Archive for January, 2007

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Se c’è una cosa, soltanto una, che amo ricordare della mia preadolescenza e dell’adolescenza è una serie televisiva andata in onda, in Italia, dal 1994 al 2003. E’ una produzione Americana, girata in tale continente, che nonostante tutto pone importanti domande su cosa è realmente l’ America. Tali riflessioni vengono celate tra le tante trame della serie, in puro stile sci-fiction, con un cast sconosciuto ma estremamente valevole.

Ho appena finito di guardare l’ultima puntata, l’ultimo DVD dei nove cofanetti acquistati nel corso di quasi cinque anni con molti sacrifici. Vidi quella puntata nel lontano 2003 nel pieno di una crisi interiore. Per un maledetto scherzo dei geni se chiudo gli occhi ricordo ancora quella sera. Il videoregistratore Daewoo appena comprato, la plastica tolta dalla cassetta VHS, la coca-cola sul tavolo. Il mio mondo, per quella sera, fu confinato in quella stanza con un televisore ed un videoregistratore. Sapevo che il mondo vero, quello che c’era ad un palmo fuori dalle finestre mi avrebbe fatto a pezzi nel giro di niente ma non ci pensavo. E poi come tenere a bada quella curiosità di conoscere come sarebbe andata a finire? Di cercare di smembrare la mia vita alla ricerca di una verità proprio come stava facendo in quei minuti il protagonista della serie.

Per me gli X-Files sono stati più che un appuntamento. Il giovedì sera eravamo in piazza, al bar, o in qualunque altro posto ed io liquidavo tutti dicendo “Vado a registrare X-Files”. Ho tutte le VHS e tutti i DVD maniacalmente collezionati e tenuti in modo così geloso da dar lavoro ad uno psicologo. Quello degli x-files era il mio spazio privato in periodi del resto troppo eterogenei tra loro. L’odore della cassetta nuova mi indicava che iniziava quel piccolo periodo, di quaranta od ottanta minuti, di clausura durante il quale pensavo solo a me e non me ne fregava nulla di ciò che mi era successo, mi stava succedendo o mi sarebbe successo. Seduto su quella poltrona, chiudevo la luce, e con il telecomando tagliavo via la pubblicità . Riuscivo a non pensare ad altro.

Nove DVD per quasi 135 ore di puntate. Ognuna più bella dell’altra. Episodi che mi rimarranno per sempre nel cuore come “Tempus Fugit”, “Excelsi Dei”, “Area 51″,” Audrey Pauley”,”The field where I die”,”Fallen Angels”,”Syncrony”,”Unruhe” sono pochi titoli rispetto ai meravigliosi che Chris Carter e il resto dello staff hanno prodotto.

Fox Mulder, Dana Scully, Dogget, Reyes, i pistoleri solitari, l’uomo che fuma, mister X sono parte dei fantastici personaggi che hanno reso un mito questa serie televisiva.

The X-Files.

L’ultimo commento di Biagio mi ha ricordato alcuni post precedenti. Contrariamente a quanto si può pensare io stimo il senatore Guzzanti e penso che tra le file di Forza Italia sia uno tra le vere persone perbene. Quando dalle pagine de “Il Giornale” scrisse al Presidente Berlusconi dicendo che conveniva (a Forza Italia) non apparire come un partito moderato che fa opposizione costruttiva ma come un partito battagliero che politicamente va a distruggere, mi trovavo, in valore assoluto, totalmente d’accordo. Disse una banalità una di quelle cose che dovrebbero essere scontate ma, in politica, non sono mai così ed, infatti, fu ignorato. Secondo la mia personale opinione la commissione che presiede non dovrebbe aver modo di esistere, non nascondo che penso sia uno spreco di risorse, ma probabilmente all’ inizio c’era chi sperava in un boom mediatico della Mitrokhin che, come è possibile vedere, non ci fu mai. Nemmeno “Il Giornale” parla più di Prodi, KGB e coinvolgimenti vari se non qualche piccolo fondo o, al limite, un editoriale al mese dello stesso Guzzanti.

Il fatto è che il Senatore dovrebbe fermarsi un attimo e pensare che quella della “Rivoluzione Italiana” è una cosa che non sta né in cielo né in terra. A partire dai quaranta punti del manifesto che di sicuro sono ironici, uno fa più o meno: “per alcuni reati non pena di morte ma buttare la chiave e dimenticarsi il colpevole nella prigione”. Capisco che i suoi colleghi di opposizione lo hanno scaricato con il fardello di dover dimostrare all’opinione pubblicai i meriti della commissione che presiede ma per certe cose agire di pancia anziché di ragione può essere più dannoso che altro. Vi immaginate quante probabilità ci sono di creare una corrente interna a Forza Italia? Nei DS si può avere una corrente filo-Mussi, filo-Fassino, filo-D’Alema, filo-Veltroni soltanto perchè non c’è coesione né in loro né nell’intera Unione. Ma in Forza Italia cosa mai potrà pensare Silvio di colui che tenta di staccarsi?
Da un lato è da ammirare perchè è forse l’unico uomo politico Italiano che dialoga con l’elettorato, e si scontra come è giusto che sia con coloro che non la pensano come lui, nella ovvia possibilità che ci siano dietro delle persone incaricate a fare tale lavoro. Ma questo non cambia il discorso, la firma è sempre sua. Dall’altro si dimostra quasi patetico con questa o quella scoperta o rivelazione che dovrà cambiare il mondo. Non ultima la querela a “L’ Unità ” per un articolo di Travaglio ed un editoriale dell’ex direttore Furio Colombo. Articoli che, secondo me, sono fortemente critici ma non lesivi della sua immagine come sostiene nel relativo post.

I “rivoluzionari” dovrebbero essere la risposta ai “circoli della libertà ” di Berlusconiana memoria. Piccola riflessione: ma se già i circoli latitano quante probabilità ci sono, nuovamente, per avere un boom di rivoluzionari? Sono ben consapevole che non è tanto il numero quanto l’intenzione a far si che una idea possa essere espressa ma siamo realisti. Non può essere che tale rivoluzione sia semplicemente il tentativo, estremo, di prender voce in Forza Italia?

Ripeto che secondo me il Guzzanti farà la fine di Follini e di Cirami. Chi li ricorda più, specialmente il secondo?

PS: Non posto il link verso il blog perchè poi, dall’altra parte, pensano che lo faccio per farmi pubblicità . Cosa che, ovviamente, non è vera.

Grazie Bra, per la nomina. E’ sempre piacevole sapere che sono nel tuo cuore. Per questo motivo continuerò la catena di Sant’Antonio nella speranza che prima o poi vengano bandite per legge.

Il libro che ho sulla scrivania che non tratta di cose universitarie è Umberto Eco – A passo di Gambero, guerre calde e populismo mediatico, Editore Bompiani. pp 349. (link), prestato da mio zio un mese fa e ancora in fase di lettura.

[...] E forse uno dei peccati originali della sinistra, oggi, è nel non saper accettare in pieno l’idea che il vero elettorato di un partito che si vuole riformista non è fatto più di masse popolari bensì di ceti emergenti e di professionisti del terziario [...]

Vorrei tanto finire di leggerlo ma, ad essere onesto, lo stile di Eco non riesco a digerirlo. Meglio Fiorello con la sua imitazione. Poi, a riguardo del paragrafo, devo dire che a mio modesto avviso è una sciocchezza dire che i professionisti del terziario possono essere elettori di un partito riformista di sinistra. A meno che non si da per vera l’affermazione di Silvio Berlusconi di ieri che dice “L’unico leader veramente di sinistra sono io”. (L’ho sentita di sfuggita al Tg1 e non riesco a trovarla tra le agenzie)
Nomino La Musa ed il Paguro, sperando che ancora campa sul blog. Non trovo il terzo nome, e chiedo scusa a loro due, perchè non ho molti bloggers amici. Riporto le regole che spero di aver capito

1) Prendere un libro dalla scrivania. Anche se è il classico sottopiede.
2) Aprirlo a pagina 123.
3) Saltare le prime cinque righe.
4) Riportare le tre righe.

Ieri il Governo ha fatto il primo passo avanti verso le liberalizzazioni (articolo de ‘La Repubblica). Non ci dovrebbero essere grandi intoppi per portare avanti una legge che permetterà lo svincolo di un gran numero di prodotti con la, benefica, conseguenza di una maggiore concorrenza. Le leggi di mercato dicono che maggiore è la concorrenza minore è il prezzo e, con un prezzo minore, il potere d’acquisto del singolo cittadino aumenta. Certo ci sono da tenere in conto i famosi cartelli (articolo de ‘La Repubblica – Finanza’), ma grossomodo è fatta. Si dovrebbe risparmiare perfino sulla famosa, ed odiata, tessera di ricarica telefonica.

E’ simpatico pensare che un governo Bolscevico e filo KGB, come quello di Prodi, metta mano seriamente alle liberazioni ed un governo Liberale, come quello dell’ex Presidente del consiglio dei Ministri, Berlusconi non abbia neppure preso in considereazione la cosa. Anzi ha creato delle imprese un pò pasticciate, ricordata infrastrutture spa?

E questa è la buona notizia. Passiamo alla cattiva. Pare che ieri, mediante il dono dell’ubiquità , lo stesso esecutivo ha iniziato il dibattito che porterà un nuovo articolo nel codice penale: il reato di antisemitismo (articolo de ‘Il Corriere’). Bene, non è giusto negare l’ Olocausto ma credo, senza far troppo populismo, che sarebbe giusto iniziare non solo a condannare la deportazione degli Ebrei ma anche, restando in temi passati, i crimini dei regimi filo-comunisti/comunisti e filo-fascisti/fascisti di tutto il mondo. A questo punto se dobbiamo fare una legge tanto vale farla equa. Poi non capisco perchè fare un favore ad Israele che, di certo, in quanto a crimini di guerra in questi tempi fa da maestra. Torniamo al presente: perchè non fare una legge che punisce chi dice che “La Mafia non esiste?“. Il primo ad esultare dovrebbe essere Salvatore Cuffaro, governatore dell’amata Sicilia, che ha fatto una bellissima campagna dal sottotilo la “mafia fa schifo”. Avrebbe qualche problema Lunardi che disse che “con la mafia si deve convivere” (Articolo de ‘La Repubblica’) ma queste sono piccoli casi che un buon avvocato, o lo stesso Lunardi, potrebbero chiarire.

Sean Prodi ConneryA seguire il blog del Senatore Guzzanti pare che, qui in Italia, debba scoppiare un putiferio da un momento all’altro. Prodi “coltivato” del KGB, uccisioni a base di elementi radioattivi, trame da film di fantascienza anzichè di spionaggio. Grossomodo la tesi che vede l’attuale presidente del consiglio reo di essere invischiato in affari esteri poco leciti verte su due punti, antitetici tra loro.

  1. Romano Prodi è una spia. E c’è ben poco da dire sul termine spia in quanto tale attribuzione è coincisa per chi “ esercita lo spionaggio per uno stato straniero con il compito di carpire informazioni segrete spec. in ambito politico o militare: una s. dei servizi segreti, scoprire una s.” (Tratta dal Dizionario della lingua Italiana De Mauro)
  2. Romano Prodi è un bonaccione che ha fatto la spia senza esserne realmente consapevole.

C’è da dire che ancora gli accusatori, od i sostenitori del complotto, non si sono ancora messi d’accordo su quale dei due punti seguire anche perchè non sembrano esserci particolari indicazioni dall’ alto. Avrebbe potuto fare luce un dossier che comparve dieci anni fa nel quale si elencavano i rapporti tra il KGB ed alcune nazioni sovrane che, seppur non palesemente filocomuniste, avrebbero potuto essere collaboratrici del servizio segreto Sovietico. Il dossier è il famoso Mitrokhin dal nome di chi ebbe modo di redigere tali note che, soltanto decenni dopo, venivano visionate dall’intelligence inglese.

Paolo Guzzanti viene messo a capo di una Commissione di inchiesta Parlamentare che ha il compito di capire perchè tale Dossier non fu visionato dall’ Italia in tempi non sospetti e viene linciato, in modo mediatico, dalla stampa e dagli organi di informazione in generale. La sua figura è altamente compromessa in quanto, pare, che una intervista che tenta di diffamarlo in particoalre non ha un supporto on-the-record, ovvero risulta essere priva di un riscontro.

C’è un problema. Da non sottovalutare. Non è ancora partita la querela nè verso “La Repubblica” nè verso altri elementi fisici o giuridici, o perlomeno il Guzzanti non ne da notizia. La sua difesa è alquanto blanda e, con una citazione dal suo blog,

[...] è perfettamente inutile che io proponmga querela contro un giornale che mi diffama impunemente da anni, finché so che la mia querela andrebbe a finire sul tavolo di un signore che non fa mistero delle sue opinioni politiche. Io sono indifeso, in barba alla legge. Almeno per ora.

Per cui si configura di per sé un reato, che vede l’anonimo magistrato non fare l’interesse dello Stato ma l’interesse di questo o quel partito Politico. Segue che se qualcuno commette un reato contro la persona di un qualsiasi membro dell’attuale opposizione questo rimane impunito? Non penso proprio. Ma ragioniamo per assurdo: è vero la magistratura è totalmente deviata e non garantisce al Guzzanti la protezione, e l’equità che ogni cittadino Italiano dovrebbe avere. I giudici agiscono non con la costituzione sottobraccio ma con la tessera di un partito. Se fosse davvero così i signori che sono stati al governo per ben cinque anni, tra cui mi pare anche il Senatore in questione, cosa hanno fatto? La responsabilità civile, politica, istituzionale di sanare il cardine di qualsiasi stato di diritto, ovvero la Giustizia, non doveva venire prima della necessità di mettere mano a leggi ad personam che fluiscono in riforme radiotelevisive, depenalizzazioni varie e via dicendo. E di che si lamenta il Guzzanti?
C’è un ulteriore problema. Massimo D’Alema, nel suo mandato da Presidente del consiglio dei Ministri, volle fare chiarezza sul contenuto del dossier. Per cui la commissione stessa che motivo ha di esistere? Ma, anche questa volta, diamo per assurdo il fatto che tale dossier fosse stato, furbescamente, ignorato. Resta il fatto che una prima commissione avrebbe avuto, come ordine del giorno, il compito di verificare se tale mucchietto di fotocopie fosse realmente autentico. Pare, infatti, che Mitrokhin fosse sorprendentemente antisovietico, nonostante il suo passato, ed è assodato che in quella che definirei “guerra fredda preventiva” i Russi amavano dire in giro di avere conoscenze ed appoggi con questo o con quello.

Passiamo a “La Repubblica”. Guzzanti si scandalizza che i due giornalisti, Bonino e D’avanzo, chiesero informazioni sulla sua persona. Afferma che volevano montare una intervista che parlasse direttamente di lui. Repubblica è un giornale che, per bocca del direttore Ezio Mauro, si colloca nettamente a sinistra per cui dove sta il reato se due inviati cercano notizie sul movimento, e su uno dei suoi esponenti, per fare uno scoop? Vediamo di fare un pò più di luce sul fatto: cosa dice Limarev?
Dall’articolo del blog di Guzzanti

And I told them: no! I’m not interested to make it public because I’m nodody in this case [...] Second thing, I told them I never want to be messed in any kind of political troubles in Italy.

Limarev afferma di non essere interessato a rendere (cose) pubbliche e, per seconda cosa, non vuole essere messo in mezzo ad affari politici in Italia. Da qualunque parte politica. Per cui non ha mai parlato con Bonini e D’Avanzo di questioni intime all’Italia, specialmente di cose inerenti al Senatore. “La Repubblica” ha fabbricato l’intervista? Facciamo rispondere direttamente Guzzanti che soltanto qualche tempo prima , riportando in un articolo le frasi dello stesso incontro con Limarev, dice quanto segue

Dall’ articolo su Panorama.

«A Carlo Bonini e Giuseppe D’Avanzo avevo detto soltanto che Scaramella mi tormentava e che dietro di lui avevo visto in azione Guzzanti a Napoli e a Roma».

E’ Limarev tra le virgolette per cui qualcosa ha detto ai giornalisti. Non ha risposto picche alla domanda dei due ma, tuttavia, si dispiace poichè in una passata occasione Scaramella, che è un consulente della Commssione preseduta dal Senatore, gli presentò un falso Guzzanti in un albergo di Roma. Ora se qualcuno va in giro con una copia di me stesso io ci rimango male, mi viene da pensare. Perchè Guzzanti, invece, non dice nulla a rigurdo?

E poi perchè soltanto qualche settimana prima, il senatore di Forza Italia, dice:

Ma, come sempre ho detto, ho fiducia nella magistratura.
Mi aspetto dunque che la procura di Roma indaghi in fretta e faccia qualche arresto alla svelta: non è forse il nostro il paese in cui si va diritti in galera per calunnia aggravata? E allora coraggio: avete il calunniato e avete la calunnia.

E’ bastata una sola settimana a far cambiare idea?

Torno a ripetere che, nel gergo tecnico, il povero Guzzanti è finito ad essere un trombato politico. E’ solo, e cerca di creare una patetica Rivoluzione Italiana nel tentativo di avere uno scudo di opinioni che verte sulla sua persona. Lascio questo post, con una domanda in evidenza: scommettiamo che, al pari di Capezzone, di Adornato, di Cirami, di Follini anche del Guzzanti a breve non se ne saprà più nulla? Piccolo pensiero personale, magari mi sbaglio…

In questi giorni si è aperto un interessante dibattito che concerne una realtà radicata da millenni nel modo di vedere la famiglia: il cognome della prole. Da sempre, perlomeno negli stati occidentali, è scontato che la figlia od il figlio prende alla nascita il cognome paterno. In realtà ancora più distinte il nome del primogenito viene assegnato in base al nome del suo nonno paterno. La società occidentale è fortemente patriarcale a differenza di quanto avviene in alcune regioni dell’ Africa centrale dove il fulcro della famiglia è, invece, la donna.

Io sono convinto che quella di poter assegnare, legalmente, il cognome della madre, del padre o di ambedue alla prole sia una ottima proposta. Dal punto di vista strettamente biologico il bambino è l’eguale frutto del lavoro di un padre e di una madre per cui non vedo il motivo per il quale soltanto il primo deve essere “onorificato”.

Molti sostengono che in questo modo si annichilisce la famiglia, io non credo che ciò sia vero. La famiglia non è determinata esclusivamente da un cognome che altro non è che una serie di lettere. La famiglia è l’insieme delle relazioni tra individui che, non per forza debbono essere parenti in senso stretto. Perchè usare la frase “Sei come un fratello” o “Sei come una sorella” quando si vuol comunicare ad un amico o ad una amica che è speciale? E in quelle persone dove scorre lo stesso sangue ma, se solo potessero, non ci penserebbero due volte a farsi del male? L’appartenenza ad una famiglia non è, secondo me, una questione di cognome.

Non si potrebbe, però, filtrare la tanto famosa quanto sventurata definizione di “figlio di famiglia perbene”. In quanto se i Rossi sono dei nobili è probabile che si incrocino con i Bianchi, anche loro nobili, per cui il figlio sia che si chiami Mario Rossi che Mario Bianchi che Mario Bianchi Rossi porterà con se la nobilità del cognome.

Il problema maggiore di questa scelta può essere individuato nella esponenziale crescita dei cognomi a seguito delle generazioni. Ma chi impedisce, anche qui, di operare una scelta in modo da conservare un cognome paterno ed uno materno?

MarinesE’ di un certo effetto vedere persone che manifestano per una base N.A.T.O. con le bandiere degli Stati Uniti. Queste sono le tante, madornali, contraddizioni con le quali ci tocca convivere nella politica globale per le quali una semplice riflessione non è mai inopportuna. Per definizione cos’è la N.A.T.O.? Chiediamolo a WikiPedia.

Il termine NATO è l’acronimo di North Atlantic Treaty Organization, ovvero Organizzazione del Trattato Nord Atlantico. Indica un’organizzazione internazionale per la collaborazione nella difesa, creata nel 1949 in supporto al Patto Atlantico che venne firmato a Washington D.C. il 4 aprile 1949. [...] se l’Unione Sovietica avesse lanciato un attacco contro uno qualsiasi dei paesi membri, questo sarebbe stato trattato da ciascun paese membro come un attacco diretto, ed era rivolta soprattutto a una temuta invasione sovietica dell’Europa occidentale. La temuta invasione sovietica non avvenne mai, ma questa misura venne utilizzata per la prima volta nella storia del trattato il 13 settembre 2001, in risposta all’attacco terroristico dell’11 settembre 2001. (*)
(*) tratto da http://it.wikipedia.org/wiki/Nato

E’ una organizzazione mondiale il cui compito base è quello di scacciare i Russi. Fa bene Berlusconi ad avere paura dei Comunisti perchè, se la N.A.T.O. esiste vuol dire che anche loro esistono ancora.

Però quando si parla di N.A.T.O. si usa spesso il sinonimo Stati Uniti o l’improprio Americani. Perchè? Se lo dovrebbero domandare i Vicentini che adesso si trovano una ufficiale posizione del Governo Prodi con la quale si da il via all’espansione della base. Washington esulta, come fa da cinquant’anni a questa parte, ma perchè non sento mai esprimere soddisfazione da Vilnius oppure da Reykjavik? Perchè la N.A.T.O. è la contraddizione in termini di ciò che appare come forza multilaterale ma, in realtà , è un comando più o meno legittimo degli Statunitensi.

Fa bene Beppe Grillo a dire che l’Italia è una sovranità limitata nel suo post “Un paese a sovranità limitata“. Cosa pensate porteranno nei campi di espansione della base gli “Americani”?. I fiori degli hippies? O le atomiche di Schwarzenegger? Non c’è antiamericanismo in questo ragionamento ma dobbiamo una volta per tutte capire. Soru ha avuto i coglioni, perdonatemi il termine, per aprire un confronto contro la presenza di sommergibili nucleari nella bella Sardegna ed è da lui che bisogna prendere esempio. Fino ad ora ogni nessun partito, da Rifondazione alla Margherita, ha detto un no chiaro, secco, valevole, contro questa “invasione legale” del popolo la cui massima espressione converge nella guerra.

Io non voglio bombe atomiche nel mio paese (articolo di PeaceLink), non voglio militari che sono accusati, fuori dal mio paese, di stuprare bambine (articolo de “L’ Unità “), non voglio militari che nel confine italiano si bulleggiano e vandalizzano (articolo de “Il Giornale”), non voglio militari che provocano una strage nel Cermis (articolo del Comitato 3 Febbraio, articolo di WikiPedia) per fare i bulli con un aereo bellico.
C’è ancora chi sostiene che Prodi sia coltivato dal KGB. Staranno finalmente zitti, almeno per questa ridicola pagliacciata?

Ieri nello stretto di Messina è avvenuto un incidente tra una nave cargo ed una nave di linea la quale ha avuto le peggiori conseguenze. Sono morte quattro persone sebbene il bilancio rimane incerto a causa di diversi feriti gravi che, nel momento in cui scrivo, lottano tra la vita e la morte. La navigazione è soggetta a precise regole di comportamento per cui se vi è stato errore umano saranno le competenti autorità a stabilirlo. L’errore politico, invece, è già stato ben individuato e i colpevoli morali di questa sciagura sono stati i politici, ed i loro sostenitori, contrari al ponte sullo stretto. Speculare sulle vite umane è sempre un ottimo cavallo di battaglia e la sensazione che tale via politica verrà adottata, stamattina, è diventata realtà .

Su Radio Italia una voce, probabilmente il conduttore, ammonisce tutti coloro che hanno detto di no al ponte consigliando loro un esame di coscienza. Leggo una dichiarazione, che non ho avuto modo di confermare, del sindaco ex Missino di Reggio Calabria, dottor Giuseppe Scopellitti, per il quale “E’ arrivato il momento di ragionare sulla riorganizzazione del traffico navale dello Stretto”. Non bisogna essere troppo attenti a leggere tra le righe per comprendere che si parla di ponte.

Ma la costruzione del ponte avrebbe davvero potuto evitare questo incidente? La risposta è, a mio avviso, negativa in quanto è impensabile che persone che non hanno mai visto né Messina né Reggio Calabria, e la conoscono solo per il “Sentito dire politico”, possano sentenziare sul traffico marittimo dello stretto. Se quello che tra Scilla e Cariddi viene definito traffico intenso ciò che avviene a Genova come potrebbe essere definito?

Mi lasciano, invece, riflettere le puntuali accuse di questo o quel politico contro chi dice no ad un opera irrealizzabile per la quale la Mafia sembra avere già interesse. Un’ opera che ha già nel preventivo decine di morti per la sua costruzione, vite perdute per le quali non c’è stato alcun esame di coscienza. Un’ opera costosa e logisticamente suicida.

Mi lasciano riflettere coloro che chiedono esami di coscienza per i quattro morti ma sembrano non vedere le migliaia di persone che perdono la vita a causa dell’inaccettabile condizione della rete stradale ed autostradale. Eppure ogni anno muoiono migliaia di persone tra le lamiere delle loro autovetture. Altrettante ne muoiono investite,
Le vite sacrificate per la causa politica valgono più delle vite che non hanno attinenze politiche?

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Alla fine il senatore Paolo Guzzanti in un suo post propone la così tanto attesa e altrettanto annunciata verità . L’oscuro intreccio tra la politica Italiana, specialmente quella orientata verso una certa parte, e il marcio internazionale ha trovato il modo per uscire fuori. Il Senatore ha intervistato Gordievsky, ex colonnello dei servizi segreti Russi, adesso rifugiato politico in Inghilterra in quanto dissidente. Ha dimostrato, con questa intervista, di aver fatto un lavoro degno di Sherlok Holmes. Sherlok, il figlio illegittimo di John Holmes famoso pornoattore noto per le sue dimensioni esagerate. D’altronde per scrivere tali cazzate si deve pur partire da una solida base.

Il mezzo utilizzato per proporre, confezionare e sviscerare la verità con lo scopo di indignare il popolo Italiano che, come ben noto, ha il carattere di popolo elettore non è stato il modesto blog del Senatore, moderato meglio di quanto potesse fare una clinica privata Statunitense nei confronti di un malato senza sufficienti soldi per permettersi le cure. Blog tra l’altro frequentato dai soliti volti. Troppo soliti e poco volti. Lo scoop investigativo verrà affidato al “Il Giornale”, quotidiano filo-Opposizione. Guzzanti è un senatore dell’ Opposizione, presedente di una Commissione di inchiesta Parlamentare la cui maggioranza è rappresentata dall’ Opposizione, esponente di uno dei movimenti dell’ Opposizione. Guzzanti è un opposto per cui non fa una piega se da un lato parla di sé stesso e dall’altro autocommenta i propri progressi su un quotidiano, come ho avuto modo di scrivere nel mio precedente post Paolo “Guzzanti parla di Paolo Guzzanti“.
Non divaghiamo perchè il caso di commentare questo terremoto politico. E per capire quanto devastante possa essere l’informazione raccolta oltre la Manica usiamo lo stesso virgolettato di Gordievsky.

Io non ho poi mai saputo se Romano Prodi fosse o non fosse stato reclutato dal Quinto Dipartimento del Kgb

A quell’epoca non avevo interesse a chiedere come fosse andata a finire e se l’avessero davvero arruolato o solo mantenuto come un possibile utile contatto per le operazioni. Questo non lo so e infatti non lo dico.

Che poi alla fine l’avessero reclutato o no, non l’ho mai saputo.

[...] ho sempre risposto che non mi risulta e non posso affermarlo, a chi mi chiede se Prodi avesse un rapporto con il KGB.

La verità è scottante. Dimostra quello per cui John Holmes fu famoso.

Vi consiglio di leggere il blog del senatore Paolo Guzzanti. Soffermatevi sul titolo “Rivoluzione Italiana” e poi ditemi se non sarebbe il caso di cambiarlo in “Il mio ultimo baluardo“.

Lo seguo da qualche mese e devo dire che per certi versi è davvero impensabile che un senatore della Repubblica Italiana possa screditarsi così, pubblicamente, senza avere il minimo di compassione per sé stesso. Al posto di far luce sul suo operato nella commissione Mitrokhin, il Guzzanti, non fa altro che proporre in ogni post “Adesso è l’ora della verità “, “A breve si farà luce” anticipando chissà quale sconvoglimento senza poi, realmente, fare nulla.
Questa è la tipica tattica di chi non ha reali argomenti e grida “al lupo” per distogliere l’attenzione. Ma perchè tutto questo? Perchè i suoi compagni di Partito non prendono le sue difese?

Piccola parentesi. Ogni sua verità , ogni sua rivelazione che a breve scuoterà le verità , rimane celata nel suo blog. Nessun quotidiano vicino al centro-destra la ricalca se non “Il Giornale” in qualche fondo. Peccato che l’autore di ogni articolo che appoggia le tesi di Paolo Guzzanti è, non ci crederete, Paolo Guzzanti! Date un’occhiata qui ad esempio. Per cui da un lato Paolo Guzzanti dice nel suo blog “ci sarà una verità ” e dall’altro Paolo Guzzanti, usando l’inchiostro de “Il Giornale” dice “Occhio che ha ragione il senatore quando dirà che «Ci sarà una verità »”. Ridondanza mediatica.

Mi chiedo “Ma perchè nessuno ha preso le difese del Senatore?“. Mi rispondo da solo, pur sapendo che oggi Bondi ha timidamente difeso l’operato del Presidente della Commissione Mitrokhin. Timido e Bondi sono aggettivo e nome che non vanno bene assieme. Perchè il Cavaliere, o Emilio Fede non ci propone l’assoluta verità di cui il papà della Sabina e di Corrado si fa portavoce? Perchè sanno che potrebbero rimetterci la faccia? No, Forza Italia, in passato ha fatto di peggio basta pensare a Telekom Srbjia, difendendo a spada tratta persone dalla dubbia autenticità morale. Posso ipotizzare, cattivamente, che ai piani alti vogliono levarsi di torno Guzzanti perchè, magari, è affidabile quanto Taradash? Magari in una scala che parte da uno per arrivare a Bondi il senatore rasenta la metà ? A me l’idea di persona leggeremente fuori dal canone di Forza Italia l’ha data.