Archive for January 16th, 2007

Ieri nello stretto di Messina è avvenuto un incidente tra una nave cargo ed una nave di linea la quale ha avuto le peggiori conseguenze. Sono morte quattro persone sebbene il bilancio rimane incerto a causa di diversi feriti gravi che, nel momento in cui scrivo, lottano tra la vita e la morte. La navigazione è soggetta a precise regole di comportamento per cui se vi è stato errore umano saranno le competenti autorità a stabilirlo. L’errore politico, invece, è già stato ben individuato e i colpevoli morali di questa sciagura sono stati i politici, ed i loro sostenitori, contrari al ponte sullo stretto. Speculare sulle vite umane è sempre un ottimo cavallo di battaglia e la sensazione che tale via politica verrà adottata, stamattina, è diventata realtà .

Su Radio Italia una voce, probabilmente il conduttore, ammonisce tutti coloro che hanno detto di no al ponte consigliando loro un esame di coscienza. Leggo una dichiarazione, che non ho avuto modo di confermare, del sindaco ex Missino di Reggio Calabria, dottor Giuseppe Scopellitti, per il quale “E’ arrivato il momento di ragionare sulla riorganizzazione del traffico navale dello Stretto”. Non bisogna essere troppo attenti a leggere tra le righe per comprendere che si parla di ponte.

Ma la costruzione del ponte avrebbe davvero potuto evitare questo incidente? La risposta è, a mio avviso, negativa in quanto è impensabile che persone che non hanno mai visto né Messina né Reggio Calabria, e la conoscono solo per il “Sentito dire politico”, possano sentenziare sul traffico marittimo dello stretto. Se quello che tra Scilla e Cariddi viene definito traffico intenso ciò che avviene a Genova come potrebbe essere definito?

Mi lasciano, invece, riflettere le puntuali accuse di questo o quel politico contro chi dice no ad un opera irrealizzabile per la quale la Mafia sembra avere già interesse. Un’ opera che ha già nel preventivo decine di morti per la sua costruzione, vite perdute per le quali non c’è stato alcun esame di coscienza. Un’ opera costosa e logisticamente suicida.

Mi lasciano riflettere coloro che chiedono esami di coscienza per i quattro morti ma sembrano non vedere le migliaia di persone che perdono la vita a causa dell’inaccettabile condizione della rete stradale ed autostradale. Eppure ogni anno muoiono migliaia di persone tra le lamiere delle loro autovetture. Altrettante ne muoiono investite,
Le vite sacrificate per la causa politica valgono più delle vite che non hanno attinenze politiche?