine”, allegato del Corsera, l’opinione di Panebianco riguardo ad una tra le cose buone che il precedente governo aveva fatto, cancellata dall’attuale maggioranza: l’inappellabilità dell’assoluzione in primo grado. In sintesi egli sostiene che i tre gradi devono andare “a favore dell’imputato il quale una volta riconosciuto innocente in primo grado non è più esposto alla gogna mediatica, o ai disagi economici che altri due stadi della giustizia comportano”.
Immaginiamo che io sono imputato di un illecito, la cui valenza si ascrive nel penale. Un tribunale mi giudica ed io chiamo un illustre avvocato, un fittizio Caprella, per difendermi. Caprella mi difende molto bene e alla fine le richieste dei PM non vengono esaudite: sono innocente. Con l’inappellabilità dell’assoluzione il processo finisce li, sono a tutti gli effetti innocente vuoi perchè il fatto non sussiste, vuoi perchè non ho commesso il fatto, vuoi qualsiasi altra cosa.
Immaginiamo che l’inappellabilità viene cancellata. Il PM si rivolge alla Corte d’Appello la quale istanzia un nuovo processo. In questo processo emergono delle fonti che inequivocabilmente tracciano la mia colpevolezza. Ad esempio un teste mi ha visto consegnare contanti al signor Rossi, una verifica bancaria incrociata vede degli assegni versati nel conto dello stesso Rossi. Il giudizio, a seguito delle nuove fonti, è ribaltato: sono colpevole. Per cui giustizia è fatta..
February 2nd, 2007 at 1:40 pm
Il problema è far capire alla gente che i tre gradi di giudizio non servono solo a tutelare l’imputato da eventuali errori giudiziari, ma anche ad agire in nome della giustizia e a contribuire al progresso del diritto…
Lo scopo della Corte d’Appello non è solo quello di ribaltare le sentenze, ma anche quello di accertare nel miglior modo possibile lo svolgimento dei fatti contestati e le eventuali responsabilità penali o civili. Quello della Corte di Cassazione, poi, è ancora più nobile, perché questa non solo si occupa di sanzionare eventuali vizi dal punto di vista del diritto ai danni del condannato, ma anche di fornire insostituibili pronunce che aiutano a disambiguare il contenuto delle norme e a dare, pertanto, ad esse l’interpretazione più corretta.
Purtroppo, però, pochi si rendono conto di quanto i processi non siano mai eventi che interessano solo il singolo coinvolto in essi (in qualità di parte lesa o di accusato), bensì momenti importantissimi per lo sviluppo e l’interpretazione del diritto, cosa che comporta delle ripercussioni nella vita di ciascun cittadino di uno Stato.
February 2nd, 2007 at 2:05 pm
Seguo Panebianco e per ovvi motivi non condivido quasi nulla di ciò che scrive. Ma sono convinto che bisogna pensare più di una volta prima di dire che se hai avuto l’assoluzione in primo grado bene… l’hai scampata. Tranne Berlusconi, ovviamente lui pensa che i processi non dovrebbero neppure esistere.