Archive for February, 2007
Dopo ballarò di stasera ho un nuovo idolo politico.
Michela Vittoria Brambilla.
Michela.
Vittoria.
Brambilla.
Suona pure bene… E poi diciamocelo, è intelligggente, spicccata, spigliatta, berlusconiana quanto basta. Stasera era ospite a Ballarò con il prete… Come si chiama quello lì? Bondi, si, Sandro Bondi. Erano culo e camicia a demolire il povero Bersani. Comunistaccio incallito… E poi Michela e Sandro sono sempre stati amici. E’ prova una sua dichiarazione rilasciata in una intervista a Claudio Sabelli Fioretti:
MVB: «Non mi sono mai interessata tanto di politica. Ho votato anche scheda bianca. Rifletto quello che sono i giovani di oggi».
CSF: L’adulazione. Ne vedi molta in giro?
MVB: «I salotti televisivi sono delle specie di corti di Versailles piene di adulatori».
CSF: Vogliamo fare dei nomi?
MVB: «Dicono Fede, Bondi. Ma loro vanno al di là dell’adulazione. L’adulatore non crede in quello che fa. Loro ci credono e quindi sono degni di stima»
Michela, Vittoria, Brambilla
Bonini e D’Avanzo, dopo aver fatto i bagagli per andare a farsi giudicare dal tribunale di Baghdad (si veda il mio post precedente) sono venuti in possesso di un documento contenente i nomi dei nuovi ministri del governo Prodi. Pare che il solito Fabrizio Gatti, che dopo essersi finto naugrago, clandestino ed uomo delle pulizie dell’ Ospedale abbia vissuto una settimana da detenuto nel carcere di Regina Coeli e alla sua uscita gli sia stata consegnata la tessera di Senatore di Forza Italia, con la quale ha avuto accesso per sette giorni ai rami legislativi dell’ Italia. Non è ancora chiaro se per la settimana da infiltrato al Senato avrà diritto alla pensione a vita da Senatore.
In esclusiva ecco i nomi:
Ministro della difesa Cesare Previti, pare che in ogni suo processo difenda davvero bene.
Ministro degli animali Barbara Pollastrini, col nome che si ritrova…
Ministro degli interni Vladimir Luxuria, visto che ogni tanto le piace entrare senza fare troppa dietrologia.
Ministro degli esteri Andrea Camilleri, fuma come un turco… chi meglio di lui?
Ministro dei rapporti col parlamento Stefania Prestigiacomo, si vocifera che un rapporto con un attuale parlamentare lo abbia avuto.
Ministro delle nascite Marco Travaglio, per andare sul sicuro.
Ministero dei rapporti con il Vaticano Vladimir Luxuria (ad interim), per la serie non è peccato se nessuno lo sa
Ministro del Tesoro Silvio Berlusconi, mezza Italia è già sua, vuoi che non ci sia qualcosa del demanio?
Ministro dell’agricoltura Rocco Siffredi, visto che è bravo a coltivare e scegliere le patatine.
Ministro della cultura Rocco Siffredi (ad interim), mossa quantomai azzeccata per rilanciare l’agricoltura.
Ministro delle pari opportunità Massimo D’Alema, i senatori che hanno avuto l’opportunità di mandare a puttane il governo intero erano in numero pari.
In più verranno creati i “ministri senza portafogli” nel senso che hanno l’obbligo di presentarsi in aula soltanto con la borsa luccicosa ed appariscente, pare che Vladimir Luxuria sia stata molto ferma su questo punto.
Ieri è stata una giornata storica della verità . La verità che, come un gas, viene compressa, occultata, violentata ma alla fine esplode. Ieri sono stati tanti i redattori impegnati a battere per filo e per segno la sconcertante indagine del tribunale di Milano, i cui dettagli sono stati tenuti segreti per anni e rivelati ad un giornalista della Settimana Enigmistica da una fonte anonima che vuole rimanere tale almeno fino a quando non le sarà garantito un contratto bienalle come ospite, cronista, opinionista, caso umano a “Porta a Porta”. La fonte, fa sapere, di essere anche interessata al nuovo format di Michele Mirabella chiamato “Asporta Asporta” dedicato interamente alla pulizia interna di ogni tipo di schifezza patologica correlabile ad organi quali fegato, budella e prostata. Ieri la verità è esplosa come un uovo dentro ad un microonde messo a 900W per due minuti.
Pare che il PM Ida Boccassini, con una operazione coadiuvata da Herny John Woodcock (HJ cazzo di legno, per i pochi intimi) ha indagato per oltre dieci anni al caso Prodi-KGB ancor prima che il fascicolo Mitrokhin fosse redatto dal’omonimo papà in una sera dalle forti tendenze alcoliche. Il tribunale di Milano è stato accerchiato da giornalisti, troupe televisive, e vigili urbani che grazie al passa parola sono venuti a conoscenza dell’ avvenimento del millennio. Sembra che anche i curiosi presenzialisti del tribunale di Torino pro-Franzoni abbiano raggiunto Milano in men che non si dica scontrandosi con gli attivisti colpevolisti del caso di Cogne, la rissa è stata sedata soltanto dopo che i fan della Lecciso hanno dato il buon esempio facendo pace con i fan di Albano, a tal proposito la stretta di mano tra Michele Cucuzza e la stessa Lecciso è stata determinante. Dopo poche ore la questura ha diramato un comunicato ufficiale: “Sono 20.000 le persone presenti attorno al tribunale” subito contestato dai Comitati di Redazione che forti di cifre differenti, pari a dieci volte rispetto a quanto detto della Questura, hanno attaccato simbolicamente un gabiotto dei vigili urbani in un incrocio vicino al tribunale. Il direttore del TG3, Di Bella, è stato avvistato mentre cercava di diffondere false informazioni che avrebbero avuto il fine di mettere la convinzione comune che non era Prodi ad essere in mezzo alla questione ma un tale che si fa chiamare Prody, ovvero un culattone di Reggio Emilia amico intimo di Vladimir Luxuria.
Alle 19:00, quando già i fari illuminavano la zona del tribunale, il PM Ida Boccassini esce a razzo ma viene intercettata dai giornalisti. Risponde loro con una dichiarazione chock:
“Mi chiamo Ilda, non Ida. Cazzo la L mettetela”
Ma cos’è successo in questi dieci anni di offuscamenti della verità ? Pare che nel 1973 i servizi segreti statunitensi impegnati a trombarsi le belle ragazze di mezza Europa abbiano intercettato un sacco di concime proveniente da Mosca la cui destinazione era l’Università di Bologna. Sul sacco una sinistra scritta: “Per il nostro coltivato”. Doveva essere per forza contrabbando di qualcosa. Le spie sono rimaste di stucco quando hanno visto chi prendeva il pacco: Sircana. Con un giro di intercettazioni degno della fiction Carabinieri i James Bond hanno scoperto un carteggio tra Romano Prodi e il KGB, probabilmente ripagato a suon di Rubli e fingendosi postini del corrieri “Moskow airtransport” abbiano doppiato una audiocassetta. La paura dello spionaggio però non è stata confermata in quanto l’audio della cassetta era criptato.
Per dovere di amicizia, e per profondo rispetto del territorio Italiano gli statunitensi hanno consegnato il tutto alla magistratura convinti che avrebbe potuto fare quanto meglio possibile per incriminare Prody… pardon Prodi. Il problema, però, era nella cifratura altamente complessa del supporto magnetico che, di fatto, rendeva inutilizzabile quella prova. Il tribunale, rifacendosi al Concordato, ha consegnato il nastro all’intelligence vaticana e, come ricorda Pollari, “Nel 1999 ci rispose un cardinale, dall’accento tedesco, che ci riferì «Noi vnon averve potuto riscontrate nullen qva. Attrezzati pvene per decifvrare quanto detten in confessionalen ma nostri comvputa non funzionaten. Heil»”.
Nel 2007, invece, accade l’inspiegabile. Per poter preservare il supporto (al tribunale di Milano spariscono spesso gli atti) un impiegato ha doppiato la cassetta schiacciando per sbaglio il tasto “Double Speed”. La voce di Prodi che spifferava i segreti dell’ Italia ai Russi si è sentita chiaramente. Quella trasmissione cifrata, in realtà , era la vera voce del mortadella: “Nooooooiiiiiii, siiiiaaaaammmmoooooo peeeerrrrrrr uuuuunn ppaaarrttiiiiiiiitttooo [... ... ... ... ]”
Immediate le reazioni del mondo politico. Napolitano si è prontamente dimesso e ha nominato come successore una figura di indiscutibile alto profilo Istituzionale: Paolo Guzzanti. Quest’ultimo dichiara “Ora vediamo se Daniele Luttazzi dirà che su Panorama scrivo lerce puttanate”. Sdegno di Berlusconi che attacca la legge “criminosa” che garantisce l’ immunità alle alte cariche istituzionali “Frutto di una mente perversa e deviata” per usare le sue parole. Gioia tra l’UDEUR che, per bocca di Mastella, pensa di poter di nuovo voltare la gabbana. Sconforto nelle file del quotidiano “La Repubblica”: Bonini e D’avanzo saranno processati dal tribunale militare di Baghdad” mentre Ezio Mauro, direttore, assicura che per un mese chi comprerà Repubblica troverà in allegato “Il Giornale”
A me gli amici comunisti devono spiegare una cosa. Una semplice cosa: se davvero hanno nel loro DNA l’idiozia oppure è frutto di un piano che io, da cretino quale sono, non comprendo. Fin dai tempi delle superiori mi son chiesto chi diavolo fossero questi irriducibili dagli ideali di ferro. Ideali piantati centocinquanta anni fa, coltivati e mai fioriti.
A me gli amici comunisti devono spiegare una cosa. Un’ altra, se mi è concesso. Capiscono lorsignori di essere nel 2007? O forse biecamente si tengono stretti parole della nomenklatura pseudomoderna? Magari con “Compagno la rivoluzione è del proletariato per garantire un salario al popolo” si identificano covalentemente in una zona che altrimenti non potrebbe mai esistere? Che siano questi lugubri giochi di parole l’unico appiglio che, ripeto, lorsignori possiedono?
Siamo nel 2007, e dal 1989 sono passati quasi venti anni. E’ impensabile, oltre che malamente omicida ed autolesionista, pensare di poter ragionare in termini passati. Le ere si evolvono, le cose cambiano, mutano i problemi e si affrontano con diverse ottiche. Causa, effetto. Modificando la causa, mancando cioè la base, deve modificarsi l’effetto, ovvero la risposta da dare per risolvere una delle questioni, a caso, presa dall’ insieme politica-nazione-umanità -diritti. Parlano ancora di salari, lorsignori? Orbene è d’obbligo ricordare che per forza di cose il capitale è una cosa che è diventata intima al “popolo”. E’ impensabile cercare di risolvere le questioni ponendo metodologie di cinquanta anni fa. E’ come se in sala operatoria non si usasse l’anestesia, solo perchè il medico si rifà agli insegnamenti del nonno.
Ipocrisia. Forse è soltanto ipocrisia. O forse la disonestà intellettuale di chi sapendo di blaterare cumuli di cazzate non ha alcun modo di mostrarle in pubblico. In una piazza, in una casa, in un parlamento. Di comunisti che vestono nike ne ho fin sopra le scatole. Di irriducibili stalinisti che vanno al Mc Donalds ne conosco a decine. Di anarchici che vanno a votare pure. Di parlamentari che affossano un governo pur sapendo che questo vuol dire consegnare al nemico l’ Italia tanto amata, la patria, ne abbiamo fin sopra i capelli.
E per favore non venite a dirmi che hanno fatto bene i due geni a mandare giù il governo. No, cari amici, io non voglio gli yankees nella mia terra, non voglio nemmeno apporto militare in Afghanistan. Se dovessi, però, scegliere tra i due mali – dicendo tra l’altro una banalità – sceglierei il minore. Perchè tra il rifinanziamento in Afghanistan e il nano amico dei Bush che non fa mistero di leccare chi potere ha scelgo il primo. Tra una missione e dieci missioni ne scelgo una. No, non è onestà morale. E’ idiozia.
E’ fare il gioco del nemico. E’ votare Berlusconi. E’ non avere a cuore il paese. Abbiamo avuto cinque anni di disastri, di rincari, di lobotomizzazioni di intere classi sociali. Di leggi schifezza, di soprusi, di calci alla Giustizia. E questi due cosa fanno? Dicono “Io ho a cuore i miei ideali”. Ma ideali di che? Di che ideali si parla? Della tua sporca verginità politica? Tienitela per te, non la portare in una coalizione visto che non puoi, non sei capace, non riesci a stare in una coalizione.
Io, con la mia coscienza, non mi sentirei a posto. Lorsignori, con la loro, non so. Sta di fatto che sempre più mi convinco che chi si definisce comunista irriducibile, che è diverso da esserlo per ideale, è una razza politica destinata a destabilizzare e tende prepotentemente verso la minoranza. Senza aver cura del Paese.
Chino sulla scrivania stavo scrivendo le solite formule chimiche. Il processo è razionale è logico, oltre che intellettualmente onesto: comprendi una cosa e ti verrà automatico riprodurla “step-by-step”. Il rischio della ricorsività , però, sta nel fatto che la testa devia verso pensieri che poco hanno a che fare con l’argomento che dovrebbe tenere occupato il cervello. Così inizio a pensare. “Dio solo sa a che cosa” direbbe un credente. Al posto dei carboni inizio a scarabocchiare qualcosa mentre le idee sembrano concentrarsi, sfocandosi, nel famoso punto da fissare in caso di sovrappensiero. Scarabocchi su scarabocchi, ecco cosa scrivo.
Ad un certo punto guardo il foglio e vedo uno strano disegno. Una firma o, meglio ancora, una sigla. Smetto di pensare e mi soffermo su quella strana creatura che è stata riportata talmente tante volte da aver riempito un foglio. Dopo un po’ mi viene in mente cosa è quello scarabocchio: la firma di una professoressa delle scuole medie. Come un fulmine ricordo tutto: ero in prima media e capitavo con la professoressa più stronza che l’intero corpo docenti mondiale potesse mai avuto avere. Grida ed insulti erano all’ordine del giorno oltre che sigarette fumate dentro l’aula. Questa signora, però, aveva un pregio: lasciava svolgere i compiti per casa in un tempo non eccessivamente corto.
“La mia materia è minore rispetto ai colleghi di Italiano e Matematica per cui vi lascio questo compito da fare, quando avete completato me lo fate vedere, lo correggo, lo firmo e ve lo tenete nello zaino fino a quando tutta la classe non ha finito. Poi li consegnate. Lo faccio tenere a voi così imparate a responsabilizzarvi, a tenere care le vostre cose.”
Quindi succedeva che tizio finiva il compito, il primo momento utile lo faceva correggere alla professoressa la quale lo firmava e lo riconsegnava. Quando tutta la classe aveva consegnato i compiti venivano dati alla professoressa la quale li registrava nel “Diario di Classe”.
Sono sempre stato attento a scrutare le persone in ciò che fanno, specialmente se estranee. Quando installo un programma nel mio computer la prima cosa che controllo non è se questo funziona, o se fa ciò che promette di fare, ma cerco il modo per metterlo in crisi. Togliere le protezioni, vedere i bug, capire come “ragiona” e dove “ha sbagliato” il programmatore è una esperienza per me unica. Ho applicato il reverse-engineering anche per la professoressa in questione scrutando minuziosamente le operazioni che faceva in fase di acquisizione, correzione, e registrazione dei più svariati compiti.
Ero in prima media quando, un giorno piovoso e molto buio (la scuola media l’ho fatta di pomeriggio). Dovevo essere interrogato ma l’ora era finita così la professoressa mi porta nella classe terza. Terza A, per la precisione, al piano di sopra. Volti nuovi, di preadolescenti che iniziano la via del bullismo. Mentre parlo lei apre la sua borsa, che adesso definirei da “puttana” in quanto grigia con contorni dorati, ornata di un piumino che sembrava una decorazione dell’albero di Natale. Esce dei fogli, sono i compiti dei miei compagni di classe e li corregge. La sua testa è inclinata per permettere agli occhi di bypassare gli occhiali ed ogni tanto sbuffa marcando un periodo con un segno rosso. Alla fine tutti i compiti sono stati corretti e, in quanto ripiegati a metà , firmati nella parte che altro non è che la prima colonna del quarto foglio.
“Bene Fabrizio. B+, ho visto che ti distraevi facilmente. Forse non hai studiato bene bene.”. Disse, accendendosi una sigaretta, che potevo andare in classe e se gli facevo la gentilezza di dare a D.B Beatrice, C. Giuseppina, e Silvia S.C. i loro compiti. Presi quei compiti e nel corridoio che dava alle scale pensavo al fatto che lei dopo aver siglato i compiti non li ricontrollava. Se fossi riuscito ad imitare la firma avrei potuto commettere il mio primo falso in atto pubblico. In realtà non ne avevo bisogno ma pensavo di fare una cosa giusta punendo quella stronza, potevo aiutare qualche compagno e qualche compagna per guadagnare un pò di rispetto. Non ne feci parola con nessuno e con una scusa mi feci prestare da Silvia S.C il suo compito, che era già stato siglato. Quella sera provai cento ed una volta a fare quella firma che, alla fine riuscì perfetta, il giorno dopo per ringraziarla del compito le proposi la mia idea.
“Si, ma diciamolo anche ad Elena L. e Daniela P., mi rispose”
“Va bene – risposi – ora parlo con Nino F., Santino C, Lucio C. e vediamo cosa ne pensano”
Quella firma che tredici anni fa rappresentò la via di salvezza per un gruppetto della classe l’ho rifatta oggi, sul foglio che all’inizio era destinato alla chimica.
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In questi ultimi giorni abbiamo parlato molto del regalo che ci scambieremo il 14 di febbraio che, per inciso, è la festa più consumistica del mondo occidentale. Ma è anche la data in cui abbiamo iniziato la nostra Storia per cui festeggiare questo avvenimento non è del tutto male.
Il regalo più grande che tu mi puoi fare, il più bello ed il più utile, me l’hai consegnato quella notte. Ricordi come tremavo? E non era soltanto freddo.
Un regalo al quale non posso contraccambiare se non con un “grazie!”
Come ho fatto a non pensarci prima?
Come ho fatto a non pensarci prima
?
Cold Storage - Body in motion
Cold
Storage -
Tantative
The Prodigy – FiReStArTeR
Come ho fatto a non pensarci PRIMA?
aim a firestarta’
I’m a firestarter
!!! Kernel panic !!!
!!! Kerna’ pank !!!
Ne ho sentite di dichiarazioni in questi giorni rispetto a quanto è successo a Catania due giorni addietro. Ho sentito una indegna interpretazione del problema dello spiritato Sandro Piccinini secondo il quale “Non è necessario sospendere il campionato”. Grazie tante caro Piccinini il tuo padrone come farebbe senza il campionato? La sera del fatto tutte le testate citavano “Morto per nulla: stop a tempo indeterminato al calcio”, adesso già si parla di solo due giornate che, forse, manco ci saranno. Come fa la Nike, l’Adidas senza calcio? Alla fine è quasi meglio fare uno stop significativo, il minuto di raccoglimento potrebbe essere anche eccessivo.
Il mondo del calcio è malato. Banalità che tutti sanno, che tutti dicono ma che nessuno consapevolizza. Ma qui, cari miei, si parla di soldi, di imperialismo mediatico per cui fanculo se ci scappa il mondo. Facciamo due giorni di pentimento e profonda analisi e via di nuovo a macinare soldi.
Sento adesso, a “Quelli che il calcio”, che ciò che è successo a Catania poteva succedere in ogni altra parte: cazzate. Era il 2004, mi trovavo a Milano il giorno del derby. L’atmosfera era tesa e mi trovavo al San Siro non per guardare l’incontro ma solo per vedere lo stadio da fuori. Polizia spiegata dappertutto, ma clima non da guerriglia. Alla fine sentivo troppo freddo ed ho acquistato una sciarpa da un negozietto, una sciarpa del Milan. Ho girato dalle 18:30 alle 21:00 con questa sciarpa senza aver alcun problema. Un solo gruppetto di ragazzi mi ha detto “Meglio l’Inter…” sorridendo. Il mese scorso ero a Reggio Calabria, alla stazione. Incontro una persona del mio paese che aspetta il vagone con sua figlia dentro. Il treno ha due ore di ritardo perchè i tifosi, palermitani o catanesi (non ricordo), hanno sfasciato mezzo mondo. Un mio amico tempo fa ha visto un Messina-Reggina, ed alla fine dell’incontro si avviava verso casa. Paradossalmente dei messinesi, ipotizza lui, lo hanno affiancato con la macchina e hanno colpito la sua vettura con una trave di acciaio. Risultato: vetro distrutto, fiancata distrutta, viso sfregiato.
E’ paradossale che l’unica cosa sensata di questi giorni l’ho sentita da Max Giusti, un comico. Che in modo molto schietto dice “dietro a venti-trentamila tifosi girano venti-trentamila voti. Aizzare un sedicenne è semplicissimo e, in questo modo, lo fai crescere. Propaganda. Venti-trentimila biglieti di trasferta sono soldi che si spostano”.
E’ altrettanto paradossale, riportando e commentando quanto detto da Pippo Baudo intervenuto anch’egli a “Quelli che il calcio”, che il papa la cui figura mi frastaglia i coglioni pretendendo di obbligarmi a fare questo, a non fare quello, che pare non farsi mai i sacroSanti cazzi suoi non spende una parola per lodare una anima di Dio passata a miglior vita. Per colpa di uno stronzo, di uno stronzo che controlla un gruppo di stronzi o di un gruppo di stronzi.
